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lunedì 5 febbraio 2018

Che ffaccio, emigro??!

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/01/17/news/macron-difende-il-lavoro-sui-migranti-ma-il-guaio-di-calais-e-il-sogno-inglese-173396/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/02/02/news/ci-sono-stati-nuovi-scontri-tra-migranti-a-calais-176570/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/01/16/news/calais-reportage-condizioni-durissime-nei-centri-immigrati-173207/
Nel caso ci fossero dei dubbi relativi alla dimensione del prolema...

La questione migranti è destinata ad un brutto epilogo.
Il problema principale è quello relativo a chi di fatto ha il potere di influenzare un simile progetto di globalizzazione del fattore lavoro - leggi multinazionali, gruppi finanziari, banche internazionali e affini - ma al contempo non abbia la minima idea di cosa tutto questo comporterà nel medio periodo (avvenimenti tragici).

(...) Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita. (...)

Non ricordo...a quale cantico corrisponde?

martedì 30 gennaio 2018

Dal basso (reloaded)

L'unica spazio ove si possa applicare una qualsivoglia politica dal basso, è quella di pretendere che le regole vengano rispettate.
Netto, preciso concreto.

Spesso la deflazione organica alla borghesia e alle aristocrazie, prende forma, di fatto, nella non applicazione delle norme base.
Ad esempio, nella palazzina ove abito, un forte temporale ha sradicato un tetto mal costruito causa estremo ribasso.
La ditta esecutrice, per potersi accaparrare il lavoro, compie una serie di inadempienze nell'esecuzione dei lavori e nell'organizzazione del cantiere, e il responsabile dei lavori ha un conflitto di interessi, in quanto, meno prendono gli operai, più prende lei (lei pensa così possa essere, grulla).

Gli operai, certo, potrebbero sollevare questioni (quelli che subiscono la deflazione sono loro)...e quindi?!
Per avere la sicurezza che gli operai non possano interrompere questo processo di disgregazione della qualità e del diritto, si importano operai da culture nelle quali il Diritto e la qualità sono usualmente disattesi (questo è il motivo per il quale il settore dell'edilizia, solo un esempio, è retto in maggioranza da extracomunitari).
Gli organi di controllo non controllano -  Per connivenza di interessi, oltre alla ristrettezza delle disponibilità dovute ai tagli - e il cerchio è "belle che chiuso".
Di fatto è questo un modo attraverso il quale si materializza un surplus per chi sta verso il vertice, o al vertice, della piramide.


Servirebbe un intervento normativo "dall'alto" che, purtroppo, non può arrivare.
Ecco perché, l'unico modo per impedire un tale scempio, è quello di far rispettare le regole. E va fatto dal basso.
E va fatto con pedanteria e continuità, rompendo i coglioni alle classi dirigenti, fossero anche solo quelle che dirigono un cantiere.

Amen.


domenica 17 dicembre 2017

Dottrina

" (...)  Siamo insomma all’apologia della dottrina Schäuble, che come abbiamo visto ammette la flessibilità in cambio di un rientro del debito, tuttavia nell’ambito di un sistema nel quale il coordinamento delle politiche economiche nazionali costituisce una pratica spoliticizzata, affidata a tecnocrati politicamente irresponsabili. E proprio questo dispone la proposta di direttiva, che si occupa della composizione dei menzionati enti indipendenti, i cui membri devono essere scelti “in base alle loro esperienze e competenze in materia di macroeconomia, finanze pubbliche e gestione di bilancio”, assicurando loro poteri praticamente sconfinati: tra l’altro un “ampio e tempestivo accesso alle informazioni per svolgere i compiti loro affidati”. E che oltretutto, sempre per spoliticizzare la materia di cui si occupa, stabilisce che deve essere recepita non con legge ordinaria, come si addice allo strumento direttiva, bensì con “disposizioni vincolanti e permanenti, di natura costituzionale o altrimenti garantite quanto al loro pieno rispetto e osservanza”. (...)

Queste sono le ultime direttive che, come oramai succede da almeno una decina di anni a questa parte in maniera assillante e fastidiosamente prevaricativa,  la cosiddetta Leuropa cerca di porre in atto.

La Costituzione come intralcio al compimento della vittoria totale della classe dominante sul resto dei Popoli europei.

(a me parono sempre le solite cose per chi le ha capite, per chi invece, a questo punto del dibattito, pensa che il problema sia morale...io sto con Darwin...)

P.S tratto da qui

lunedì 23 ottobre 2017

Et maxima ex paradoxis (google docet)

Ciò che politicamente si intende come sinistra ha come suo santo Graal la cultura (cioè, ciò che viene trasmesso da generazione in generazione attraverso la lingua, lo scritto e ogni altra qualsiasi forma di dati codificati umanamente).

Il più grande dei luoghi comuni "moderni" è: "Siamo tutti uguali!" (nell'accezione umana di razza).

Ebbene, questo è un paradigma naturale/culturale (nel senso che la scoperta della sostanziale uguaglianza degli esseri umani è un'informazione culturale ricavata dalla natura -- cioè un'informazione non culturale).

Tirando le somme, il sinistrorso basa i propri paradigmi, su concetti che stanno alla base dei paradigmi destrorsi.

La domanda sarebbe: "Potrà mai la SX gettare basi solide sulle quali costruire un futuro?" (che non avvantaggi la destra, aggiungo io...).

domenica 15 ottobre 2017

There is not alternative

E' chiaro che l'attuale classe dirigente, conscia o ignara, nolente o dolente, stia cercando di porre in essere condizioni generali di ingovernabilità.

Partendo dal presupposto che a nessuno di loro interessi sostanzialmente la sorte del Paese, chi per mero calcolo, chi per incapacità intellettiva, non ci si può stupire se a poco più di alcune settimane dal voto, essi non siano stati in grado di produrre una legge elettorale che rispetti le linee guida della Costituzione (che verrà quindi molto probabilmente delegittimata e esautorata, e sostituita da una scelta autoritaria del presidente della Repubblica (quello che non sa dire più di cinque parole di fila - provate a farci caso, sembra telecomandato. Sembra è in forma garantista).

Tralasciando chi non è in grado di immaginare scenari di Realpolitik internazionale e si accanisce politicamente agitando la questione morale (di cui ho la massima pena - non puoi occuparti di questioni socialmente determinanti riducendole ad una semplice e banale questione moralistica), possiamo considerare tutti gli altri (quelli che consapevolmente stanno cercando di creare quanto più caos possibile), alla stregua di traditori del Popolo italiano.
Essi sono consapevoli della loro condotta. Sanno valutare benissimo la situazione dal punto di vista del breve periodo; cioè sanno che per poter mantenere la loro posizione gerarchica nell'attuale organigramma europeo, devono ubbidire alle direttive che provengono dall'attuale sistema di potere europeo.
Scientemente svendono la Nazione a poteri sovranazionali ben sapendo che a farne le spese saranno le classi più deboli.

Prepariamoci, nel giro di qualche settimana dalle elezioni, ad assistere ad un intervento a gamba tesa dei poteri forti dettato dalla solita emergenza immaginaria, condita da una serie di considerazioni che avranno come base il dilagante paradigma del; "There is not alternative!"

sabato 3 giugno 2017

Omeopatia for Dummies

Che mi tocca fare...
Allora; ci sono diverse situazioni da curare.
Intanto bisognerebbe definire cos'è "malattia". Ma qua il discorso è semplice e complesso allo stesso tempo; è semplice se si considera "malattia" quello che l'ortodossia medica stabilisce, è complicato dato che la visione dell'ortodossia ha dei limiti (altrimenti non vedo perché mettere in discussione l'ortodossia economica, no?!).
Ma noi sappiamo che esistono patologie psichiche, che partono cioè da una posizione relativa ad informazioni, le quali informazioni, hanno diversi livelli.
Esiste l'informazione consapevole, quella inconscia, e ancora altra livelli più profondi come quella del DNA.
Quindi servono cure diverse a diversi livelli; in alcune basta l'informazione, ad altre serve la chimica ad altre ancora serve intervenire invasivamente.
Potremmo dargli una sequenza; all'inizio ciò che si ammala è il livello metafisico cui serve una cura appropriata, cioè essenzialmente informativa. Se non si è abbastanza sensibili o consapevoli, questo passaggio va perso e la patologia passa allo stadio successivo, che è quello molecolare, cui serve cura appropriata (ma se nel mentre non si sono capite o cercate le cause non si risolve nulla!).
Infatti si passa allo stadio successivo che è quello invasivo (ad un certo punto l'organismo dice basta. Chiami l'ambulanza e speri che basti una puntura. Se non basta c'è la sala operatoria).
Se si è abbastanza integralisti/imbecilli si usa la cura del primo livello al secondo stadio e anche al terzo con tutto quello che ne consegue etc etc.
L'omeopatia cura il primo livello, ma non è per tutti (come l'economia), se sei profondamente ignorante, per esempio del tuo corpo, continua a intervenire al secondo livello, basta che non scassi il cazzo, ok?

sabato 4 marzo 2017

Banca d'Italia (cos'è il Credito Pubblico?)

Cavolo, non so bene come spiegarlo...

Allora, ricordo che tempo addietro ero convinto che l'URSS, e quel modo di intendere i sistemi sociali, fossero implosi e che questo fatto avesse poi dato il via libera al Capitalismo senza freni che sta devastando e scombinando l'ordine mondiale.
Cosa che penso credano ancora in tanti.

Poi ho iniziato a frequentare Goofynomics e addentrandomi nei "misteri" dell'economia feci una scoperta che buttava per aria quella convinzione; l'iperliberismo gettò le sue basi e iniziò a dettare la linea molto prima che l'URSS crollasse.

Quindi la narrazione che questa "branchia" dell'economia (la c.d. finanza della fuffa e senza regole fatta da una "ghenga" di broker cocainomani) avesse approfittato della mancanza di controllo per scatenare le proprie teorie dannose è un fake bello e buono.
E' vero il contrario; per sconfiggere i "Socialisti/Comunisti", quelli di destra (per capire cosa sia la "destra" leggere il mio post LA TERZA VIA), scatenarono "La Bestia" finanziaria.

Cosa significa? Significa che avendo il possesso della Moneta e dell'intero sistema bancario, ebbero la possibilità di decidere "loro" a chi e quanto dare di credito. (punto) - (e dove non era ancora così, vedi Italia, ci si arrivò in pochi anni)
Pomparono il credito al massimo regime e anche più spingendo il "Sistema Capitalista Occidentale" al suo "oltre" ingaggiando una guerra a macchia di leopardo sul pianeta e una escalation tecnologica sulle armi totali e convenzionali mettendo i soldi dove a "loro" servivano e portarono al collasso l'URSS (questa cosetta ha avuto un costo di vite umane e di devastazione dell'ambiente difficilmente calcolabili).

A questo credo ci arriviamo tutti; oggi (come l'altro ieri) o hai già di tuo, oppure se non hai credito non combini nulla e il tuo destino lo scrivono "loro" (perché l'altro ieri? Perché ieri ci fu uno spiraglio di una generazione, anche per chi non aveva null'altro che il lavoro come ricchezza, che dava la possibilità di fare qualcosa di utile e di possedere qualcosa -- certo per due motivi; il primo è quello che c'era il desiderio di smetterla con le guerre distruttrici, e il secondo è quello che era tutto distrutto (meno che in USA) e senza strutture e infrastrutture si muore di fame tutti).

Fu lo scoprire quell'inversione fattuale a farmi riflettere.
Il signoraggio è nulla.
Chemmefrega di pagare 3 cent per ogni banconota (che tra l'altro oramai tutte le transazioni sono virtuali, son solo cifre scritte su uno schermo) quando il moltiplicatore di ricchezza varia dall'1,5 all'2,5 e forse più, a seconda dei casi?

Possedere la moneta è l'atto politico più determinante che esista in un sistema sociale.
Se dirigi il sistema bancario sei tu che decidi qual'è il metodo e la regola del credito.
Non importa che una azienda fallisca, non importa che una famiglia fallisca o mille o tutte le famiglie. 
Decido io chi avrà poi il credito per ricostruire, anzi, devo far fallire per poter indirizzare come, quando e chi ricostruirà (e ne deterrà la proprietà).

Basta, punto, stop, fine.

Ma che c'è ancora da capire...

p.s. una cosa ancora non ho capito: come fa Facebook ad attirare tanti investimenti? Come fa a dare così tanti dividendi? Mistero...

Ok, non lo avevo ancora riletto e c'erano...dei refusi...diciamo.





sabato 31 dicembre 2016

Un'arida stagione azzurro stellata sta per finire

Sta per iniziare un anno che credo sarà fondamentale.
Che la Francia sia con noi.
Serve dare una spallata decisiva a questo sistema vessatorio europeo, e serve che tutti si impegnino a voler cambiare il corso della storia.
Ci sono state epoche fallimentari per l'evoluzione umana, e il medioevo è una di queste, che son durate incredibilmente centinaia e centinaia di anni solo per l'accondiscendenza acritica e servile dei dotti al regime dominante.
Serve che gli intellettuali di ogni specie si impegnino ad agire contro il sistema attuale.
Questo sistema malato e marcio va combattuto a partire dalla sua base ideologica profondamente fallimentare.

Buon anno nuovo a tutti quelli che si trovano in una condizione di schiavitù reale e disagio economico in una epoca che grazie alle scoperte scientifiche potrebbe portare ricchezza e dignità generalizzate.

E' solo una questione di coscienza; chi ce l'ha non può esimersi dal combattere il nemico del progresso reale dell'uomo, e cioè chi alimenta politiche di povertà dilagante per le nuove generazioni (e questo è un dato di fatto cari piddini anelanti di poteri decisionali antidemocratici).

giovedì 15 dicembre 2016

Quo vado? (ma dove cazzo voi annà Cozzalone)

Vediamo di capire bene un concetto fondamentale dell'economia "moderna".
All'inizio del secolo prendono forma alcuna teorie sulla produzione dei beni. 
La razionalizzazione del ciclo produttivo portò ad un cambiamento sostanziale del modo di produrre (...) tanto da rivoluzionare notevolmente l'organizzazione della produzione a livello globale e diventare uno dei pilastri fondamentali dell'economia del XX secolo, con notevoli influenze sulla società. (...) WIKI

Appena prima di questa c.d. rivoluzione, il ciclo economico era calibrato su un sistema di produzione "su ordinazione". Per capirci, significa che si produceva nel momento in cui qualcuno (che aveva i soldi) decideva di comprare un prodotto, si trattava cioè di produzioni quantitativamente ristrette.

(è importante capire che la produzione di massa non scaturì da un eccesso di domanda (domanda intesa nell'accezione economica, quella cioè che vede soggetti in possesso di denaro), ma da una innovazione tecnico/teorica. La domanda andava creata.
Vediamo di capirci: A livello contabile il credito è sempre un deficit, quando vi dicono che bisogna ridurre il deficit, intendono quello dello Stato per poter aumentare quello privato (nel caso si voglia mantenere attivo un sistema sociale inclusivo, altrimenti possiamo tornare al Medioevo e allora fine del problema deficit), cioè quello delle banche onde mantenere il monopolio della moneta (e dell'usura aggiungo io).
Ma torniamo alle dinamiche.


Per sostenere un tale cambiamento necessitava rimodellare le dinamiche economiche del sistema, a iniziare da quelle bancarie.
Da quel momento si innesca, a livello economico, quello che potremmo definire il "sistema moderno di produzione di massa", che cambierà in modo sostanziale anche l'immaginario e il compito delle istituzioni concernenti l'economia.

Nel nuovo sistema di produzione delle merci, le imprese produttrici necessitano di capitale da investire in strutture, macchinari e paghe; alle aziende produttrici serve vendere i beni pena fallimento; per poter comprare beni relativamente costosi l'operaio deve avere una buona paga e la certezza di continuare a lavorare con costanza (che non è la figlia del panettiere); la conseguenza è che dovranno prendere corpo istituzioni economiche pronte a erogare denaro a credito (e gira sempre tutto attorno a questa parola), sia alle aziende prima, sia ai lavoratori poi.

Da queste semplici considerazioni è possibile trarne alcune conclusioni (direi svariate, ma a noi interessano soprattutto quelle c.d. socio/economiche con relativa preferenza per le seconde).

L'interesse di tutti è che il ciclo si chiuda: progettazione, produzione, vendita e uso creano un insieme organico.
La parte che a noi tutti interessa comprendere bene, è quella relativa all'operaio salariato, il quale deve avere la certezza di un lavoro sicuro.

Il lavoro sicuro (se così vogliamo chiamarlo nel caso che "posto fisso" vi crei delle turbe) è uno dei pilastri necessari alla produzione massiva dei beni! (non se ne può fare a meno!)

Un'altro di questi pilastri è quello che mette in rapporto; volume delle paghe/produttività.

Per poter vendere tutto il prodotto, l'insieme delle paghe (detto anche Monte Salari) dev'essere commisurato, in un legame stretto, a quanto prodotto.
Senza questi pilastri, ma non solo necessariamente questi, il sistema crolla (come nel '29 e come nel '08).

Ma l'insieme delle elites, delle oligarchie dei produttori e delle istituzioni finanziarie, con la complicità delle classi dirigenti delle nazioni, son riuscite ad escogitare dei sistemi palliativi che posticipano questi fallimenti, facendo altresi in modo che gli stessi ricadano sulle "risorse umane" (come loro le classificano), e cioè il popolo (con l'aggiunta di non poco conto di scarico sul popolo stesso della colpa morale dei fallimenti a colpi di proclami quali: "Avete vissuto sopra le vostre possibilità!", "Siete una generazione di bamboccioni!" etc etc, in pratica cornuti e mazziati).

Una di queste furbizie è quella di riempire la forbice creatasi tra il monte salari e la produttività tramite Debito Pubblico. Questa forbice avrebbe creato una serie continua e costante di fallimenti del ciclo economico vista l'impossibilità matematica di vendere i beni prodotti e di trarne un ricavo.
Il D.P. è stato usato in questo modo, per esempio, attraverso tutto l'arco degli anni '80 in Italia.
Lo Stato pagava in quegli anni interessi reali positivi (ma questa follia è potuta capitare solo perché avevano fatto il divorzio tra Tesoro e Bd'I) sui capitali investiti in titoli pubblici -- notare; nel frattempo tramite una spesa pubblica in deficit che superava la doppia cifra (altro che 2,6%, e questo lo fece tutti gli anni dal '81 al '92) "sosteneva" la spesa degli italiani.

In questo modo le industrie, in special modo la FIAT, vendevano il prodotto e reinvestivano in BOT ricavando rendite nette dal settore finanziario (naturalmente a discapito di investimenti in innovazione e potenziamento degli impianti).
Un enorme grazie a R. Nardella per questo immenso post.

(...la cosa veramente tragicomica è che la FIAT, dopo aver munto la mucca (che ora è nel corridoio, cit LOL), ogni volta che è andata in difficoltà ha attinto a piene mani dalla Cassa dell'integrazione...che ricordiamolo, paga sempre la mucca,  ora ha preso baracca -- i burattini li ha lasciati -- ed è emigrata...."FOZZAJUVEEEE!" gridano gli autentici Fantozzi. )

Bene, abbiamo visto il primo dei "sistemi" usati per chiudere la "forbice".
L'altro è il debito privato, cui famiglie e imprese vengono "invogliate" ad attingervi all'occorrenza.
Questo è nella pratica un gigantesco "schema Ponzi" che lascia sempre alla mucca il fiammifero in mano mentre tutti si accomodano sciallati sulle sedie.
Ecco, è brevemente spiegato QUI (con annessa critica idiota).

Tornando al senso principale del post, possiamo concludere dicendo che un lavoro assicurato e con una retribuzione connessa alla produttività è uno dei pilastri necessari in un capitalismo controllato da una necessaria repressione finanziaria.

(...con buona pace di qualche coglione di comico, mica solo genovese, che si è già dimenticato da dove arriva, e dove tornerà non appena il sistema oligarchico se ne sarà sbarazzato e rimpiazzato per sopravvenuta inutilità...)





lunedì 12 dicembre 2016

La terza via

In una articolata serie di post e risposte a commenti vari ,QUI, Roberto Buffagni spiega, dal suo punto di vista che condivido quasi in toto, la situazione politica attuale italiana del passato e del presente, e cercando poi di immaginare una prospettiva futura.
Il suo punto di vista, è sostanzialmente uguale al mio, ed è quello che vede nell'attuale UE il nemico principale da ripudiare prima e sconfiggere poi.
Nella sua analisi, a volte per me illuminante, tocca diversi aspetti dell'Italia dell'Europa e del mondo intero.
Ma, pur condividendolo quasi in toto, ritengo che possa e debba formarsi nell'immaginario  futuro una cosiddetta terza via, la quale secondo me sta iniziando a gettare le basi proprio ora.
Proviamo a vedere come e perché.


Una volta sconfitti via via; il nazionalismo imperialista a base etnico/teologica, che spero sia stato cancellato definitivamente con la fine della II° WW -- e che sopravvive solo in alcune sacche di nostalgici destinate a scomparire -- e l'internazionalismo a trazione proletaria con il crollo dell'URSS, il sistema democratico/liberale/capitalistico ha avuto campo libero e va trasformandosi in un mostro a più teste che sta fagocitando tutte le diverse culture che l'uomo ha saputo produrre nella sua lunga storia millenaria.

E' vero, il confronto non è più tra capitalismo liberale/liberista e comunismo/socialismo, i c.d. "destra" e "sinistra". Il confronto è passato ad un livello diverso con la vittoria oramai totale dei primi sui secondi, i quali hanno mostrato tutta la loro incapacità di comprendere la fondamentale parte che svolge la natura umana -- intendendo per natura umana quella che nell'immaginario di tutti prende forma nelle teorie sulla selezione naturale da una parte e nella biologia genetica dall'altra. Ripudiandole nella quasi totalità per quanto riguarda l'importanza delle stesse nei processi relativi al comportamento umano e relegandole a fattori marginali, la c.d. sinistra internazionale ha basato le proprie teorie sociali sostenendo la fondamentale e unica, secondo loro, importanza della cultura quale unico veicolo di formazione della persona e di conseguenza anche dei sistemi sociali (vedere Emil Kraepelin, Sigmund Freud, Ivan Pavlov, John Broadus Watson e molti altri, anche se questa è una riduzione semplicistica e parziale).

Nella perdita, strada facendo, della sfera umana relativa ai suoi impulsi "naturali", tramandati biologicamente, quei sistemi non potevano fare altro che fallire nella miseria di una vita alienante.

Per contro, i primi hanno si vinto definitivamente, ma per farlo hanno dovuto spingere l'acceleratore proprio su quella parte "dimenticata" dai "sinistri", cioè le pulsioni umane, e in special modo quella egoistica e predatoria.
Certamente questa posizione aveva basi sicuramente più stabili -- se così si può dire -- perché, in effetti sì, si può dire che è vero che queste pulsioni spingono l'uomo a impegnarsi , lottare e inventare pur di ottenere qualcosa di più. Ma così facendo, nelle dinamiche incontrollabili dei gruppi sociali -- e la capacità di controllo è inversamente proporzionale alle dimensioni del gruppo -- le pulsioni umane hanno finito per diventare un drammatico pericolo per la stessa sopravvivenza dell'uomo.

La lotta è diventata, per forza di cose, globale, in quanto le basi ideologiche della sinistra ne impongono una visione internazionalista a tutte le parti in gioco, in qualsiasi parte del pianeta e qualsiasi cultura esse avessero.
Questo ha inevitabilmente portato lo scontro al livello più ampio che si potesse immaginare (bisogna aggiungere che questa tendenza internazionalista è stata dettata anche dal fatto che le oligarchie e le aristocrazie fanno, per così dire, "vita internazionale", cioè tutto il loro immaginario "intimo" si svolge su scala internazionale come classe dominante).

Purtroppo, nella sua ottusità, la sinistra non si è resa conto che a livello di confronto diretto, la cultura non ha alcuna possibilità di imporsi sulle pulsioni umane, meno che mai rigettandole come fossero detestabili e immorali -- per quello c'è la religione  (e anche in questo caso, il confronto diretto con le religioni c.d. ortodosse non ha lasciato scampo alle varie teorie che facevano da base all'ideale comunista.
E' un ossimoro ideologico, e in quanto tale distopico,  immaginarsi intimamente di dominare l'uomo usando la cultura come una clava -- in parole povere è un assurdo logico.

Con la vittoria della parte liberista/liberale/capitalistica compiuta sul terreno dei sistemi sociali nei confronti della c.d. sinistra/comunista/socialista, la visione di un possibile dominio mondiale si è impossessata dei liberisti che si son trovati il campo sgombro da qualsiasi opposizione.

Ora, se da una parte la visione di una società basata esclusivamente sull'imposizione della cultura, e nel particolare, di una cultura per tutti, oltre ad essere un assurdo logico, porta paradossalmente ad un impoverimento intellettuale alienante per l'uomo; dall'altra, un immaginario collettivo basato sullo sdoganamento dei principi "naturali", e quindi dei suoi impulsi, è devastante proprio da un punto di vista logico per il semplice motivo che l'uomo non può più appellarsi a ciò che lo rende unico nell'intero panorama terrestre, e cioè la sua "ribellione" alle forze c.d. naturali tramite l'adattamento della natura alle proprie necessità, e non viceversa.
 Rivendicando la sua parte animale ed elevandola a entità superiore, l'uomo non è più uomo ma umanoide.

Mi stupisco quando un non-pensatore come Locke viene annoverato tra quelli che hanno gettato le basi dell'illuminismo tramite stupidaggini quali, "Il diritto naturale"-- e c'è chi lo considera un filosofo (in quanti si stan rivoltando nella tomba?)
Non esiste nessun diritto naturale, il diritto è una "invenzione" umana. In natura non esiste il diritto.
Probabilmente confondeva l'istinto di sopravvivenza col diritto.
Il diritto nasce nel sociale col sociale per il sociale -- vi sono i diritti individuali, ma sono diritti che si sviluppano  secondariamente rispetto all'impianto generale e sono relativi all'immaginario di famiglia, comunità, gruppo etc etc.

Serve contrapporsi a questo fronte dell'egoismo globale, nel quale i soggetti sono talmente presi dalle sirene di un mondialismo basato sull'egoismo dell'individuo -- altro ossimoro -- dal non rendersi conto che scatenare le pulsioni e lasciarle libere a se stesse, oltre alle vuote parole di rito, nella realtà provata sta portando guerra miseria e distruzione ovunque, in special modo ovunque non trovi comunità coese con forte identità sociale capace di contrastare le irragionevoli pretese del Libero Mercato Globale.

Sarebbe molto difficile spiegare come mai è folle lasciare al L.M.G. il governo delle scelte politiche dell'intera comunità umana. A me piace pensare, come spiega molto bene Heisenberg in "Fisica e Filosofia", che i processi mentali del cervello umano, i quali si svolgono a livello quantistico neuronale, non sono scopribili, nè sondabili con esattezza assoluta nella loro totalità, e lo sono ancor meno quando questi processi diventano processi comuni per centinaia di migliaia di persone.
Essi rispondono alla legge di probabilità.
Questo, da una parte sta a significare che non è possibile pianificare un sistema sociale in ogni suo aspetto, ma anche che è irragionevole e estremamente pericoloso lasciare che questo svolgersi possa essere lasciato in balia  di leggi naturali non conoscibili con esattezza assoluta.
Come già detto; l'Uomo è tale esattamente nella capacità e nella misura in cui si è dato regole proprie, adattando l'ambiente attorno a se e non accettando supinamente il contrario.

Allo stato attuale "dell'opera" non resta che combattere questa follia dell'egoismo mondiale tramite globalismo economico le cui emanazioni pratiche sono: (...) I signori regnano sull'universo sia attraverso i loro enunciati ideologici, sia attraverso la costrizione economica sia attraverso il dominio militare. La figura ideologica che guida la loro prassi porta un nome anodino: "consenso di Washington".
Si tratta di un insieme di accordi informali, di gentleman's agreements conclusi nel corso degli anni ottanta e novanta tra le principali società transcontinentali, banche di wall street, Federal Reserve Bank americana e organismi finanziari internazionali (Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale ecc).
Nel 1989 il "consenso" è stato formalizzato da John Williamson, economista capo e vicepresidente della Banca Mondiale. I suoi principi fondatori sono applicabili a qualsiasi periodo della storia, a qualsiasi economia e a qualsiasi continente.
Mirano tutti a ottenere, il più rapidamente possibile, la liquidazione di qualsiasi norma regolatrice statale o di altro genere, nonchè la più totale e rapida liberalizzazione di tutti i mercati (di beni, di capitali, di srevizi, di brevetti) e l'instaurazione finale di una stateless global governance, di un mercato mondiale unificato e totalmente autoregolato.

QUI  Ziegler  spiega bene come (ma consiglio la lettura del libro completo).

RIPETO: Mirano tutti a ottenere, il più rapidamente possibile, la liquidazione di qualsiasi norma regolatrice statale o di altro genere.

Significa che il pensiero dilagante che indica nello Stato Nazionale e nei suoi organi rappresentativi; Parlamento, Senato, Banca Centrale etc, la causa di tutti i mali che affliggono la nostra società, è frutto della propaganda mediatica degli organi d'informazione, che le oligarchie dominanti sopra descritte, in modo diretto o indiretto, possiedono o controllano tramite pecunia.

La terza via non può prescindere dallo Stato Nazionale e dalle sue peculiarità culturali  pur tuttavia nel rispetto delle minoranze.
Non sono accettabili le c.d. scusanti "a valle", quelle che considerano la realtà solo da un certo punto in poi. 
Quelle estremamente miopi che non sanno collegare la diga a monte con la scarsità d'acqua a valle. Oppure quelle che non sanno correlare l'invasione di migranti, con la libertà totale che hanno i padroni del mondo di "invadere" culture più deboli tramite massicce "iniezioni" di capitali a favore degli oppositori di regime in aree già altamente instabili, fomentando guerre civili, e cercando di assicurarsi in tal modo il futuro controllo di aree strategicamente fondamentali da più punti di vista; risorse naturali, centralità politica, danno a potenziale avversario diretto.

La lotta a questo tipo di globalismo è prioritaria, ma serve trovare la terza via per non doversi ritrovare, una volta sconfitto, più indietro di dove si era partiti.




giovedì 8 dicembre 2016

Francesco

Papa Francesco: Prego per le famiglie, i disoccupati e i bimbi soli.

Allora, buona cosa è pregare per le famiglie, specie di questi tempi dove la famiglia sta perdendo la propria identità e sta diventando qualsiasi cosa abbia la residenza e l'ammore come base fondativa (presto ci saranno famiglie di specie  diverse; uomo/cane uomo/cavallo e via di sto passo -- anche se è difficile credere che Dio gli abbia sussurrato queste nuove direttive...).

Per i bimbi soli è buonissima cosa, anche se credo il riferimento sia a quei bambini che hanno perso i loro genitori nelle continue guerre che devastano il pianeta e che traggono il senso della loro devastazione dai principi fondanti la nuova religione globale: libera circolazione dei capitali, delle merci, e delle risorse umane. In parole povere; il Libero Mercato.
Strano che Dio non gli abbia spiegato questa, seppur difficile a comprendere, correlazione.

Ma Francesco....dai, per la disoccupazione non serve nessuna rivelazione divina. Qualsiasi economista che abbia un minimo di etica e di empatia verso il prossimo potrebbe spiegarti che sarebbe possibile eliminare la disoccupazione involontaria attuando delle politiche appropriate.
E se dovesse esserci un pò di inflazione, pazienza, vorrà dire che i rentièr, al posto di stare tutto il giorno a pippare cocaina, torneranno a fare qualcosa, qualsiasi cosa basta non sia cosa dannosa per la società. Sarebbero due miglioramenti netti del sistema sociale, come sul dirsi; due piccioni con una fava.

Quindi al posto di pregare, parla con i regnanti e fai pesare l'importanza della tua carica, ok?
In tal caso avresti tutta il popolo terreno dalla tua parte, e la Chiesa potrebbe tornare ad essere un faro per l'esistenza dell'umano.

In fede Sandro

sabato 5 novembre 2016

Lo spunk, questo sconosciuto (LOL)




(...)Per quel che riguarda le classi d'età i dati sono impressionanti. Mentre tutte quelle fino ai 65 anni danno un vantaggio nettissimo per il NO, con uno scarto minimo di 5 punti tra i 55 e i 64 anni, ed uno massimo di 18 punti tra i 45 ed i 54 anni; dai 65 anni in su il risultato si rovescia, con uno scarto a favore del SI' di ben 19 punti. (...)

                              --------------- °°°°°°° ---------------

Ora, non so bene come dirlo o sotto quale voce lo si voglia denominare. Non vogliamo chiamarlo "problema generazionale"?, ok.
Vogliamo chiamarlo Spunk? ok, finalmente Pippicalzelunghe si metterà l'anima in pace e non dovrà più girovagare alla sua ricerca; è quì in Italia lo Spunk! 
Qualcuno la avvisi, mi raccomando, e penso debbano farlo coloro che hanno un problema ad accettare che esista un problema, e se non vogliono proprio chiamare Huston, almeno avvisino Pippi!

E se qualcuno non lo avesse ancora capito, il 40% alle europee deriva da questo Spunk.



martedì 1 novembre 2016

La scienza antropoforma. Per cosa lottare?

Non è che non si riesce a organizzare un fronte comune contro la svendita del nostro paese perché ci stanno dividendo in categorie diverse come in molti cercano di raccontare nelle loro analisi-- vedi; giovani/anziani, occupati/disoccupati, operai/artigiani/liberi prof., statali/privati etc etc -- è che la divisione della società è un fatto endogeno che scaturisce da peculiarità proprie, oserei dire antropologiche, dello sviluppo della società moderna (per intenderci su ciò che è società moderna: ciò che poi divenne e si intese come società moderna ha la sua blastula nel metodo scientifico. E' da esso che si sviluppa tutta l'evoluzione della forma mentis dell'uomo).
I mutamenti che fecero seguito al sistema scientifico e alle sue scoperte, trasformarono la società da statica medioevale  (dove tutto era determinato, collocabile in ogni tempo e in ogni luogo, e soggiacente, in ultima analisi, alla volontà di Dio) a dinamica; scrutabile e classificabile, entro un tempo e uno spazio relativi alla dimensione umana, soggiacente a leggi riconoscibili e in parte, induttivamente prevedibili, dove il soggetto è parte del attiva del fenomeno.
Questo mutamento è ancora in atto e continua a spostare in avanti la frontiera della ricerca con la sua "energia propulsiva".

Questo cambiamento ha attraversato epoche che si sono diversificate e plasmate via via che le diverse circostanze e peculiarità generali hanno preso forma; per esempio dalla rivoluzione industriale e dalla potenza che ne scaturisce arriva la prima globalizzazione reale (la prima "nominale" si ha con la "scoperta" dell'uovo di Colombo)  e soprattutto un primo cambiamento netto nella struttura della società; la possibilità di soddisfare più facilmente i bisogni primari alimentari tramite l'impiego della tecnica, sposterà forza lavoro dai campi alle industrie, le quali via via miglioreranno i macchinari, innescando così un "motore" di sviluppo continuo e autogenerativo.

Primo grande mutamento; la popolazione aumenta e si concentra nelle zone di produzione.
Questo comporta grandi cambiamenti nelle abitudini delle persone, e sempre più popolazione, a stretto contatto condivide luoghi, costumi, problemi e condizioni di vita.
Ma ancora i diversi gruppi sociali erano riassumibili in quattro/cinque classi, di cui una di queste ne conteneva la stragrande maggioranza demografica.
Quindi sostanzialmente la gestione della società, nelle sue linee guida, era abbastanza semplice, e il gruppo sociale più numeroso aveva una serie di problematiche comuni che ne compattavano il fronte.

La trasformazione continua e costante del sistema sociale andava procedendo, e al contempo si complicava (senza dimenticarci che l'Italia stessa, risulta essere una nazione che per sua geografia e morfologia, presenta profonde difformità, anche senza l'intervento, in senso stretto, della scienza .
Peculiarità questa, che ne fa uno dei popoli più eterogenei e originali del pianeta, infatti la sua realtà politica si presenta in una serie di istanze particolari, ognuna legata al territorio seppur con la medesima "cifra culturale")

A livello politico, tutto questo prende la forma di una variegata rappresentanza di partiti e istituzioni territoriali e in un sistema elettorale che prendeva atto di queste dinamiche.
Ma, verso la metà degli anni '70 si assiste ad un cambio profondo di politica economica da parte delle culture dominanti uscite vincitrici dall'ultimo conflitto mondiale.
Sbrigativamente e in modo superficiale, da tali culture, avviene un cambio di paradigma politico/filosofico che forzatamente raggruppa gli esseri umani in due grandi "famiglie ideologiche" che a seconda delle culture vengono classificati come;  popolari/laburisti, oppure, democratici/repubblicani, progressisti/conservatori, sinistra/destra -- che meno che mai rispondono alle molteplici e differenti esigenze di una società che va sempre più diversificandosi.

Una delle derive paradossali è che; mentre bisognerebbe avere un sistema politico che possa rispondere alle più diverse esigenze, lo si cerca di rendere maggioritario e autoritario -- che cura cioè, gli interessi di una parte sola della grande complessità della società moderna.

Tornando al tempo passato, è comprensibile che con quel tipo di società, era condizione agevole che si formasse un senso di comune appartenenza e un'identità di gruppo che lottasse per migliorare una condizione che accomunava tanti.
Ecco spiegate le grandi conquiste del diritto e i miglioramenti oggettivi della classe povera, negli anni del dopoguerra: Tante persone condividevano gran parte delle dinamiche delle loro vite!

Ora non è più così. Ma lo sbaglio cui tutti tendiamo è quello di addossare la colpa della mancanza di lotta comune, ad una specie di minor virtù delle generazioni che han fatto seguito a quelle  che, nel passato, son riuscite a lottare.
Loro partivano da una condizione oggettivamente unificante. La loro società raggruppava e compattava una parte numericamente maggioritaria del sistema.
Oggi non è più così, e non perché "i giovani di oggi sono sempre attaccati al telefonino", oppure perché "una volta c'erano i valori".
Semplicemente le dinamiche e l'immaginario della società sono completamente differenti, non solo da quelli del passato recente, ma differenti da qualsiasi altro passato o epoca in genere (pur mantenendo, l'uomo, all'incirca le stesse caratteristiche naturali della sua morfologia materiale e della sua quantistica celebrale. Ciò che è cambiato è l'ampiezza della suo immaginario).

Ecco spiegato uno dei motivi del; "Perché ci stanno prendendo per i fondelli e laggente non reagisce?"

La struttura pratica della società -- quella dei costumi e delle abitudini -- ci fornisce un'identità superficiale che ci fa credere di appartenere a una classe particolare differente dalle altre.

Non prendertela col tuo vicino, la pensa come te (cioè, male).

Servirebbe capire quale cifra identitaria rimasta ci accomuna.
Sicuramente non è relativa al trattato di Maastricht.




giovedì 13 ottobre 2016

Il no di D'alema? Malafede.

La campagna per il no al referendum stava andando tutto sommato bene, i sondaggi, per quel che valgono, davano il no in vantaggio.
Pareva infatti che buona parte dell'opinione pubblica stesse iniziando a subodorare, o per meglio dire, intravvedere un siluro ad altezza partibasse che si avvicinava rapidamente "da dietro" tramite la convergenza parallela di due modifiche costituzionali; quella del senato e quella della legge elettorale.

Bene, dico, stavolta forse imbrocchiamo la strada giusta?!
Ma va, ti sbuca un D'alema qualsiasi, "uno dei più grandi perdenti della storia politica mondiale", che attirato dalla centro gravità sconfittuale "de sinistra", è per il no, ma allo stesso tempo è per l'euro, per "Masctrikt", come quell'altro garzone imbecille di Letta, e per più di QUESTA Europa.
('sta cosa va capita senza perdere altro tempo: Non puoi essere per il no e allo stesso tempo per l' euro!!! 
Significa che; o non c'hai capito 'na fava, o sei in malafede, o non sei di sinistra -- sinistra nel senso di difendere ANCHE gli interessi delle classi più deboli.

Non puoi perché, sia l'euro sia tutte le modifiche istituzionali apportate da almeno quarant'anni, fanno parte della stessa strategia che a livello economico si è attuata in più punti, tra i quali; divisione tra tesoro e Banca Centrale, poi privatizzazione della stessa B.C., accorpamento tra banche di risparmio e banche speculative, B.C. sovranazionale al di fuori di ogni controllo democratico, pareggio di bilancio in costituzione, bail in etc.

Tutti questi passaggi hanno tolto la moneta dal processo democratico e la hanno privatizzata.

La moneta non è più del popolo sovrano, è un bene essenziale di cui  qualcuno se ne è appropriato, (mentre tutti ci si scagliava  come fessi contro gli stipendi dei parlamentari/senatori) e attraverso il quale passa ogni dinamica essenziale allo svolgimento equilibrato di un sistema sociale moderno!)

Altra cosa che va capita è che oggi l'Economia sta al sistema sociale moderno, come il Latino lo era nel Medioevo per le Sacre Scritture.
Quindi se non avete dei concetti chiari su cosa sia un'economia moderna, tutte le vostre considerazioni sugli avvenimenti politici sono chiacchere da bbar (co' du' bbi).

In altre parole, attraverso l'euro e le sue politiche di impoverimento a base di deflazione salariale, si stabilirà, anzi si è già stabilito uno stato vincente ed egemone, e al livello superiore  una classe dirigente ristretta con la quale diverrà molto più facile, da parte delle oligarchie dominanti, interloquire e contrattare quelle riforme che smantellino lo stato sociale del diritto.

Per mettere in surriscaldamento le Nazioni che "non comprendono i dettami dell'economia globale di libero mercato hanno un sistema molto semplice legato alle dinamiche della moneta.
Dato che, per tutta una serie di motivi che distoglierebbero l'attenzione dal discorso principale, abbiamo una moneta sopravvalutata, e quindi i beni esteri sono più a buon mercato, e quindi ne importiamo più di quelli che esportiamo (anche se con Monti e la sua distruzione dell'economia interna per un po di tempo la bilancia commerciale con l'estero era tornata in attivo, ma al prezzo di distruggere molte attività imprenditoriali), noi accumuliamo deficit commerciali con l'estero. Nella fattispecie con la Germania.
Questi deficit o surplus nazionali a livello europeo vengono gestiti da una camera di compensazione chiamata TARGET 2, dove le B.C. delle nazioni dell'eurozona  riassumono tutte le transazioni che avvengono negli scambi commerciali tra le nazioni stesse.
L'insieme delle transazioni viene registrato  nel suo complesso e al netto dei più e dei meno ne scaturisce un debito/deficit (in questo periodo storico nostro) e un credito/surplus (in questo periodo storico tedesco).
Questa cifra che risulta come credito della B.C. tedesca e come debito alla B.C. italiana deve essere compensata in qualche modo (come quando la banca mette sotto ipoteca la casa che avete comprato con un suo mutuo) e il modo che si è scelto è quello che lo stato debitore mette a garanzia l'equivalente in titoli di stato.
Questi titoli sono a disposizione della banca creditrice fino a che non vengono riscattati.

Bene, all'incirca succede questo: il garzone di turno, in questo caso Renzi (ma nel 2012 lo fu Monti) col suo governo, ubbidendo a direttive oligarchiche o lobbistiche, che vengono ratificate attraverso i trattati della comunità europea, mette in programma delle riforme (che immancabilmente vanno a disgregare lo stato sociale e i diritti delle classi inferiori) e cerca di farle passare.
Se passano, come lo sono state tutte quelle riforme che ho elencato sommariamente in questo POST si va avanti, se sorgono problemi allora iniziano a lanciare avvertimenti tramite il "libero mercato" della domanda e dell'offerta in un modo molto semplice; iniziano a vendere, cioè mettere nel mercato una parte dei titoli di stato in loro possesso (nel 2012 avevamo cumulato un grande debito privato con la B.C. tedesca)).
Anche il mercato dei titoli risponde alle leggi del mercato, quindi se l'offerta supera la domanda il valore scende e se il valore scende spendo meno a comprare quelli svalutati sul mercato che quelli integri dal governo.
In tal modo il governo per venderli deve alzare notevolmente l'interesse da corrispondere.
Questo è successo nel 2012 e il "povero Silvio" ne pagò le conseguenze (allo stesso modo lo tengono sotto ricatto tramite le azioni delle sue società, quindi sappiate già fin d'ora che nulla farà e nulla potrà fare per contrastare il cazzaro di Rignano se non qualche scaramuccia verbale, punto), e questo verosimilmente succederà dopo il no al referendum, ma anche prima se dovesse servire, date tempo al tempo.

Ecco perché la posizione di D'alema è doppiamente deleteria, perché quando arriverà il momento sarà uno di quelli che svenderà un'altro pezzo del nostro paese se mai ne riavrà l'occasione, come già fece per la telecom.
Anzi, la sua posizione è altamente sospetta dato che a quel livello non posso credere che non sia in grado di fare una così semplice lettura.

Si vota no sapendo che la strada da percorrere non è facile, e che il primo passo da mettere in prospetto è l'uscita da questa unione, sia monetaria, sia politica, che stritola i più deboli sacrificandoli nel nome della competitività e del libero mercato.
Ma va fatto, primo nel nome del futuro dei nostri figli e nipoti, e secondo perché se sie è uomini si ha un'etica, e se non la si ha non si è uomini.
Che razza di generazione è quella che sacrifica il futuro delle classi meno agiate per poter mantenere il proprio stile di vita?
E che sinistra sarebbe mai quella che non si cura dei più deboli?

Se votate no e siete per l'euro avete tanto da studiare e da capire.

Addendum: non sapevo del no al referendum di Monti.
 E' la conferma di quello che ho scritto sopra; se spingi per il no ma al contempo sei per restare nell'eurogruppo e in questa UE è chiaro che il tuo interesse è quello di dare l'ultima spallata a questo paese in modo da farlo cadere nelle fauci della Troika -- e probabilmente ci riusciranno, sic..

venerdì 23 settembre 2016

Travaglio vs Renzi

Per ora ho potuto vedere solo 20:00 min. del confronto e, sconsolatamente, devo rilevare che fino a quel punto è 2 a 0 per Renzi.

Purtroppo per lui, Travaglio non capisce una beneamata minchia di economia, e come aggravante, ha anche il supermoralismo.

Ripeto: per ora 2 a 0 per Renzi (ed è tutto detto per quanto riguarda l'opposizione ai garzoni delle oligarchie che dominano il mondo)
Tristezza assoluta....

Addendum

Ok, ora l'ho visto tutto e Travaglio, nonostante avesse campo libero (tipo 11 contro nove) sulla questione costituzionale non è riuscito a mettere all'angolo il cazzaro di Rignano che ha iniziato a tenere la palla e a buttarla sistematicamente out specialmente dopo aver subito l'insaccata sulla stesura dell'articolo 70 scritto coi piedi (anche peggio di come scrivo io).
Poi addirittura hanno iniziato a farsi scaramucce e dispetti fregandosene bellamente della Gruber, che per l'occasione si era fatta tirare, levigare e gonfiare come un canotto, e che cercava di richiamarli come fa una maestrina con due bambini discoli quali in effetti sono.

Ne sono usciti male entrambi.
Travaglio è monotematico, tutto tagli; alla spesa, ai rimborsi...in pratica allo stato, e non capisce che Il cazzaro è lì apposta; deve ridimensionare lo stato privatizzando tutto il possibile ma anche l'improbabile iniziando proprio dalla costituzione che tanto fastidio dà alle potenti oligarchie che dominano quasi indisturbate (appunto l'unico disturbo che è rimasto è la costituzione).

Quello che demoralizza è che a contrastare questi garzoni mandano solo quelli della supermorale che in quanto tali svolgono la parte degli utili idioti del grande capitale internazionale.

2 a 1 per Renzi in una partita di scarsi contenuti umani, tecnici e etici.

giovedì 22 settembre 2016

La fine del mondo classico! (?)

Dopo la famiglia, un'altro dei pilastri dell'identità è la cultura classica.
Anzi, la cultura classica è LA cultura dell'identità, dove la storia narrata è costellata dalle scelte compiute dagli individui. (è un modo di raccontare la storia parziale, ma questo è)

La dimensione dell'uomo classico è una sfera molto soggettiva che raggiunge il suo picco massimo in Cartesio: "Cogito ergo sum". (un eccesso di sboroneria classica)
La confusione fra parte e tutto è notevole ma è la nostra "cifra", il nostro modo di essere, la nostra identità. Certo si può e si deve migliorare, e infatti la fisica quantistica ha fatto fare passi avanti...mmmh...forse indietro, anzi, certamente indietro.
Infatti si è dovuto rispolverare Aristotele e il suo principio di "potenza"...Aristotele, più classico di così!!!?
Perché tiro in ballo il "mondo classico"?
Perché è nella "sfera" classica che trae origine e continuità la nostra identità.
E dov'è che si insegna e tramanda la nostra cultura? (classica)
Ma a scuola no?!
E allora se, nella mia mente malata di elites dominantecheintendedominareilmondo, individuo nell'identità l'impedimento maggiore al mio disegno di mondodiconsumatoriglobale che deve accettare e consumare il mio prodotto di scarsa qualità ad un prezzo elevato, allora, se intendo usare la mia logica classica, esattamente proprio quella che mi ha permesso di dominare le altre culture, devo cercare di sfilacciarla piano piano, un pezzo alla volta. (è comunemente detto paradosso, ma in realtà è sadomasoipocrisia alla massima potenza)
E quindi?

E quindi cercherò il modo, la maniera e un sistema per dissolverla nel tempo...piano piano...pezzo a pezzo.

Oltre al revisionismo storico c'è anche questo.

E intanto la maggioranza dei nostri intellettuali di sx...ronf ronf...dream dream...ronf ronf... zzzzzz.

martedì 20 settembre 2016

La privatizzazione del mondo (2)

 Seconda puntata tratta dal libro di J. Ziegler                                    



                                                    L'ideologia dei signori

(...) I signori regnano sull'uiverso sia attraverso i loro enunciati ideologici, sia attraverso la costrizione economica sia attraverso il dominio militare. La figura ideologica che guida la loro prassi porta un nome anodino: "consenso di Washington".
Si tratta di un insieme di accordi informali, di gentleman's agreements conclusi nel corso degli anni ottanta e novanta tra le principali società transcontinentali, banche di wall street, Federal Reserve Bank americana e organismi finanziari internazionali (Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale ecc).
Nel 1989 il "consenso" è stato formalizzato da John Williamson, economista capo e vicepresidente della Banca Mondiale. I suoi principi fondatori sono applicabili a qualsiasi periodo della storia, a qualsiasi economia e a qualsiasi continente. Mirano tutti a ottenere, il più rapidamente possibile, la liquidazione di qualsiasi norma regolatrice statale o di altro genere, nonchè la più totale e rapida liberalizzazione di tutti i mercati (di beni, di capitali, di srevizi, di brevetti) e l'instaurazione finale di una stateless global governance, di un mercato mondiale unificato e totalmente autoregolato.

Il "consenso di Washington mira alla privatizzazione del mondo, ecco i princìpi sui quali poggia:

1) In ogni paese debitore è necessario impostare una riforma della fiscalità che segua due criteri di base: riduzione del carico fiscale sui redditi più elevati al fine di incitare i ricchi a fare più investimenti produttivi e allargamento della base dei contribuenti; in altre parole, soppressione delle esenzioni fiscali per i più poveri al fine di accrescere il voluma dell'imponibile.
2) Liberalizzazione dei mercati finanziari nel modo più veloce e completo possibile.
3) Garanzia di eguale trattamento per investimenti autoctoni e investimenti stranieri, per accrescere la sicurezza e dunque il volume di questi ultimi.
4) Smantellamento, il più ampio possibile, del settore pubblico attraverso la privatizzazione di tutte le imprese di proprietà dello stato o di enti parastatali.
5) Massima deregolamentazione dell'economia del paese per garantire il libero gioco della concorrenza  tra le diverse forze economiche.
6) Rafforzamento della protezione della proprietà privata.
7) Promozione della liberalizzazione degli scambi al ritmo più sostenuto possibile: l'obiettivo è abbassare le tariffe doganali del 10% ogni anno.
8) Dato che il libero commercio progredisce attraverso le esportazioni, è necessario favorire in maniera prioritario lo sviluppo dei settori economici capaci di esportare i loro beni.
9) Limitazione del deficit.
10) Creazione della trasparenza del mercato: i sussidi dello stato agli operatori privati devono essere soppressi ovunque. I paesi del Terzo mondo che sovvenzionano, per mantenerli a un livello basso, i prezzi degli alimenti di base devono rinunciare a questa politica. Per quanto riguarda le spese statali, quelle destinate al rafforzamento delle infrastrutture, devono avere la priorità su tutte le altre. (...)

(...) ...il neoliberismo pretende di tradurre in termini simbolici le "leggi di natura" che regolano gli eventi economici. Pierre Bourdieu lo definisce così:

   Il neoliberismo è un'arma di conquista. si fa portavoce di un fatalismo economico contro
   il quale ogni resistenza sembra vana. Il neoliberismo è simile all'AIDS, distrugge il 
   sistema immunitario delle sue vittime.

(...) ...la dittatura del capitale impone la visione di un mondo chiuso e immutabile, rigetta ogni iniziativa umana, (...).  Esclude l'avvenire. Se la si guarda un po più da vicino, l'ideologia liberista si abolisce da sola in quanto ideologia, dato che vuole semplicemente essere la trascrizione delle cosiddette "leggi" che governano, da sempre e per sempre, il divenire economico. (...)

(...). Per effetto della privatizzazione del mondo e dell'ideologia neoliberista su cui si fonda, la società muore a poco a poco. Alain Turaine ricorre a una immagine pregnante:

   Tra il mercato planetario e globalizzato e le miriadi di movimenti identitari che nascono 
   ai suoi margini c'è un grande buco nero. In questo buco rischiano di precipitare la 
   volontà generale, la nazione, lo stato, i valori, la morale pubblica, le relazioni 
   intersoggettive, in breve: la società. 

(...). Ultima invenzione della società della cupidigia: brevettare la vita. Si tratta ormai di assicurarsi l'esclusiva dell'uso e della commercializzazione di una particolare pianta esotica, di una sostanza vivente o di una struttura cellulare. (...)
Per i paesi del Sud, dove vive l'81% dei 6.2 miliardi di esseri umani che popolano la terra ma anche per gli abitanti del Nord, l'era della giungla è iniziata.

                                                      ----------    OOO     ----------

Bene, i paesi del terzo mondo hanno già "assaggiato" la pratica sottostante i paradigmi del cosiddetto "libero mercato" (paradigmi che nella pratica distruggono culture diverse e buona parte della popolazione che le compongono).
Ora l'attenzione dei signori del Mondo si è rivolta alle ricchezze cumulate dalla classe media dei paesi "occidentali". Purtroppo in Europa i paradigmi sono a "trazione" teutonica, il che li rende inevitabilmente medioevali e profondamente moralistici.

Possiamo contare sulla cupidigia di questa benedetta classe media "occidentale" nella speranza che si ribelli a questi paradigmi, o si è completamente rincoglionita nella convinzione che, dopo il passaggio compiuto rispetto ai loro genitori che erano operai -- mentre loro ora sono classe media --  i loro figli diventeranno benestanti a tutti gli effetti?

(...ho la sensazione che il rincoglionimento li proietti in un Fogno in cui i loro figli chiaccherano amabilmente con le elites mondiali. Daltronde l'esempio ce l'hanno dai loro rappresentanti politici, sia attuali che del passato, che fanno la parte del culo alla camicia delle oligarchie).




martedì 6 settembre 2016

La privatizzazione del mondo -- J. Ziegler

Stavo leggendo il blog Orizzonte 48, quando mi stuzzicò la memoria leggere tra le frasi l'espressione; "Washington consensus" .
Quindi a forza di pensarci mi ricordai di questo libro che avevo letto nel 2004/5 circa. Lo cercai e poi mi rimisi a leggerlo...checcavolo, dopo le prime pagine avrei avuto voglia di bastonarmi da solo: era già tutto scritto e ben spiegato allora. Solo che trent'anni di propaganda e il non sentire nessuna voce fuori dal coro tra i nostri intellettuali mi avevano anestetizzato l'intuito. La mia inutilità ha fatto il resto.

Intanto lo consiglio a tutti, ma vorrei anche iniziare a copiarne alcune parti fondamentali qui.

Jean Ziegler: Dopo aver insegnato sociologia all'Università di Ginevra ed essere stato membro del parlamento svizzero, è oggi relatore speciale all'ONU per il diritto all'alimentazione ed ha scritto numerosi saggi con cui ha criticato la politica e il sistema finanziario del suo paese.

Eccone alcuni passaggi:

                                   La privatizzazione del mondo

                                              1 Un'economia di arcipelago

(...) I signori del capitale globalizzato esercitano su (...) miliardi di  persone un diritto di vita e di morte. Con le loro strategie di investimento, le loro speculazioni monetarie, le loro alleanze politiche, decidono, giorno dopo giorno, chi ha diritto di vivere su questo pianeta e chi è condannato a morire.

 (...) Le loro armi sono le fusioni forzate, le offerte pubbliche di acquisto ostili, la costituzione di oligopoli, la distruzione dell'avversario tramite dumping o tramite campagne di diffamazione ad hominem. L'assassinio è più raro, ma i signori non esitano a farvi ricorso all'occorrenza.

(...) Con la caduta del muro di Berlino, la disintegrazione dell'URSS e la parziale degenerazione dell'apparato burocratico cinese, la globalizzazione capitalista ha spiccato il volo, e con lei la precarizzazione del lavoro e lo smantellamento della protezione sociale acquisita a caro prezzo. Numerosi partiti socialdemocratici (per esempio il partito socialista italiano) si sono disgregati, altri si sono fortemente indeboliti e hanno perduto ogni credibilità. I laburisti inglesi e la SPD tedesca si sono trasformati in partiti reazionari che celebrano l'ideologia neoliberista e cercano ad ogni costo di ottenere l'approvazione dei padroni dell'impero americano. Tutti subiscono in pieno il determinismo del mercato globalizzato. (...)
L'applicazione del teorema dei costi comparati di produzione e di distribuzione si generalizza. Qualsiasi bene, qualsiasi servizio sarà prodotto laddove i costi saranno inferiori. Il pianeta intero diventa così un gigantesco mercato in cui i popoli, classi sociali e paesi entrano in competizione fra loro. Tuttavia, nel mercato globalizzato, quello che perdono gli uni -- in termini di stabilità dell'impiego, di minimo salariale, di sicurezza sociale, di potere d'acquisto -- non è automaticamente conquistato dagli altri. La madre di famiglia di Pusan, nella Corea del Sud, che svolge un lavoro sottopagato, e il proletario indonesiano che, per un salario misero, si logora in una catena di montaggio nella zona franca di Jacarta, migliorano solo di poco la loro situazione, mentre l'operaio meccanico di Lilla o il lavoratore tessile di San Gallo vivono sotto la continua minaccia della disoccupazione. (...)

(...) Stiamo entrando nell'epoca dell' "economia di arcipelago" , un modello a "velocità multiple" che conduce alla progressiva distruzione di tutti i tipi tradizionali di società e di socialità e segna, senza dubbio per lungo tempo, la fine del sogno di un mondo infine unificato, riconciliato con se stesso e in pace.
Il mondo globalizzato consiste in realtà in una serie di isolotti di prosperità e di ricchezza che fluttuano in un oceano di popoli in agonia.

                                                        2 L'impero

(...) I diritti umani, i diritti all'autodeterminazione e alla democrazia, così come vengono formulati nella dichiarazione universale del 1948 e nei quindici Patti successivi che li precisano e li concretizzano, costituiscono un'importante conquista della civiltà e definiscono l'orizzonte dei popoli: una società planetaria più giusta, più degna, più libera.

(...) Parafrasando Hegel, vorrei aggiungere che i diritti umani, i diritti civili e politici, così come i diritti economici, sociali e culturali, costituiscono l'Assoluto in relazione, l'Universale concreto, e rappresentano oggi, l'orizzonte della nostra storia.

(...) Invece di affidare la produzione e la distribuzione dei beni del pianeta a un'economia normativa, capace di tenere conto dei bisogni elementari degli abitanti, si sono affidati alla "mano invisibile" del mercato mondiale integrato su cui esercitano un totale controllo.(...) Scegliendo l'impero americano contro la democrazia planetaria, i nuovi padroni hanno fatto fare all'umanità un passo indietro di parecchi secoli. Tra tutte le oligarchie che costituiscono il cartello dei padroni del mondo, quella nordamericana è di gran lunga la più potente, la più creativa, la più vitale. Ben prima del 1991 aveva sottomesso lo stato trasformandolo in un prezioso e efficace ausilio per la realizzazione dei suoi interessi privati.
Considerare gli Stati Uniti come un semplice stato "nazionale" non ha alcun senso, Gli Stati Uniti sono a tutti gli effetti un impero le cui forze armate, terrestri, navali, aeree e spaziali, insieme ai sistemi di intercettazione internazionali e al gigantesco apparato di spionaggio e di informazione, garantiscono l'espansione costante dell'ordine oligarchico su tutto il pianeta. Senza questo impero e la sua potenza militare e poliziesca il cartello dei signori universali non potrebbe sopravvivere. (...)

(...) "Noi siamo al centro del mondo e intendiamo restarci (...) Gli Stati Uniti devono dirigere il mondo portandovi la fiaccola morale, politica e militare del diritto e della forza, e servire ad esempio a tutti i popoli".
Chi ha pronunciato queste parole? Un oscuro fanatico appartenente a una delle innumerevoli sette xenofobe e razziste che pullulano negli Stati Uniti? Un membro protofascista della John Birch Society o del Ku Klux Klan? 
Niente affatto! L'autore si chiama Jessie Helms; dal 1995 al 2001 ha presieduto la Commissione per gli affari esteri del senato americano ed è stato dunque uno dei protagonisti della politica estera di Washington. (...)

(...) Thomas Friedman, consigliere speciale del segretario di stato Madeleine Albright durante l'amministrazione Clinton, è ancora più esplicito:
"Perché la globalizzazione funzioni, l'America non deve temere di agire come l'invincibile superpotenza che in realtà è (...) La mano invisibile del mercato non funzionerà mai senza un pugno invisibile. McDonald's non può diffondersi senza McDonnel Douglas, il fabbricante di F15. E il pugno visibile che garantisce la sicurezza mondiale della tecnologia della Silicon Valley si chiama esercito, aviazione, forza navale e corpo dei marines degli Stati Uniti."
Il dogma ultraliberista diffuso dai dirigenti di Washington e di Wall Street è ispirato da un terribile egoismo, da un rifiuto pressochè totale di qualsiasi forma di solidarietà internazionale e dall'assoluta volontà di imporre il proprio punto di vista a tutti i popoli del pianeta.(...)
                                           
                                                      ------- 0 -------

Già da questi brani è possibile comprendere il metodo col quale le politiche messe in opera in quegli anni dagli USA stiano corrodendo piano piano tutte le economia mondiali, anzitutto partendo da quelle più povere, come avremo poi modo di vedere nello specifico quando inizierà a spiegare come la Banca mondiale e il FMI disintegrino le economie più deboli attraverso un misto di incompetenza, ignoranza e malafede, e di come questo grande Bugs, questo immenso tarlo mondiale stia iniziando ad intaccare anche le economie più sviluppate.

(seguirà)

domenica 31 luglio 2016

Keynes for the dummies

Riposto, riveduto e corretto, un vecchio post.
Alcuni di quelli che frequentano il blog lo troveranno scontato e risaputo, ma altri che leggono provengono da altre posizioni e credo che possa aiutare ad avere un'idea di economia.
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Anzituttoprimaditutto (come dice il piccolo Savoia) per spiegare Keynes ai dummies bisogna esserlo.
Bagnai non lo è abbastanza e forse i dummies non riescono a coglierne l'essenza del concetto tramite equazioni e complessi ragionamenti generali.
Il punto centrale del ragionamento, il fulcro verrebbe da dire, è quello delle buche. Si, quello che i libberisti  (col culo degli altri) tanto si divertono a dileggiare senza averci capito una beneamatissima minchia. Primo perché non hanno mai letto La Teoria Generale, secondo perché anche se l'hanno letta non ci hanno capito la beneamatissima di cui sopra.

Un sistema,sociale per reggere deve essere anzitutto sostenibile, deve cioè sostanzialmente soddisfare i bisogni primari che sono; bere, mangiare, avere vestiti adeguati al clima, avere un rifugio per ripararsi dai pericoli e dalle intemperie e riposare l'organismo, e mezzi di trasporto per poter distribuire questi beni necessari.
Una volta soddisfatti questi bisogni essenziali tutto il resto è superfluo dal punto di vista della sostenibilità.
Se noi valutiamo il sistema in quanto tale e tralasciamo le diverse pulsioni umane (che rientrano in altri ambiti di osservazione; culturale, genetico, psicologico etc etc) un sistema sociale regge tranquillamente soddisfando quei pochi e miseri  bisogni.
Allo stato attuale della tecnica, così a spanne, credo che per soddisfare tali bisogni possa bastare un terzo delle persone in età di occupazione.
Addirittura, se standardizzassimo tutto ciò che è prodotto artificialmente (ma ad oggi abbiamo raggiunto un tale livello scientifico che abbiamo standardizzato anche ciò che viene prodotto dalla natura), dall'abbigliamento, alle abitazioni e tutto ciò che contengono, i mezzi di produzione e trasporto credo che il numero delle persone occupate scenderebbe tranquillamente ad un quarto o anche meno.

Ora, rimaniamo strettamente in ambito economico nell'accezione di: "(...) organizzazione dell'utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) quando attuata al fine di soddisfare al meglio i bisogni individuali o collettivi, (...) " e dimentichiamoci per un attimo le pulsioni umane e certa metafisica; al posto di lavorare quaranta ore la settimana, facendo a rotazione, ne lavoreremmo probabilmente dieci; da un punto di vista sostanziale ci gratteremmo per lunghe giornate (il paradiso dei comunisti) e potremmo diventare tutti filosofi alla Catalano per passare il tempo: "E' meglio vivere tanto e bene, che poco e male!".
Ma anche: "E' meglio guadagnare più denaro e abbondare, che guadagnarne poco e vivere nell'insufficienza!".
Ehi, ferma un attimo; i soldi non ci sono, non servono. Lavorando a rotazione e con l'attuale livello di tecnica abbiamo soddisfatto le esigenze primarie con scarso impegno di tempo e fatica.
Ma allora a cosa servono i soldi? Semplice, a soddisfare il superfluo. Servono cioè a soddisfare il nostro ego e le nostre pulsioni, passioni e piaceri.

Quindi potremmo avere un sistema decisamente pianificato, quello che produce cibo indumenti abitazioni etc etc, che soddisfa i bisogni sostanziali, che è molto efficiente e dove al posto del denaro basterebbe una card dove risulta che le dieci ore settimanali (cifra messi li ad occhio) standard sono state svolte e ottenere l'essenziale per sopravvivere.
Ma all'uomo sopravvivere non basta, la sua peculiarità, la sua "natura" e il suo senso di conoscenza lo spingono a fare, pensare, provare, capire (ma anche giocare, baciare, lettera e testamento).
Così ha "scoperto" il fuoco, la ruota, la bellezza e la qualità. Tutte cose difficili e/o pericolose, che richiedono dispendio di energie e di salute ma che innescano forti desideri.
Ecco, i soldi rappresentano i nostri desideri.
E infatti, paradossalmente, i beni essenziali sono quelli che valgono meno (anche una casa essenziale costerebbe relativamente poco) tanto è vero che il settore primario deve sempre essere sovvenzionato istituzionalmente per gli investimenti, altrimenti crollerebbe sotto il peso della stupidità (eh si, dato che stupidità significa restare stupiti, ecco che l'umano riversa le sue energie nelle cose che lo stupiscono, e spesso instupidiscono, e si "dimentica" di ciò che è fondamentale).
Così le istituzioni DEVONO intervenire per sopperire alla stupidità del libero mercato (ma questa è in parte una divagazione).

L'importante è aver capito che un sistema potrebbe soddisfare il necessario facendo lavorare poche persone, e non servirebbero neppure i soldi in quanto quelle poche esigenze sarebbero facilmente soddisfatte.
Se torniamo indietro nel tempo invece servivano molte più persone per produrre il necessario. E via via che risaliamo la storia, la maggioranza delle persone era occupata a produrre l'occorrente. Ma anche questa affermazione è in parte errata.
Infatti già all'epoca dei Faraoni una parte del popolo si "trastullava cazzeggiando" attorno a dei grandi cubi di pietra accumulandoli uno sull'altro e facendone delle piramidi giganti.
Pensa che spreco; non le fecero nè per il turismo e nè per produrre qualcosa.

Attenzione, ci siamo: al posto di scavare buche e ricolmarle, staccavano massi enormi dalle montagne, li trasportavano su barconi e li impilavano uno sull'altro con un dispiego di energia che risulta ancora oggi di difficile comprensione e per cosa? Ne avevano un ritorno in qualche bene essenziale per il sostentamento?.
No, erano tombe. Un dispiego enorme di energia per erigere degli immensi soprammobili.
E' un tempo troppo lontano? quasi incomprensibile?
Ok, allora andiamo nel sedicesimo secolo.
Una delle monarchie dell'epoca, la Spagna, "scopre le Indie" e assieme ad esse patate, pomodori e poco altro...ah si, un metallo molliccio ma che possiede proprietà quasi uniche: l'oro.
Un gran bel metallo, mantiene quasi inalterate le sue proprietà, non si ossida e una volta strofinato splende come il sole. Non serve quasi a un cazzo; non puoi farci armi, niente a cui serva un minimo di rigidità e durezza, e non è commestibile.
Ci puoi placcare i denti...qualche altra cosuccia da attaccare alle orecchie o al collo...e altre cazzate del genere (non esistevano ancora i microcircuiti).
Eppure per quel metallo quasi inutile (se vogliamo dirla tutta, oggi sappiamo che assieme ad altre "pietre preziose", l'oro e pochi altri metalli,  si sono formati milioni e milioni di anni fa per lo scatenarsi di energie difficilmente misurabili immaginabili e sicuramente irripetibili). Sarà quel che sarà, ma se togliamo la mistica e la metafisica, a livello economico (nell'accezione di cui sopra) l'oro è un dispiego di energie poco comprensibile. Infatti è stato calcolato che non ha ripagato tutti gli investimenti fatti.
Eppure il solo pensiero di poterne possederne anche solo una piccola quantità, smuove la gente a "fare"!
Cosa è cambiato a livello di sostenibilità del sistema Spagna? Una blasonatissima M....

Ripeto: se togliamo la mistica e la metafisica l'oro serve a ben poche cose e quasi tutte superflue.
Il fatto che la gente vada fuori di biella per averlo non è un punto strutturale a livello strettamente economico. La credenza che fosse il metallo divino per eccellenza risale a ...mila anni fa e andrebbe ascritto sotto alla voce "folklore pop".
Io sono rimasto allibbito (co' due bbi) quando qualche anno addietro, cercando di capirci qualcosa sotto la voce economia, ho scoperto che il sistema aureo era in "voga" poco tempo fa., e questo significa che ancora pochi decenni orsono si dava fondamentale importanza a quanto oro detenesse una nazione..
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Ma torniamo all'economia delle buche: Keynes, in buona sostanza, dice che nel momento in cui una crisi rallenti il processo economico innescando una dinamica deflattiva (cioè un abbassamento dei prezzi al consumo), e non importa se reale o nominale, tanto nel medio periodo la dinamica deflattiva risulterà comunque reale, l'unico agente che possa intervenire nel processo economico invertendone il ciclo (in questo caso deflattivo. ma lo stesso può valere anche in un ciclo inflattivo ma invertendone l'azione, cioè drenando liquidità) è lo Stato Sovrano attraverso la propria Banca Centrale (B.C.)
Il motivo è facilmente comprensibile; nessun privato, neppure una S.P.A o altra società a responsabilità limitata, è disposto a investire capitali in un ciclo economico che distrugge ricchezza.
Solo lo Stato attraverso la propria B.C. può immettere liquidità nel sistema facendo in modo che questa venga spesa (infatti tutti i tentativi della BCE di immettere liquidità nel sistema sono falliti miseramente -- per noi -- perché in base ai trattati la BCE non può intervenire con spesa diretta e neppure all'acquisto di titoli -- ma a questo proposito la questione è un pò più incasinata).

A mò di provocazione Keynes usa gli investimenti che, alla sua epoca, il governo inglese impegnava nelle imprese che scavavano buche in giro per il mondo alla ricerca di oro come pietra di paragone per dimostrare che sarebbe la stessa cosa, a livello di sostenibilità, se fossero stati impegnati nello scavare buche per poi ricolmarle.
Addirittura lo stato potrebbe lanciarli per davvero dall'elicottero e il risultato a livello economico nel breve periodo sarebbe sempre lo stesso (non a livello sociale dato che la gente si scannerebbe per strada).
E c'è un motivo specifico; in una economia equilibrata, cioè nè lasciata libera a se stessa nè controllata ossessivamente, per ogni euro immesso nel sistema economico, alla fine dei conti, cioè misurando il PIL alla fine dell'anno, questo euro risulterà essere diventato un euro virgola qualcosa. Dipende, questo virgola qualcosa, dalle condizioni di quel sistema economico.
Ma ciò che conta è che avrà invertito il ciclo economico depressivo. Questo è quello che "molto semplicemente" dovrebbe fare il ministro dell'economia (quando può farlo, cioè con una BC a disposizione della nazione).
Questo per dire cosa?
Per dire che se ci riflettiamo solo un attimo potremmo renderci conto che la disoccupazione potrebbe essere realmente combattuta e vinta, e rimarrebbero disoccupati solamente coloro che proprio non hanno nessuna intenzione di lavorare.
Ma, cosa ancor più importante, tutti potrebbero avere un reddito col quale poter condurre una vita dignitosa per se stessi e per la loro famiglia.

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Se c'è tutta questa disoccupazione non è certo per i motivi che ci hanno raccontato per tutti questi decenni, e ora l'ho capito molto bene.
Ma è solo per scelte politiche, le quali hanno un unico scopo: impoverire tanti per arricchire pochi.

SONO SCELTE POLITICHE! NON C'E' NESSUN IMPEDIMENTO DI QUALSIVOGLIA MOTIVO TECNICO, PUNTO! (e se non credete a me potete sempre approfondire da qualcuno che ne sa  QUI)

A voi sembra poco? Cazzarola, più chiaro di così acceca.
Una Nazione che ha Sovranità può  tranquillamente raggiungere la piena occupazione se solo lo volesse (e potrebbe farlo in un modo più intelligente che non scavando oro  -- per esempio noi abbiamo un territorio devastato).

Ecco un Dummies cosa ha capito qualcosa di Keynes.