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martedì 29 maggio 2018

Suffragium ego te suffragium autem suffragiorum suffragium nobis...

La presa di posizione di Mattarella a tutela dei "risparmi" fa da spartiacque e allarga ulteriormente la forbice che intercorre tra le parti sociali.
Serve fare una piccola premessa tecnica.
La sua scelta, ha dichiarato, è dettata dalla esigenza di tutelare il risparmio degli italiani.
Bene, intanto possiamo registrare il fatto che nel momento in cui il governo a guida PD ha recepito anticipatamente le regole comunitarie sulle banche, "bruciando" i risparmi di una vita a moltissimi correntisti, Mattarella non ha pronunciato alcuna opinione, né si è imposto in difesa degli italiani. Ma il punto non è questo.
Il senso delle parole espresse ha invece una precisa collocazione nelle dinamiche del sistema sociale.
Ponendo come priorità assoluta il risparmio (cioè, per chi non è abitudinario coi concetti economici; il capitale NOMINALE di ricchezza, cioè i rentier, i nullafacenti che lucrano sul lavoro della povera gente) ha compiuto una scelta particolare che privilegia la parte ricca della società, trascurando e relegando a secondarie le legittime esigenze e i diritti dei più deboli.
Se questa scelta sia stata fatta per stringenti motivi personali o per conclamata ignoranza generica del contesto economico, non è dato saperlo. Ma nessuno potrà più, oramai, cancellare o gettare nell'oblio la gravità del gesto.
Impeachment (in questo caso suona meglio l'italiano: grave atto di accusa al massimo rappresentante delle istituzioni della Repubblica) o meno, la sua figura resterà per sempre una sgradevole macchia nella storia della Repubblica italiana e, personalmente parlando, non posso che augurargli la dovuta nemesi.
Mussolini, se non altro, fece anche qualcosa di buono; costui nulla.

domenica 15 ottobre 2017

There is not alternative

E' chiaro che l'attuale classe dirigente, conscia o ignara, nolente o dolente, stia cercando di porre in essere condizioni generali di ingovernabilità.

Partendo dal presupposto che a nessuno di loro interessi sostanzialmente la sorte del Paese, chi per mero calcolo, chi per incapacità intellettiva, non ci si può stupire se a poco più di alcune settimane dal voto, essi non siano stati in grado di produrre una legge elettorale che rispetti le linee guida della Costituzione (che verrà quindi molto probabilmente delegittimata e esautorata, e sostituita da una scelta autoritaria del presidente della Repubblica (quello che non sa dire più di cinque parole di fila - provate a farci caso, sembra telecomandato. Sembra è in forma garantista).

Tralasciando chi non è in grado di immaginare scenari di Realpolitik internazionale e si accanisce politicamente agitando la questione morale (di cui ho la massima pena - non puoi occuparti di questioni socialmente determinanti riducendole ad una semplice e banale questione moralistica), possiamo considerare tutti gli altri (quelli che consapevolmente stanno cercando di creare quanto più caos possibile), alla stregua di traditori del Popolo italiano.
Essi sono consapevoli della loro condotta. Sanno valutare benissimo la situazione dal punto di vista del breve periodo; cioè sanno che per poter mantenere la loro posizione gerarchica nell'attuale organigramma europeo, devono ubbidire alle direttive che provengono dall'attuale sistema di potere europeo.
Scientemente svendono la Nazione a poteri sovranazionali ben sapendo che a farne le spese saranno le classi più deboli.

Prepariamoci, nel giro di qualche settimana dalle elezioni, ad assistere ad un intervento a gamba tesa dei poteri forti dettato dalla solita emergenza immaginaria, condita da una serie di considerazioni che avranno come base il dilagante paradigma del; "There is not alternative!"

sabato 31 dicembre 2016

Un'arida stagione azzurro stellata sta per finire

Sta per iniziare un anno che credo sarà fondamentale.
Che la Francia sia con noi.
Serve dare una spallata decisiva a questo sistema vessatorio europeo, e serve che tutti si impegnino a voler cambiare il corso della storia.
Ci sono state epoche fallimentari per l'evoluzione umana, e il medioevo è una di queste, che son durate incredibilmente centinaia e centinaia di anni solo per l'accondiscendenza acritica e servile dei dotti al regime dominante.
Serve che gli intellettuali di ogni specie si impegnino ad agire contro il sistema attuale.
Questo sistema malato e marcio va combattuto a partire dalla sua base ideologica profondamente fallimentare.

Buon anno nuovo a tutti quelli che si trovano in una condizione di schiavitù reale e disagio economico in una epoca che grazie alle scoperte scientifiche potrebbe portare ricchezza e dignità generalizzate.

E' solo una questione di coscienza; chi ce l'ha non può esimersi dal combattere il nemico del progresso reale dell'uomo, e cioè chi alimenta politiche di povertà dilagante per le nuove generazioni (e questo è un dato di fatto cari piddini anelanti di poteri decisionali antidemocratici).

venerdì 16 settembre 2016

Uno in meno

E' schiattato uno dei figli SFondatori della nostra nazione (oltre ad essere figli di p....).
Va ad aggiungersi a quelli che per fortuna ci hanno già lasciato; Andreatta, Padoa Schioppa  e molti altri.

Questo l'ho preso al volo digitando; divorzio tesoro banca d'Italia.

Nel 1981 Andreatta, ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero insensato. Provate ad immaginarvi un imprenditore che, improvvisamente uscito di senno, decidesse di andare presso la Banca con cui ha stipulato un contratto di fido per chiedere la riduzione del fido stesso, peraltro subordinandola all’insindacabile giudizio della Banca. Ebbene Andreatta ha fatto esattamente questo!
Anzi la realtà è pure peggiore: l’imprenditore di solito non è anche il proprietario della Banca a cui chiede il credito, mentre nel 1981 Andreatta era il Ministro di uno Stato che era per definizione il proprietario della Banca stessa e decideva sovranamente la quantità di moneta da immettere nell’economia attraverso la spesa pubblica!



Benissimo, possiamo leggervi due passaggi fondamentali.
Il primo è che se ne fotterono ampiamente della sovranità del popolo.
Il secondo è che regalarono la nostra istituzione Banca della Nazione a una serie di banche private facenti gli interessi di pochi privati.

Penso che non accenderò la tele o che guarderò uomini e donne (che è tra le altre, diventato uomini e uomini, quindi non lo guarderò a meno che non sia quello degli anziani o maturi, dove di solito posso farmi quattro risate) così mi evito la nausea.

Che dire, il male non si augura a nessuno, diciamo che ci sarebbero delle aspettative nei riguardi anche di (metto i primi che mi vengono in mente eh) : Napolitano, Prodi, Draghi, Amato e il supersparacazzateatomicoatradimento, il nostro beneamatissimo (come la beneamatissima minchia) Scalfari (il DNA fascista non si scrosta in nessun modo 'geniu).
Tutti pronti a tradire il popolo italiano e soprattutto le sue classi più deboli per dare una sistematina alla propria posizione sociale (la Storia e uno sciacquone vi seppellirà).

In tempo di guerra i traditori si mettevano al muro, in tempo di guerra economica si dovrebbe metterli nel cesso.


martedì 23 agosto 2016

I have a dream

Il livello di propaganda eurista inizia a farsi stomachevole.
Questo significa che la teoria inizia a presentare una notevole discrepanza con la realtà.
Tre pinguini in parata da una portaerei e una fiction (lo dice la parola, una finzione, un passato ricostruito e riarrangato, un revisionismo storico edulcorato per menti diabetiche) in prima serata (che non son riuscito a guardare neppure per indicarne le sicure e mostruose falle metodologiche e logiche per sopravvenuta nausea) conditi da un contorno di richiami dalla carta stampata, non credo riusciranno a dissimulare la portata del fallimento di questa Europa.

Anche se non dobbiamo mai dimenticarci che potrà esserci cambiamento se, e solo se, Laggente si "sveglierà" da questo distopico fogno.

(che poi uno si chiede: "Ma perché ai neri d'America è "toccato" uno come M.L. King, e a "noi" uno come A. Spinelli?". Destino crudele)

sabato 2 luglio 2016

Psicosi

Ormai siamo alla psicosi collettiva generalizzata.
Le emergenze sono diventate la norma (e quindi non dovrebbero più essere emergenze) e qualsiasi cosa accada, al di fuori del futuro prossimo che le elites ci hanno programmato , soprattutto per quello che riguarda l'aspetto economico, diventa materia per psicoanalisti.

(Sotto un certo aspetto è comprensibile; se lasci che le dinamiche sociali tra i popoli possano autodeterminarsi -- e cioè lasci alle leggi "naturali" il governo degli eventi -- è "travirgolette" normale che l'opinione pubblica, che è giusto ricordare non ha una coscienza soggettiva ma soggettivizzata, si smarrisca e abbia paura di se stessa.
E questo perché non ha consapevolezza di se stessa, non si riconosce.
E come potrebbe riuscirci se ogni tre per due viene continuamente indotta a credere che i suoi tratti caratteristici culturali  identitari siano sbagliati?)

Basta che succeda una cosa qualsiasi, e al mondo ne succedono di cose, che il libero mercato sclera, le borse iniziano a crollare e via di questo passo finchè tutto quello che è imprevedibile diventa paura.
Oramai siamo arrivati all'isteria di massa (che è femmina e quindi "mobile").
Le borse crollano ogni scoreggia a piè sospinto, stanno iniziando ad agitarsi ora per il referendum di ottobre paventando disgrazia tragedia sciagura etc etc nel caso vinca il no.

Io mi chiedo come faccia laggente a reggere a tutti questi allarmi che manco in tempo di guerra le sirene suonavano a questi ritmi incalzanti.
La road map è tracciata e non è possibile deviare o scostarsi da un futuro che più determinato non si può.
Come è possibile acccettare un futuro senza alternativa alcuna?
Come han fatto a portarci a questo punto?
Il treno è lanciato, è senza pilota (e fan di tutto per farci credere che senza pilota è meglio) e non può deviare dalla linea retta senza provocare un disastro (questo è quello che vogliono farci credere e ci stanno riuscendo).
Purtroppo nella sua folle corsa travolge chiunque non riesca a stare al passo senza alcuna pietà.

Come invidio quel poco di saggezza che la generazione anziana inglese è riuscita a mantenere sganciandosi alla prima occasione che gli è stata data. Quanto abisso tra i loro "vecchi" e i "nostri".
Per questo sono molto pessimista (realista) sul futuro che aspetta l'Europa, alle nazioni pilastro dell'economia europea non sarà più concessa alcuna possibilità di scelta (bisogna dire che a noi italiani questa opportunità non hanno mai, nemmeno in sogno, pensato di darcela).

Come penso da alcuni anni, l'unica reale speranza proviene dalla Francia (e accetto scommesse se qualcuno ne avesse il coraggio! Ma si sa, il coraggio lo si ha e non è possibile darselo).

Sclerate gente...sclerate...







domenica 19 giugno 2016

Le nuove opportunità del libero mercato

Una cosa è certa; con questioni come la Brexit, o l'operazione a cuore aperto di Berlusconi ci sono ottime opportunità, per chi maneggia grandi capitali finanziari, di ottenere lauti guadagni in breve tempo e con pochi rischi.

Non credo sia poi così difficile, per coloro i quali il loro mestiere sia quello della manipolazione psicologica di persone ad alto squilibrio mentale, indurre qualche integralista borderline a compiere un gesto eclatante.
Che poi il risultato è quello di riuscire a modificare l'opinione di molti indecisi su una questione tanto delicata (per un opinione pubblica sclerotizzata) come la Brexit.

Nel giro di una settimana in tanti hanno venduto tutto sui mercati sospinti da una martellante propaganda che prospettava piaghe tragedia, sciagura etc etc (e qualcuno ha comprato), poi succede quel che sappiamo e di colpo ai mercati torna la fiducia.

Sia in un caso; e cioè quello che la faccenda sia stata manipolata quantitativamente e qualitativamente nelle possibilità di chi può. Sia nell'altro; che tutti gli avvenimenti non abbiano nulla o quasi nulla di orchestrato, ci troviamo di fronte a una condizione generale altamente preoccupante.

In entrambi stiamo lasciando le nostre vite alla mercè di forze poco edificanti.

lunedì 6 giugno 2016

Brandelli di destra

A destra o ci sono o ci fanno.
Ma come si fa a non capire che Berlusconi non può più decidere nulla che possa presentarsi sotto una veste di alternativa ai diktat del capitalismo del nord Europa?

Ma non per quello che in molti pensano, e cioè tutte le sue beghe personali.

Non può più decidere nulla in quanto tutte o quasi le "sue" aziende sono sotto il ricatto dei mercati finanziari.
E questo perché se hai delle società per azioni, anzitutto sei costretto ad attuare scelte obbligate a livello di politica aziendale o industriale che sia, e in seconda battuta -- ma non perché sia meno importante -- se provi, nel caso fossi una persona che ha una certa capacità di influenza dell'opinione pubblica, a prospettare politiche che non marcino al rullo del tamburo del "libero" mercato della "libera" unione europea nella "libera" globalizzazione, allora nel tempo che occupano alcuni clic sulla tastiera, le tue azioni inizieranno a prendere una brutta piega calante, e nel giro di un'oretta ti potresti trovare ad avere perdite notevoli in conto capitale (come immancabilmente è successo ogni volta che ha provato a fare di testa sua), e con questi chiari di luna saresti un dead man walking.

Berlusconi è stato un utile idiota fin tanto che serviva alla prima fase del "ciclo di Frenkel", era perfetto.
Ora che il ciclo sta per chiudersi (e più tardi si chiude e peggio ci troveremo) è diventato un pirla come tanti.
Se fa la sua schifosissima parte nel lasciare che si spolpino il paese, allora gli lasceranno quel pò di catena in più, se prova ad opporsi lo mandano "a picco" (e senza ulteriori processi).

Ora, la Meloni e Salvini, se ne sono accorti? (no, perché il cazzaro di Rignano lo sa, eccome se lo sa, ma forse quello che lo sa meglio di tutti è Verdini, Sia chiaro; probabilmente non ha tradito, è che "doveva" farlo)

Quanto siamo distanti dalla sovranità? Mooooooooolto.



martedì 31 maggio 2016

I quattro cavalieri

Ho un "amico" anarchico, beh, amico nel senso più ampio che si possa immaginare (del tipo; cristiano, europeo, italiano. Volente o nolente), che a pensarci bene non vedo molta differenza tra chi scientemente, ottusamente o furbescamente si disinteressa del destino che lo circonda per interesse veniale o relativo ad esso, e chi lo fa per una sorta di ostinazione a non "osservare" i cambiamenti antropologici e storici delle società umane.

L'anarchia, a ben vedere, è un'idea legata alla nostalgia dell'epoca umana in cui i gruppi sociali avevano una dimensione alquanto più ristretta e in conseguenza di questo il sistema sociale che ne scaturiva non era ancora cristallizzato in una piramide stratificata di classe.
In buona sostanza il "capo" era una figura simbolica e scaturiva "seduta stante"  per unanimità, o per una sorta di "torneo" e/ o "confronto diretto", cioè da capacità sia pratiche sia intuitive verificabili "di persona". Era decisore di ultima istanza ma praticava la stessa vita di tutto il gruppo.
E anche nel passaggio successivo dei Re o Imperatori e dei relativi domìni, esistevano ancora dei sottogruppi che funzionavano ancora con quell'ancestrale metodo.

Col crescere di numero questo non è più stato possibile e i sistemi gerarchici si sono dovuti evolvere di conseguenza ad essi (pare strano, ma anche quelli economici).
Ma questo pare resti un ambito "intangibile" per l'anarchico.
Anche se provi a spiegarglielo nel dettaglio non c'è nulla da fare, gli rimbalza una volta ping e una pong.

Così, dato che è spesso insoddisfatto...sorry, profondamente insoddisfatto di questo modello sociale che sta permeando tutti i gruppi sociali della terra, amo ricordargli spesso che quell'immaginario archeologico di gruppi umani che va sotto il nome di anarchia è -- e qui data la terminologia a disposizione scatta l'ossimoro -- al "governo del mondo". E che quindi metta da parte l'insoddisfazione e si goda lo spettacolo che va in scena quotidianamente in varie aree della terra e che va sotto i nomi di; guerra, distruzione, miseria, povertà e malattie (parono quattro cavalieri, oibò).

So che non capirà, ma l'è listess.
Un piccolo aiuto:  http://www.appelloalpopolo.it/?p=15871

domenica 22 maggio 2016

Radicalmente contro l'identità italiana

Di Pannella posso solo dire che ha appoggiato ogni istanza esterofila che mirava a smembrare le basi identitarie della nostra nazione a favore di un sogno europeistamondialistasupercazzolaristaantani (che immancabilmente favorivano l'imperialismo anglofono).

Quindi non ho nessun rimpianto, anzi.

sabato 21 maggio 2016

Il crepuscolo degli zebedei

Si sa, gli zebedei invecchiando "scendono", "franano", "tramontano" per dirla metaforicamente, specie quelli degli anziani.
Certamente quando si invecchia sale il timore di fare scelte coraggiose, di solito dove serve coraggio c'è rischio, e ad una certa età se il coraggio gia non lo tenevi, figuriamoci se riesci a dartelo.
Così capita di vedere anziani che manifestano per preservare la propria pensione dall'inflazione...no aspetta, l'inflazione non c'è, c'è invece la deflazione.
Ma allora contro cosa manifestano se in teoria il loro potere di acquisto reale aumenta?
Pare si prospetti un'altra riforma delle pensioni.
Ah beh, allora non mi sembra il caso di fare tutto 'sto casino, basta che votino  no al prossimo reerendum sulla costituzione relativa al senato e sono a posto. Secondo i promotori del referendum, con questo assetto costituzionale è "praticamente impossibile riformare la struttura della società(e ci mettiamo un punto esclamativo) !"

E certo, vorrei vedere voi attuare una riforma strutturale del sistema dovendo rendere conto di tutte le parti che strutturano una società, per esempio; prendi il problema del lavoro, che oggi è IL problema. Con un simile assetto potresti forse riformare il lavoro nelle sue linee guida e renderlo più aderente alle sfide della globalizzazione dei mercati emergenti che richiedono più flessibilità in entrata in transito e in uscita (tradotto, deflazione salariale e meno tutele)?
No, non è possibile alcuna riforma, meno che mai in etimologia anglosassone.

E le pensioni di cui si va dicendo; riforma delle pensioni che, in una condizione oltretutto di deflazione (e cioè in una condizione che aumenta, in termini reali, il potere d'acquisto), debba andare a togliere direttamente denaro al netto percepito.
No, non me la sento proprio di andare a prospettare simili scenari alla generazione che, come mai nessuna nella storia dell'umanità, ha goduto di condizioni generali ben al di sopra di ogni altra a lei prossima e di conseguenza, superiore ad ogni altra mai apparsa sulla faccia della terra.
Non è possibile alcuna riforma delle pensioni in un tale sistema (infatti la Fornero, dopo aver tentato inutilmente di riformarle, si è ridotta ad un pianto isterico da fallimento).

Con gli zebedei scesi oltre ogni aspettativa sarebbe ingrato aspettarsi che essi, i pensionati, capiscano che il futuro dei loro figli, ma soprattutto , dei loro nipoti e pronipoti dipende dal loro coraggio di ammettere di aver compiuto scelte a cuor leggero, che in futuro si sarebbero rivelate distopiche, e di cambiare finalmente rotta riprendendoci finalmente la sovranità per poter fare politiche realmente inflattive che "obblighino" a investire la ricchezza cumulata nel futuro del Paese (e non a essere erose lentamente da interessi sul debito e in "sovvenzioni" ai nipoti disoccupati).

Ma anche allora non fu difficile immaginarsi una rovinosa evoluzione degli eventi, come spiegò chiaramente l'allora comunista Napolitano  (...)in cui Napolitano afferma che l’idea secondo cui l’Italia “potrebbe evitare sviluppi catastrofici solo con l’intervento di un vincolo esterno nella forma di un rigoroso meccanismo di cambio” fa “un grave torto a tutte le forze democratiche italiane”. (...) .
Ma anche; (...) alla frase lapidaria di Luciano Barca, messa a verbale di una direzione del PCI svoltasi il 12 dicembre 1978: “Europa o non Europa questa resta la mascheratura di una politica di deflazione e recessione antioperaia”. (...)

Sarebbe ora di mollare la mela dentro il vaso (che tanto l'imboccatura non ne permette l'estrazione)
Non intendo affatto chiedergli un piccolo esame di coscienza, meno che mai  un esame economico delle scelte compiute nell'euforia del booooom economico (che loro stessi credono dovuto alle loro impareggiabili capacità) (altro punto esclamativo và)!

Lasciamoli pure nelle piazze a "passeggiare" e scandire slogan  demagogici fino alla slogatura della mandibola.
Potrebbero forse capire che la perdita di aspettative del sistema dipenda dal fatto di aver permesso che le linee guida della società venissero lasciate andare a se stesse (o alle direttive delle elites mondiali) e alle dinamiche disgreganti del libero mercato?

Così, oltre ai loro di zebedei, sono anche crollati i miei, che si scontrano periodicamente con la comodità delle soluzioni confezionate e pronte che troviamo quotidianamente al mercato dell'informazione pret a porter, e che ti vengono sistematicamente e ripetitivamente riproposte a random da chiunque.
Soluzioni che immancabilmente non solo falliscono, ma quasi sempre provocano danni..

Sarebbe stato bello avere un sistema politico più snello in modo da permettere riforme, riforme e ancora riforme.
Ok, visto che siamo rimasti al medioevo facciamo un giochino di fantasia e immaginiamocele queste tanto agognate riforme.
E tutti insieme sogniamo...sogniamo...e immaginiamocele.
Io mi sono immaginato queste, però ognuno può immaginarsi quelle che preferisce. Buona immaginazione

• Le cosiddette “Bassanini 1” e “Bassanini” (LL. 59/97 e 127/97) si inseriscono in questo processo innovativo, esplicitando la volontà politica di: u delegare funzioni alle regioni u accorpare uffici u snellire le procedure u controllare le funzioni e non gli atti u avviare procedimenti di tipo contrattuale u ampliare la considerazione del territorio L’art. 21 della legge 59/97 definisce i criteri generali dell’autonomia delle scuole.

La riforma di sistema nella XIV legislatura ministro Letizia Moratti (2001)

 La revisione del Titolo V della parte II della Costituzione

    La revisione dell'art. 51 della Costituzione


    La riforma del mercato del lavoro: Legge 4 novembre 2010

     legge 92 del 28 giugno 2012,

     la Legge 196/1997 anche nota come Pacchetto Treu
    a Legge Biagi del 2003 impose ben 46 configurazioni contrattuali di lavoro (D.Lgs. 276/2003)

    Riforma Amato del 1992. Il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.503 si pone lo scopo di stabilizzare il rapporto tra la spesa previdenziale e il prodotto interno lordo (PIL), introdurre forme diprevidenza complementare e integrativa, mantenere e garantire un adeguato trattamento pensionistico obbligatorio per tutti. L’età pensionabile è elevata da 60 a 65 anni per gli uomini e da 55 a 60 anni per le donne. La contribuzione minima per la pensione di anzianità è elevata da 15 a 20 anni di contributi. L’indicizzazione delle pensioni è slegata dalla scala mobile salariale e agganciata all’indice dei prezzi al consumo (inflazione) fornito dall’Istat.

    Riforma Dini del 1995. La legge n. 335 dell’8 agosto 1995 recepisce un accordo siglato tra Governo e parti sociali nel 1995. Il sistema di calcolo previdenziale passa dal criterio retributivo(media delle retribuzioni negli ultimi 10 anni di lavoro) al sistema contributivo, quest’ultimo basato sull’effettivo ammontare di contributi versati dal lavoratore durante la propria vita lavorativa. La previdenza complementare viene disciplinata mediante l’avvio dei fondi pensione.

    Riforma Prodi del 1997. La legge n. 449 del 27 dicembre 1997 modifica l’impianto della riforma Amato del 1992, adeguandolo con gli accordi stabiliti tra governo e sindacati e con l’esigenza di riordinare i conti pubblici, al fine di garantire l’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea. La riforma Prodi si caratterizza per l’inasprimento dei requisiti d’età per l’ottenimento della pensione di anzianità, per l’incremento dell’onere contributivo dei lavoratori autonomi, per l’equiparazione delle aliquote contributive dei fondi speciali di previdenza e l’eliminazione di alcune condizioni riconosciute ai lavoratori durante il periodo di transizione al sistema contributivo.

    La legge delega n. 243 del 2004 (comunemente detta riforma Maroni) e il decreto legislativo n. 252 del 2005 approvati dal governo Berlusconi sono l’ultimo atto di un processo di riforma iniziato nel 1992. Obiettivo di fondo di questi interventi è stato quello di assicurare al sistema pensionistico una sostenibilità finanziaria, obiettivo al quale per intervento sindacale si è affiancato quello di assicurare una maggiore equità nel sistema attraverso una armonizzazione dei diversi regimi pensionistici. In particolare l’innalzamento dell’età anagrafica e/o contributiva per accedere al pensionamento di anzianità è stato spalmato tra il 1996 e il 2008, mentre il nuovo sistema di calcolo contributivo è stato applicato integralmente ai soli lavoratori assunti dopo il 1995

    A fine 2007 è stata adottata la legge 24 dicembre 2007, n. 247 che ha modificato le disposizioni contenute nella legge n. 243/2004 che sarebbero dovute entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2008 e che avrebbero comportato l’immediato innalzamento da 57 a 60 dell’età anagrafica (si parlò infatti di “abolizione dello scalone”).

    Infine, con il Decreto Legge n. 201/2011 (il famoso decreto salva Italia, che contiene la riforma Fornero), da un lato si passa al sistema contributivo pro-rata per tutti dal 1 gennaio 2012; dall’altro, si innalza ulteriormente il livello minimo di età pensionabile: l’età minima di pensionamento passa da 60 a 62 anni per le lavoratrici dipendenti (che diventeranno 64 nel 2014,65 nel 2016 e 66 nel 2018; le lavoratrici autonome dovranno lavorare un anno in più), e 66 anniper gli uomini

     il Servizio Sanitario Nazionale modificato dai decreti legislativi 502/92 e 517/93

    Il 30 novembre 1998 viene promulgata la legge n. 419 “Delega al governo per la razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e per l’adozione di un testo unico in materia di organizzazione e funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale.

    Ma quanto sono in gamba a immaginare...ma con questo senato...come si fa; è impossibile!

    Ora, dopo tanta immaginazione, torniamo alla realtà dato che qualcuno se n'è uscito con una demagogia al quadrato: eliminiamo il senato e risparmiamo!

    Certo, e quanto?


    (...) Insomma, di che risparmi parliamo complessivamente? Inizialmente avevamo spiegato come la somma sicuramente risparmiata fosse di 100 milioni di euro all'anno, aggiungendo poi risparmi successivi per circa un'altra decina di milioni di euro. Pur ammettendo che la diminuzione della mole di lavoro e del numero di parlamentari possa comportare ulteriori economie per circa il 20 / 30 percento delle spese di funzionamento, non si andrebbe insomma molto oltre dalla cifra di circa 120 milioni di euro l'anno. Ma attenzione, perché da questa cifra bisognerà probabilmente stornare i rimborsi spesa per i viaggi a Roma dei nuovi membri del Senato delle Autonomie e capire quale "dotazione" avranno a disposizione. Insomma, in un modo o nell'altro i conti tornano: con la riforma si risparmierebbero circa 100 milioni di euro l'anno. (...)

    Alla faccia, BEN 100 mln!!! Ho i brividi...
    Chi è che sa che stiamo pagando dai 2 ai 2,5 MILIARDI di euro all'anno per derivati sottoscritti negli anni passati dall'allora supercapo della banca d'Italia Mario Draghi?
    Ah non lo sapevate?
    E per risparmiare 100 miseri milioncini ci dovremmo privare di uno dei contrappesi che equilibrano la bilancia del potere?
    E dei 60 MILIARDI "donati" al MES che sono andati a chiudere i debiti delle banche "mediterranee" nei confronti di quelle francesi olandesi e tedesche?
    Bella idea quella del MES

    Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (ininglese European Stability Mechanism - ESM), istituito dalle modifiche alTrattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo[1] e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011[2][3], nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro

    Gli stati depositano a seconda del loro peso economico, peccato che le grosse banche che stavano per fallire erano tedesche, francesi e olandesi per aver prestato sconsideratamente a greci, spagnoli italiani e portoghesi.
    Ma anche le banche di GRE, SPA e POR stavano col culo di fuori. Gli unici ad aver i conti abbastanza a posto eravamo noi, e in più avevamo molta ricchezza nominale (titoli, buoni del tesoro, case, strutture industriali etc etc).
    In pratica abbiamo salvato l'euro dallo sfracello risanando i conti delle suddette banche (dando soldi ai debitori che hanno restituito ai creditori).
    Gli unici che ci hanno perso al netto siamo noi (ma noi siamo furbi, il problema è il senatoooooo).
    Avete notato le date dell'ESM?

    Non è più possibile che gli zebedei "reggano" a tanta ignoranza che vuole restare tale convintamente e testardamente votata al "Fogno Europeo".
    Ecco perché è il crepuscolo degli zebedei; non c'è quasi più nessuno che li abbia. Sono tutti sfracellati dalla paura di perdere una ricchezza che in buona parte non esiste più perché: La ricchezza nominale non vale nulla senza un sistema che funziona!
    Ecco perché non ci schioderemo da questa agonia; chi ha la ricchezza (nominale) ha la mano incastrata nell'imboccatura e verrà catturato e condannerà la sua gente alla povertà.

    In realtà siamo già tutti più poveri (soprattutto di zebedei).







    venerdì 29 aprile 2016

    Tabula rasa

    E' paradossale (e deprimente, ma anche divertente a seconda da dove la si guardi) constatare che con chiunque tu parli che si consideri "alternativo" o addirittura "anarchico", i ragionamenti che senti son sempre i soliti, e coincidono con quelli che la propaganda smercia quotidianamente attraverso i canali "tradizionali" di tv radio e giornali: stato corrotto ed esoso, italiano amorale, chiesa ingerente etc etc.

    Ecco perché il vero problema da risolvere sta nella cultura e non nelle ricette tecniche.


    martedì 26 aprile 2016

    Siamo in tesi?

    Nell'ultima settimana ho avuto più visite dall'estero che dall'Italia, U.S.A su tutti.
    E ben due terzi contro uno, e stranamente quasi un terzo dal Portogallo. Probabile siano tesi sul Risorgimento.
    Credo che l'aspetto più importante su cui costruire una tesi del Risorgimento sia quello della difesa del proprio territorio dalle ingerenze di attori stranieri.
    Oggi come oggi questa ingerenza si manifesta attraverso una utopica melassa culturale che vorrebbe l'uomo omogeneizzato, monoculturalizzato, pronto ad accettare qualsiasi mangime, alimentare, tecnologico, informativo, sanitario etc etc, che gli venga proposto.

    Solo la diversità dà possibilità di scelta.
    Ripeto: SOLO LA DIVERSITA' DA' POSSIBILITA' DI SCELTA

    Senza scelta la vita si riduce a scorrere del tempo nell'attesa dell'inevitabile.
    La razza umana deve poter mantenere delle diversità per potere divergere e attuare scelte differenti.
    Alcune porteranno a vicoli ciechi e verranno abbandonate, altre a sbocchi inaspettati e ci sarà emancipazione dalle forze disgreganti della natura.
    Solo uno scambio limitato e sotto controllo di lignaggi culturali diversi porta a miglioramento.
    L'irrompere incontrollato e massiccio di culture diverse porta solo disgregazione e distruzione.

    Il mito del melting pot è solo un mito, esattamente come il "Dio a immagine e somiglianza", il "superuomo" e "la pace nel mondo".

    Portiamo all'estremo il concetto facendo un'analogia tra cultura e specie: poniamo che vi sia una specie sola animale e una vegetale; che ti magni? spinaci tutto il giorno?
    Oppure se sei carnivoro che ti magni? il tuo simile? e può durare? e se si ammala lo spinacio? e se si ammala...il...il coso...lì, come lo chiamiamo? U.F.O? Umano Fenotipo omogeneo? un raffreddore "nuovo" e fine dell'U.F.O?...ma dai?!

    (...)E' difficile immaginare cosa succederebbe senza la diversità biologica, perché la vita di ogni organismo dipende da quella di altri organismi. (...) J. Duprè (2007)

    Trasportiamo il tutto in cultura e risulta chiaro come i confini, economici, politici e giurisdizionali, siano e restino un bene per l'umanità (naturalmente non devono essere impermeabili).

    Buona tesi a tutti.

    venerdì 22 aprile 2016

    Francesco sulla via da Damasco.

    Ma perché Zio Francesco deve dire queste stupidaggini?

    "La più grande catastrofe umanitaria dopo la II°WW"

    Francy, studia la storia. Capisco che crei qualche problemino studiarla -- la genesi, il mondo in, no uno ma sette giorni (chi mi conosce capirà) etc etc, ma non è possibile spararle così grosse.
    Cito solo; la riforma ("Dobbiamo fareee le riformeeee") agraria di Mao in cina negli anni'50 (dai 30 ai 40 Mln di morti. Si avete letto bene daitrentaaiquarantamilionidimorti), e la presa di potere dei Khmer rossi in Campuchea ("solamente" 2,5 Mln), e molte altre.

    Io lo dico ai cattolici che forse mi leggono: di questo passo diventerete una setta.

    Ossss...


    giovedì 3 marzo 2016

    Avviso ai naviganti

    Certo,probabilmente è un blog bislacco, però il consiglio è quello di verificare altrove e cercare. Senza ricerca staremmo ancora a zappare terra per il signorotto, e senza ricerca ci stiamo tornando.
    Ma la ricerca di cui parlo non è solo quella fatta nei laboratori sui microscopi o telescopi, è quella più importante che indaga la nostra dimensione antropologica, quella che ci dà un baricentro, un ombelico, e la certezza di fare la cosa giusta, più che per noi stessi, per coloro che volenti o nolenti abbiamo posto in essere.
    A loro dobbiamo pur qualcosa,  perlomeno la possibilità di poter scegliere, perché vivere in un sistema che procede col pilota automatico cui tutto è dettato da forze esogene e al di sopra di ogni nostro possibile intervento,  potrà solo risultare alienante e devastante per la loro psiche.

    Pensate davvero che basti non vedere la guerra tradizionale per le nostre strade per sentirsi al sicuro e vivere una vita dignitosa?
    Se davvero tutti ci si è resi conto di lasciare ai nostri figli una società debole degradata e sfilacciata, allora perché ci si accontenta di udire spiegazioni più bislacche di questo blog e raccontate da quelli che in prima persona da decenni hanno scelto di percorrere strade che già allora si sapeva essere sbagliate?

    Ecco perché serve la ricerca. Dobbiamo capire che abbiamo, nella mente nella carne e nei nostri mezzi,  un'identità particolare, "nostra", e che senza di essa siamo, senza barca, in mezzo al mare degli eventi. Certo noi abbiamo ancora almeno il salvagente; ma i nostri figli?
    Potete davvero accontentarvi di questo percorso senza alcuna uscita, senza la possibilità di poter fare nulla di nulla per modificare la rotta? e tutto solo per rimanere aggrappati a una ricchezza che non è più reale?
    Ma non vi siete accorti che la vostra ricchezza; quando serve al sistema EU è ben valutata, ma se solo provate a materializzarla le vostre pretese devono ridimensionarsi, e non di poco, al ribasso?
    E che questa tendenza è diventata irreversibile?
    E che è la mancanza di ricerca che vi ha portato in quello che credete sia un tunnel con la luce in fondo?

    Metto qualche cartello segnaletico, da questi siti potete trovare molti altri agganci e una quantità importante di materiale scientifico ... che la ricerca sia con voi.

    http://goofynomics.blogspot.it/

    http://orizzonte48.blogspot.it/

    https://leggereimprecisionineitestiscolastici.wordpress.com/

    domenica 31 gennaio 2016

    Banche si, banca no.

    Oltre il danno, la beffa.

    Non solo gli Italiani non hanno più una loro banca (sapete, il divorzio), e quindi devono finanziare il loro stato sociale e ogni cosa che è pubblica dal mercato mondiale del credito-- cioè gli sciacalli del libero mercato.
    Adesso devono pure coprire le sofferenze che le stesse banche creano dando credito a quelle classi del sistema sociale che gli mancano spesso di rispetto augurandogli la durezza del vivere e una più efficace selezione naturale.

    Ma la grancassa mediatica urla dai megafoni che ci fan salire sui treni per portarci in una nuova e più consona sistemazione, dove il lavoro finalmente renderà liberi (il bello è che la gente ci sale senza lamentarsi troppo).

    p.s. La beffa era la scritta all'entrata nei campi.