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lunedì 5 febbraio 2018

Che ffaccio, emigro??!

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/01/17/news/macron-difende-il-lavoro-sui-migranti-ma-il-guaio-di-calais-e-il-sogno-inglese-173396/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/02/02/news/ci-sono-stati-nuovi-scontri-tra-migranti-a-calais-176570/

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/01/16/news/calais-reportage-condizioni-durissime-nei-centri-immigrati-173207/
Nel caso ci fossero dei dubbi relativi alla dimensione del prolema...

La questione migranti è destinata ad un brutto epilogo.
Il problema principale è quello relativo a chi di fatto ha il potere di influenzare un simile progetto di globalizzazione del fattore lavoro - leggi multinazionali, gruppi finanziari, banche internazionali e affini - ma al contempo non abbia la minima idea di cosa tutto questo comporterà nel medio periodo (avvenimenti tragici).

(...) Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita. (...)

Non ricordo...a quale cantico corrisponde?

lunedì 17 luglio 2017

Diario di bordo - 17/07/16

Questo Paese è allo sbando più totale.
Navi da guerra di altre nazioni e di ONG di ogni risma scorazzano per il Mediterraneo alla ricerca di barconi sovraccarichi di clandestini da sbarcare sulle nostre coste.

Gli eventi stanno prendendo una brutta piega molto più velocemente del previsto.
Laggente vive beata nel mondo che gli organi di informazione - emanazione del potere oligarchico - gli raccontano quotidianamente.

Il paziente Italia sta per entrare in "sala rianimazione antropologica".
Forse un elettroshock lo rinsavirà?

venerdì 30 giugno 2017

UTOPATA

Utopista: colui che compie le proprie scelte in funzione di obbiettivi irraggiungibili.

Utopata: colui che a fronte di una serie continuata e irreversibile di eventi dannosi derivanti dalle proprie intime convinzioni, che smentiscono senza ombra di dubbio, gli assiomi che stanno alla base dei propri enunciati, rigetta la controprova dei fatti e ne trae paradossalmente un giovamento (patologia).

Tipici utopati sono i mitomani, pronti a spingersi alle estreme conseguenze (tipico caso estremo).
Ma questa patologia si manifesta in modo latente soprattutto in politica, con il soggetto letteralmente "incastrato" in trappole ideologiche.
Tra gli innumerevoli esempi eccone tra i più dannosi;

--  "Ma chi ci crediamo di essere, ci sono culture da cui si dovrebbe imparare tutto!"

--"Gli immigrati sono una risorsa, senza di loro il sistema crollerebbe!"

-- "Tutto il mondo è paese, l'uno vale l'altro!"

-- "Cosa sarebbe l'Italia senza l'UE?! Probabilmente lo Zimbawe d'Europa!"

-- "I flussi migratori sono stati alla base dello sviluppo umano!"

-- "Se tornassimo alla Lira saremmo una potenza economica!"

-- "L'omeopatia è solo aqqua (pronunciato papale papale)"

--"L'economia non esiste più, oggi c'è la finanza!"

L'utopata è quasi impossibile da curare (mai dire mai) e ti fa perdere un sacco di tempo. Potrebbe rinsavire da alcune delle sue patologie invalidanti, ma non illudetevi, è solo un caso fortuito, l'ottusità dei propri strumenti di penetrazione del reale resta.


venerdì 22 luglio 2016

Scontro di civiltà? No, ma...

Facciamo una cronologia?

Libano: dal '75 La questione Libano è molto complessa e non può essere messa univocamente sotto la lente dell'integralismo islamico.
Ma uno dei risultati furono gli Hezbollah . Ad oggi risulta essere una zona sotto il controllo dell'integralismo.


Iran: (...) dal '78: La rivoluzione islamica iraniana fu tutta una serie di sconvolgimenti politici e sociali, avvenuti nel periodo 1978-1979[1] in Iran, che trasformò la monarchia del paese in una repubblica islamica, la cui costituzione si ispira alla legge coranica (sharia).


Algeria: (...) Le elezioni legislative del 1991 videro una forte ascesa delle formazioni che si ispiravano al fondamentalismo islamico, in particolare del Fronte Islamico di Salvezza. Con ogni probabilità, il secondo turno delle elezioni avrebbe assegnato ai partiti islamisti una consistente maggioranza parlamentare, consentendo loro di emendare la Costituzione laica del 1976 e di istituire una repubblica islamica.
In tale prospettiva, l'esito elettorale fu annullato e l'11 gennaio 1992alcuni generali dell'esercito (janviéristes) misero in atto un colpo di Stato, costringendo Bendjedid alle dimissioni.
Io aggiungo solo che l'integralismo è vivo e vegeto e sta rinfocolando sotto le ceneri.

Libia: Quello che è accaduto e sta accadendo è sotto gli occhi di tutti. Pare sia l'unica altra zona in cui l'isis sia riuscito a stabilire un dominio .

Tunisia : (...)Ciò che vorrebbe sembrare una rivoluzione sociale, almeno inizialmente, e gli integralisti , astutamente, sono rimasti silenziosi durante gli eventi, iniziano adesso a spuntare fuori. Già venerdì, le moschee erano colme per ascoltare i sermoni dei predicatori, apparsi come per miracolo, dedicati ai “ martiri della rivoluzione “ , e quando i musulmani iniziano a parlare di martiri, sono dolori…. 

Il tipo di linguaggio utilizzato è cambiato, adesso è molto più violento ed aggressivo e non dobbiamo dimenticare che alle elezioni del 89 e malgrado la repressione, il partito islamista Al Nahda aveva ottenuto il 20 per cento dei voti. Il consenso non è certo diminuito, anzi! (...)
                                                             
Bisogna ammettere che fino ad oggi assieme al Marocco è la nazione con meno radicalismo islamico.

Egitto: Muḥammad Mursī ʿĪsā al-ʿAyyāṭ (in arabo: محمّد مرسى عيسى العياط‎; El-Adwah, 20 agosto 1951) è un politico egiziano, del Partito Libertà e Giustizia(il partito dei Fratelli Musulmani).
Ingegnere chimico con una laurea all'Università del Cairo (1975), un master (1978) e un PhD alla University of Southern California (1982), ha operato alla California State University, Northridge, dal 1982 al 1985, anno in cui è tornato in Egitto.
È divenuto Presidente a seguito delle elezioni presidenziali del 2012 ed è stato il primo ad assumere tale carica con elezioni democratiche[1]; è rimasto in carica per circa un anno, fino al 3 luglio 2013[2], quando venne deposto da un colpo di Stato militare.
A votazione democratica la vittoria va all'integralismo dei Fratelli Mussulmani.
Se non sapete chi sono e cosa vogliono i Fratelli Mussulmani non potrete capirci molto da questo post !
Per quello che riguarda: Iraq, Siria, Arabia Saudita, Yemen, Pakistan, Afganistan, Turchia, Nigeria, Sudan e molti altri stati che non sono sotto la lente di ingrandimento, non c'è bisogno di dire molto.
Quello che non riesco a capire è come facciano in molti a continuare a dissimulare un qualcosa che non può essere più mascherato o mimetizzato: La reazione spontanea di "quelle culture" -- ma viene da dire; "quella cultura"  -- alla penetrazione della cultura occidentale in genere, oggi declinata in capitalismo senza regole e angloamericana più specificatamente, è l'islam, soprattutto quello integrale sunnita o sciita che dir si voglia.
Non è una manifestazione sporadica e ristretta come qualcuno continua ottusamente a proclamare.
Certo non è uno scontro di civiltà, per un simile scontro ci vorrebbero almeno due civiltà.
In questo caso possiamo parlare di cultura ma non di civiltà, è sottointeso che una civiltà progredisca e nessuno può affermare che l'islam sia progredito dalla sua comparsa, anzi, possiamo affermare che in questo particolare momento ci sia una regressione.
Ma il mio punto di vista relativo è che più che una questione di cultura, sia una questione di natura, di genetica.
E' abbastanza intuibile dalle reazioni sia generali che particolari, che c'è una forte componente extraculturale che risulta spesso ingestibile dalla cultura stessa.
Esistono certamente persone mussulmane molto intelligenti e capaci di interpretare i libri rivelati (per quanta importanza possiamo assegnare a questa pratica) con la giusta moderazione e capacità adattative adeguate, ma il risultato maggioritario è quello di una visione ipermoralistica degli eventi. Posizione che si allontana dall'etica e si avvicina alle pulsioni animali che ancora albergano nell'uomo, nel senso che la morale diventa solo lo spunto per poter scatenare e lasciar fluire le pulsioni della materia .
Per chi legge questi eventi con la sola lente culturale la realtà diventerà sempre più intangibile e incomprensibile a cui sarà necessario trovare nuove e fantasiose teorie astruse e sconclusionate che pare non si accorgano dell'univocità del carattere delle manifestazioni.
Per chi sa che la cultura non è il solo e unico modo di leggere gli eventi non sarà difficile comprendere le ragioni insondabili di parte degli eventi.
Ai miei occhi è abbastanza chiaro che la causa principale di queste manifestazioni non può essere ascritta al capitalismo globalizzante senza freni delle elites, in quanto tale capitalismo agisce oramai in ogni parte del mondo, ma non in ogni parte la reazione è quella di cui abbiamo parlato finora.

p.s. Mentre scrivo ho notizia dei fatti di Monaco di Baviera....
E  pensare che gli organi di comando europei sta cercando in ogni modo di convincerci ad accogliere quanto più possibile di "questi" mussulmani.
Dicono che sono una risorsa...

Stupet homo me ingredi non cessabis

Il latino ha un non so che di solenne. (trad. di google)




domenica 17 luglio 2016

Identità o lotta di classe?

E mò bbasta...

Sono d'accordo sul fatto che buona parte degli europei si sia lentamente ridotta a una massa di inconsapevoli e sfruttati lavoratori/consumatori in balia del libero mercato, e anche che stia perdendo quel senso di supremazia culturale che li ha contraddistinti.
E sarà pur vero che parte della responsabilità dei milioni di morti delle due più grandi guerre che l'umanità abbia mai conosciuto possano essere imputate ad un (spero) profondo senso di identità.
Ma è una parte minima e non sostanziale, e ad una più profonda e disinteressata analisi, le cause preponderanti di quelle tragedie possono essere tranquillamente assegnate alla "lotta di classe" (definizione che è scomparsa dalla narrazione e che dovrebbe farci pensare).

Che tradotto significa che le antiche oligarchie aristocratiche, sfruttando le povere e ignoranti masse, e accumulando favolose ricchezze, han cercato di spartirsi il mondo a cannonate (fosse mai che questo passaggio storico di pochi che accumulano tanto a spese di molti che si spartiscono poco ci possa far notare una certa similitudine con l'attualità?).

Intendo dire che il concetto di identità è stato tirato per la giacchetta a seconda degli interessi che si intendevano perseguire

L'identità, che oggi viene sputata e schifata, ha delle grandissime qualità intrinseche.
Prima fra tutte quella di far crescere nell'intimo, o anima ce dir si voglia, (ma questa è una questione che è meglio tralasciare), il senso della consapevolezza, primo passo verso la propria emancipazione dai falsi miti.
Fino a qualche secolo fa bastava il Dio sovrannaturale a immagine e somiglianza e il relativo inferno a spingere le masse al massacro, poi non bastò più.
Perché?
Perché l'umano si è ancor più abbruttito passando dalla vita durissima dei campi, ma ancora a dimensione "divina", alla vita alienante della fabbrica, dove di "divino" resta poco o nulla.
E allora Dio dov'era finito?
Piano piano si avvicinava.

Così Dio, dopo essere disceso dai cieli nella figura dell'Imperatore e nella cultura del popolo, si trasferirà poi direttamente nella singolarità della persona e nel culto relativo (e 'n'tu'culu anche la cultura).
Così dopo aver lottato a caro prezzo per la gloria del "Re" o "Imperatore", e non avendoci cavato neppure un ragno da un buco, nasce nell'animo, anche grazie alla scienza, la consapevolezza dell'uguaglianza tra umani, essi stessi dio in terra (pur tra diversità culturali, che certamente è ossimoro e paradosso al contempo).
Ma come la realtà quantica o l'evoluzione della specie ci insegnano; dal punto di vista quantico, osservando il microcosmo e superando i limiti della nostra dimensione, la certezza di poter sapere esattamente cosa succede in ogni istante della realtà decade, e quindi con essa la certezza di poter conoscere esattamente le leggi che governano l'universo, e cade pure, dal punto di vista evolutivo, la certezza di cosa siamo noi umani e di cosa siano le specie di qualsiasi forma di vita esistente.
Col teleobiettivo della macchina del tempo, le specie, di qualsiasi ordine e grado, diventano un unicum in costante mutazione. Accontentiamoci di vivere nella nostra dimensione e lasciamo alla filosofia i paradossi che avanzano -- sia nel senso di abbondanza che in quello spaziotemporale.

E la nostra dimensione ci racconta una storia nella quale l'identità ha un grande valore.
Un valore che non può essere lasciato nelle mani delle aristoligarchelites e usato a seconda dei loro interessi.

Così è ora di dire basta a queste immense cazzate che vogliono farci credere che questi Frankenstein culturali, questi "smarriti nell'universo classico" che ogni tanto impazziscono e decidono di vendicarsi uccidendosi e nel contempo uccidendo quanti più possibile di "noi" europei, francesi, inglesi, italiani o mettete voi un'identità a scelta, sono "di noi".

NON SONO "DI NOI"!
NON SONO FRANCESI!!! NON SONO INGLESI! NON SONO ITALIANI!

I francesi sono orgogliosi della loro rivoluzione e di tutto quello che essa ha comportato, anche delle sue incongruenze e contraddizioni.
Sono fieri e gelosi dei loro diritti e della loro capacità di sapersi gustare la vita sotto tutti quegli aspetti che portano piacere e gioa di vivere all'uomo (come anche gli italiani).
Non intendono farsi mettere i piedi in testa da un comico inconsapevole come Hollande e da una riforma del lavoro che massacra i più deboli (e qui qualche domandina noi italiani dovremmo pur farcela, ma a quanto pare noi siamo fuuuurbi).
Sono fieri e orgogliosi (magari anche un po orgoglioni) delle loro donne e della loro indipendenza, ma tout se tient.

NON SONO ITALIANI!
Gli Italiani sono orgogliosi della loro storia, con tutte le contraddizioni del caso.
Sanno chi era Garibaldi, Mazzini etc etc e cosa hanno fatto.
Hanno antenati periti per liberare questo paese dallo straniero e dal fascismo.
In tanti hanno lottato e sofferto per limitare il potere religioso e la relativa ignoranza.

NON SONO EUROPEI!!!
Gli europei sono consapevoli di avere profonde contraddizioni e non credono di stare dalla parte giusta per grazia divina da almeno trecento anni.
In Europa, o dai loro emigranti, sono nati i diritti universali dell'essere umano, e nelle costituzioni di buona parte delle nazioni che le danno forma è scritto a chiare lettere che i fondamenti dello stare insieme SONO LAICI, SONO LAICI, SONO LAICI, SONO?...LAICI, PUNTO.
Gli europei non intendono sentirsi abdul di nessuno, e neppure sottomessi a priori -- come l'identificazione "islamico" che essi stessi si danno sta a significare.

AVETE ROTTO I COGLIONI, specie quel "simpatico" e incompetente burocrate di Letta che ha definito l problema dei magribini che cercano di sterminarci, un problema "interno", di noi europei.
NON SONO EUROPEI!
NON CONDIVIDONO NULLA DI CIO' CHE CI RENDE EUROPEI.
ODIANO GLI EUROPEI E VORREBBERO ASSOGGETTARCI ALLE LORO REGOLE (che tra l'altro sono in aperto e netto contrasto con le nostre, ALLA FACCIA DEGLI ARCOBALENISTI CHE DOVRANNO FARSENE UNA RAGIONE dato che la realtà li sta prendendo a sonori schiaffoni).


p.s.
(Che poi tutti i casini del medioriente vengano fomentati e usati dalla NATO è un'altro discorso, e ha a che fare con gli immensi interessi delle oligaristocrazielites,  che NON SONO I NOSTRI! E che si chiamano "Lotta di classe" o in qualsiasi altro cazzo di modo che volete chiamarli).


domenica 8 maggio 2016

Allah the biggest

Saranno tutti contenti, è arrivata la primavera.
A Londra la primavera si declina in "ARABA".
La capitale di quello che fini a poco tempo fa era l'impero più grande dell'occidente e tra i più grandi mai esistiti, ha ora un sindaco mussulmano.

E' di nuovo scattata la corteccia d'oca al cervello :@

venerdì 22 aprile 2016

Francesco sulla via da Damasco.

Ma perché Zio Francesco deve dire queste stupidaggini?

"La più grande catastrofe umanitaria dopo la II°WW"

Francy, studia la storia. Capisco che crei qualche problemino studiarla -- la genesi, il mondo in, no uno ma sette giorni (chi mi conosce capirà) etc etc, ma non è possibile spararle così grosse.
Cito solo; la riforma ("Dobbiamo fareee le riformeeee") agraria di Mao in cina negli anni'50 (dai 30 ai 40 Mln di morti. Si avete letto bene daitrentaaiquarantamilionidimorti), e la presa di potere dei Khmer rossi in Campuchea ("solamente" 2,5 Mln), e molte altre.

Io lo dico ai cattolici che forse mi leggono: di questo passo diventerete una setta.

Ossss...


giovedì 7 gennaio 2016

L'ossimoro distopico

Diritto dittatoriale.
E' un bell ossimoro che ne dite. Ma anche: diamo diritti ai dittatori, non è male come paradosso.
Questo è il concetto che è insito in un un certo tipo di ragionamento che mi è capitato di sentire e leggere. Il ragionamento è all'incirca questo: "Se noi lottiamo per ottenere--e otteniamo--una più equilibrata distribuzione della ricchezza, certe paturnie riguardo all'immigrazione non avranno più tanto senso."

A tal riguardo ci sono due considerazioni da fare.
La prima è che questo ragionamento considera la cultura dominante sulla natura, ed è errata.
La seconda è quella di pensare che la cultura sia autoreferenziale e automatica--ed è conseguenza della prima.
? Perché diritto dittatoriale? Perchè la quasi totalità degli immigrati arriva da realtà che poco o niente hanno a che fare con la democrazia. Anzi, la democrazia per loro è una forma politica sbagliata, non risolve problemi e addirittura, per loro, ne crea altri.
La democrazia ha avuto bisogno di circa tremila anni di sedimentazione culturale, tentativo dopo tentativo, e ancora oggi per noi che l'abbiamo posta in essere non è ancora un obbiettivo raggiunto.

Un certo tipo di cultura, cioè quel tipo che scaturisce dallo sviluppo continuo delle civiltà che hanno la tendenza all'emancipazione dell'essere umano da ogni forma di schiavitù, si sedimenta e diventa bagaglio interiore, consapevole, radicato nell'inconscio come bagaglio mentale innato; che cioè non può essere instillato tramite l'ambiente in maniera diretta.
Non intendo dire che l'ambiente non conta, conta eccome, ma la consapevolezza interiore non si forma solo con l'ambiente, ma tramite una serie di fattori, tra i quali l'ambiente svolge una parte e lo fa solamente entro una finestra ristretta nel tempo, "posando" un piccolo mattoncino ad ogni generazione. E' una sorta di imprinting ma non come quello delle anatre di Konrad, che è di tipo non riproducibile, cioè non si trasmette alla generazione che seguirà. Quello culturale si sedimenta nell'inconscio e agisce tramite il principio di volontà modificando le capacità della mente e innalzandone il "baricentro" della parte metafisica che attiene alla morale (e quindi alla giustizia).
Ma non basta, le modificazioni genetiche non hanno una cadenza regolare, alcune si trasmettono ad ogni passaggio, alcune ne saltano uno, altri due e via così senza certezze.

Facciamo un esempio che uso spesso; molti dei terroristi che agiscono da noi sono cittadini europei, figli di seconda o terza generazione. I loro genitori sono nati e vissuti qui in Europa, o USA, si sono integrati , perlomeno quanto può integrarsi qualcuno che deve trasferirsi altrove ( pure io non sono completamente integrato nel mio paese in cui vivo--intendo paese di 7.000 anime--; facevo terza elementare e sono stato scartato da subito--e me ne son fatto una ragione senza fare attentati).
Hanno provato a studiare come lo hanno fatto gli "indigeni", come molti di essi non ce l'hanno fatta e sono senza lavoro o hanno altri problemi come tanti di noi, alcuni addirittura non avevano affatto problemi economici, ma a un certo punto della loro vita gli scatta qualcosa nella mente proprio a quel livello morale di cui sopra, e la loro cultura profonda, sedimentata, prende forma e diventa consapevolezza.
Diventa la strada da percorrere, il "richiamo della foresta", la scelta naturale.
NON E' UN PROBLEMA ECONOMICO, in Arabia Saudita hanno un reddito procapite da paura; eppure giustiziano i dissidenti, giustiziano le donne che non ubbidiscono, le donne che hanno avuto la colpa di avere qualcuno che gli ha testimoniato contro, hanno gli schiavi reali e Reali--altre etnie africane o indiane che vivono di briciole.
Il gene arabo è stato dis-seminato per svariati secoli per tutto l'impero arabo e anche in alcune zone dell'Europa, purtroppo.
Dove è stato scialacquato nel tempo da altri geni molto differenti si è attenuato, ma dove ha imperversato senza antagonisti, cioè in tutta quella fascia che va dall'Africa occidentale all'Asia sudoccidentale e che conta circa un miliardo di persone, si è radicato e si manifesta sempre in quelle parti della mente che attengono alle cose importanti della socialità--vedi morale.
E' incredibile che queste manifestazioni generalizzate ed evidenti non vengano tenute in dovuto conto da chi si occupa di politica, dimenticandosi in automatico che, soprattutto per quello che riguarda la giustizia, il livello di consapevolezza di un insieme sociale ( olistico, non dimentichiamolo mai soprattutto quando raccontate gli aneddoti tipo; mi cuggino ha ospitato un saudita o un siriano e vedessi che persona fantastica...) non può essere considerato come cultura strettamente ambientale e facilmente modificabile--del tipo esportazione di democrazia e stupidaggini affini-- senza capire che i cambiamenti culturali, per poter essere considerati stabili, devono attraversare la prova del tempo e dei fatti.
Per usare una metafora economica, potremmo trovare analogia con la ricchezza nominale e quella reale. Una bolla è ricchezza nominale, vedi quei numeri scritti su qualche indice e credi di essere ricco (alla stessa velocità si può "cambiare" una cultura), ma è solo una illusione psicologica, è la voglia di diventare ricco, di aver trovato la via della ricchezza, poi, immancabilmente la realtà fa rimettere i piedi per terra.
Non si instilla la cultura. La consapevolezza giuridica è una precomprensione che deriva dalla storia sociale delle comunità, e dato che la cultura è fragile, come gli ecosistemi, è bene limitare quelle specie "estranee" che distruggerebbero delicati equilibri--ecologici e/o culturali.
IL PROBLEMA NON E' STRETTAMENTE ECONOMICO, è di consapevolezza giuridica.
Quel gene può usare la democrazia per distruggerla--paradosso--, ed è successo ovunque la si è impiantata, vien da dire, di sana pianta.
Il "gene arabo" (ma non solo quello) non legge di diritto,  solo di dovere; dovere di pregare cinque volte al giorno, dovere di fare l'elemosina a chi è sfortunato e non ha alcun diritto di pretendere una condizione dignitosa, dovere di sostenere la ricchezza del sovrano e di accettarne ogni legge, etc etc.

? La Siria è uno dei pochi stati laici in medioriente? Si? Quando li hanno fermati alla frontiera e si sono ammassati hanno subito ritrovato la loro vera identità urlando minacciosi "Allah'u'kbar".
Eppure le elites intellettuali restano cieche--peccato non czecke.

Dare diritti a chi li vorrebbe cancellare è distopia pura.

p.s. Mentre scrivevo questo post guarda un pò  che cosa è successo in Germania e Finlandia.
Han fatto numero, e visti gli ultimi appelli califfati, seguiti da messa in opera in modalità random, si son sentiti in dovere di manifestare uno degli aspetti della loro natura: la mancanza di rispetto per gli esseri umani, soprattutto quelli di genere femminile.
E non è finita, aspettate che crescano di numero e si sentano scusati nei loro gesti da ragionamenti idioti che blaterano di colonialismo.
?!Ma che razza di cattivissimo colonialismo è il nostro; li rimpinziamo di dollaroni?!
Eh si, siamo proprio degli shathanassi.