La ricchezza è nelle mani delle generazione del passato che compiono scelte tese a preservarla a discapito di quella che verrà. Debitore/Creditore hanno interessi divergenti, così come Giovane/Anziano, se lo si capisse ne guadagneremmo tutti.
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venerdì 2 febbraio 2018
martedì 30 gennaio 2018
domenica 23 luglio 2017
Uno schiaffo dopo l'altro
Siamo arrivati al punto che Vespa...si, Bruno Vespa tira le orecchie a questi garzoni che occupano dei ruoli istituzionali di massimo livello che in tempi normali non avrebbero neppure immaginato senza vergognarsi.
Noi ci prendiamo il peggio dei clandestini, quelli meno istruiti, provenienti dai Paesi più sfruttati e devastati dal capitale, e conseguentemente, dal terrorismo.
La Francia si prenderà i pozzi dell'ENI.
Noi continueremo a diminuire il nostro deficit a botte di tagli a Sanità, scuola e sostegno alle famiglie.
Loro continueranno a sbattersene del 3%.
Mi gira solo enormemente il cazzo a pensare in quale situazione di merda, in quale cazzo di babilonia si troverà mio figlio.
Noi ci prendiamo il peggio dei clandestini, quelli meno istruiti, provenienti dai Paesi più sfruttati e devastati dal capitale, e conseguentemente, dal terrorismo.
La Francia si prenderà i pozzi dell'ENI.
Noi continueremo a diminuire il nostro deficit a botte di tagli a Sanità, scuola e sostegno alle famiglie.
Loro continueranno a sbattersene del 3%.
Mi gira solo enormemente il cazzo a pensare in quale situazione di merda, in quale cazzo di babilonia si troverà mio figlio.
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domenica 5 febbraio 2017
El rencojonito
Allora, intanto possiamo già indurre che alla J. Hopkins non è che siano proprio delle cime; tanto per capirci Taddeus Taddei è quello che ha avuto l'infelice uscita sull'Argentina che dopo il default avrebbe (secondi lui, poretto) stampato una nuova moneta chiamata el "corallito".
Povar fio', intanto è el "Corralito", che significa; il Recinto.
Ed era una misura di politica fiscale che impediva ai capitali interni di prendere la via dell'estero (ma quando la attuarono i capitali erano già usciti tutti; infatti c'è anche il proverbio; "Chiudere la stalla quando i buoi sono già usciti" )
Ma come si fa a fare delle figure di merda di questa portata quando sei il responsabile economico del PD?
O meglio; ma quanto sono piazzati male a mettere un imbecille simile come responsabile del settore più importante dei nostri giorni?
Ecco, noi siamo in queste mani.
Imbecilli totali hanno il potere di prendere decisioni fondamentali per il futuro del paese.
E io continuo a sentire tanti che trattano il popolo italiano come se fosse uno dei popoli peggiori del pianeta.
Ma che cazzo di colpa ne avrebbero se i dirigenti scelgono questi GEGNI ?
Anche loro, l'unica cosa che riescono ad immaginare come soluzione a questo tipo di società è lo stesso di tutti gli altri SINISTRATI; prendere meno, lavorare di più, più a lungo e dimenticarsi un futuro migliore per i propri figli!
Che dio vi maledica, siete solo dei Kapò!
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lunedì 24 ottobre 2016
Il tempo delle scelte (cit)
Provate a leggervi questi pochi passi, e poi ditemi se in questo complesso concetto avete trovato un accenno al vincolo esterno.
Non vi è nessun accenno al vincolo esterno perché il ragionamento di Keynes parte da una posizione dominante, si svolge nel sistema sociale più ricco che quell'epoca storica proponeva.
Non vi era neppure l'ombra di alcun vincolo esterno.
Keynes lascia intendere chiaramente che Londra era "the best in the world" e che se solo avesse voluto avrebbe potuto migliorare, al netto di tutto ciò che è possibile immaginare, la società in maniera sostanziale.
Ora, perché tocco questo punto?
Possiamo fare un'analogia tra l'Inghilterra a cavallo tra il 19° e il 20° sec. e l?italia del secondo dopoguerra?
Certo che lo possiamo fare, basta che vi inseriamo dei parametri.
Le scelte che avrebbero potuto compiersi nella Londra di quegli anni le avremmo potute compiere noi italiani a cavallo tra '70 e '80 del 20° sec al netto delle dovute differenze economiche e geofisiche.
Ecco perché la questione generazionale acquisisce una certa importanza qui da noi; si è scelto di percorrere una strada impostata da altri, sottostando a regole giuridico/economiche -- e cioè a una certa visione della società -- disegnate su "corpi sociali" ben diversi dal nostro.
Si è scelto il vincolo esterno come direzione politica generale del nostro paese
Ora, prendiamo la macchina del tempo e andiamo a quel nefasto "fine anni '80 inizio '90" dove le trattative relative alla CE si fecero incalzanti e dove si stabilirono alcuni parametri fondamentali e stringenti che andavano a dettare quale era la strada che l' UE voleva e doveva percorrere.
A noi interessano quelli economici perché sono quelli che determinano le relative politiche -- che sono quelle che stabiliscono di fatto il passo di marcia e che cosa bisogna farne di quelli che non riescono a tenerlo (e qui abbiamo il primo scoglio "filosofico"; gli "spartani" la pensano diversamente dagli "ateniesi". Ma entrambi la pensano diversamente dai "socialdemocratici" dell'era moderna, e questo per una differenza "banale"; la tecnologia dei socialdemocratici permette una relativa ma maggiore inclusione e difesa dei più deboli e sfortunati -- pur sempre relativa, non dimentichiamocelo -- il significato e la differenza non è da poco; ad Atene, e non solo, la schiavitù era un fatto giuridico accettato, era una realtà accettata che oggi provocherebbe indignazione.
Ma se da un lato, oggi, non è più accettabile una schiavitù formale, ipocritamente e ipocriticamente, lo è da un punto di vista reale.
E questo per la relativa complessità e burocraticità del nostro modello di sistema sociale basato su una profonda frammentazione delle competenze e della gerarchia -- che con l'UE ha raggiunto dimensioni mastodontiche -- che permette al cittadino di sentirsi estraniato dalla responsabilità di fatto relativa alle condizioni di vita poco dignitose, per usare un eufemismo, di una sempre più grande fetta di popolazione.
E andiamole a vedere queste scelte; qualcuno si ricorda Prodi -- mai abbastanza maledetto --alla tivvù nel '92 che sciorinava retorica e illustrava il "percorso obbligato" (che in quel preciso momento era già stato tutto deciso) cui pareva non si potesse proprio farne a meno.
Certi articoli di giornalismo bisogna proprio leggerseli per rendersi conto del livello di distacco dalla realtà che certi intellettuali avevano, hanno e avranno. (Scoprendo tra l'altro, che si passava dalla direzione del Sole24ore a quella della Rai come fosse antani.)
Ecco due snodi cruciali del trattato di Maastricht che, a quel tempo, pare nessuno ci abbia fatto caso più di tanto.
(...)Per garantire la stabilità della futura zona euro, i parametri di Maastricht stabilivano inoltre regole addizionali per il bilancio pubblico: in breve, mantenere il rapporto tra il debito pubblico e il PIL sotto il
60% e il rapporto tra il deficit pubblico e il PIL sotto il 3% . (...)
Non vi è nessun accenno al vincolo esterno perché il ragionamento di Keynes parte da una posizione dominante, si svolge nel sistema sociale più ricco che quell'epoca storica proponeva.
Non vi era neppure l'ombra di alcun vincolo esterno.
Keynes lascia intendere chiaramente che Londra era "the best in the world" e che se solo avesse voluto avrebbe potuto migliorare, al netto di tutto ciò che è possibile immaginare, la società in maniera sostanziale.
Ora, perché tocco questo punto?
Possiamo fare un'analogia tra l'Inghilterra a cavallo tra il 19° e il 20° sec. e l?italia del secondo dopoguerra?
Certo che lo possiamo fare, basta che vi inseriamo dei parametri.
Le scelte che avrebbero potuto compiersi nella Londra di quegli anni le avremmo potute compiere noi italiani a cavallo tra '70 e '80 del 20° sec al netto delle dovute differenze economiche e geofisiche.
Ecco perché la questione generazionale acquisisce una certa importanza qui da noi; si è scelto di percorrere una strada impostata da altri, sottostando a regole giuridico/economiche -- e cioè a una certa visione della società -- disegnate su "corpi sociali" ben diversi dal nostro.
Si è scelto il vincolo esterno come direzione politica generale del nostro paese
Ora, prendiamo la macchina del tempo e andiamo a quel nefasto "fine anni '80 inizio '90" dove le trattative relative alla CE si fecero incalzanti e dove si stabilirono alcuni parametri fondamentali e stringenti che andavano a dettare quale era la strada che l' UE voleva e doveva percorrere.
A noi interessano quelli economici perché sono quelli che determinano le relative politiche -- che sono quelle che stabiliscono di fatto il passo di marcia e che cosa bisogna farne di quelli che non riescono a tenerlo (e qui abbiamo il primo scoglio "filosofico"; gli "spartani" la pensano diversamente dagli "ateniesi". Ma entrambi la pensano diversamente dai "socialdemocratici" dell'era moderna, e questo per una differenza "banale"; la tecnologia dei socialdemocratici permette una relativa ma maggiore inclusione e difesa dei più deboli e sfortunati -- pur sempre relativa, non dimentichiamocelo -- il significato e la differenza non è da poco; ad Atene, e non solo, la schiavitù era un fatto giuridico accettato, era una realtà accettata che oggi provocherebbe indignazione.
Ma se da un lato, oggi, non è più accettabile una schiavitù formale, ipocritamente e ipocriticamente, lo è da un punto di vista reale.
E questo per la relativa complessità e burocraticità del nostro modello di sistema sociale basato su una profonda frammentazione delle competenze e della gerarchia -- che con l'UE ha raggiunto dimensioni mastodontiche -- che permette al cittadino di sentirsi estraniato dalla responsabilità di fatto relativa alle condizioni di vita poco dignitose, per usare un eufemismo, di una sempre più grande fetta di popolazione.
E andiamole a vedere queste scelte; qualcuno si ricorda Prodi -- mai abbastanza maledetto --alla tivvù nel '92 che sciorinava retorica e illustrava il "percorso obbligato" (che in quel preciso momento era già stato tutto deciso) cui pareva non si potesse proprio farne a meno.
Certi articoli di giornalismo bisogna proprio leggerseli per rendersi conto del livello di distacco dalla realtà che certi intellettuali avevano, hanno e avranno. (Scoprendo tra l'altro, che si passava dalla direzione del Sole24ore a quella della Rai come fosse antani.)
Ecco due snodi cruciali del trattato di Maastricht che, a quel tempo, pare nessuno ci abbia fatto caso più di tanto.
(...)Per garantire la stabilità della futura zona euro, i parametri di Maastricht stabilivano inoltre regole addizionali per il bilancio pubblico: in breve, mantenere il rapporto tra il debito pubblico e il PIL sotto il
E qui casca il primo asino, o per dirla "Sgarbatamente", la prima "capra": Non è credibile che
persone ai massimi livelli della disciplina economica non avessero ben ben chiaro, facendo una comparazione
tra i nostri parametri e quelli delle nazioni con cui saremmo
andati a competere, vedi manufatturiero tedesco, che erano nettamente migliori dei nostri.
E tutto questo; dall'81 senza più neanche poterci finanziare a livello nazionale con tassi minimi,
dal '92 senza una banca pubblica, e dal '96 senza una propria moneta .
Ecco il primo e più grande scoglio; se non avete un minimo di base di economia, non potrete mai capire
cosa ciò significhi.
Lo ripeto, non sia mai: Oggi l'economia sta al sistema sociale moderno, come il Latino stava alle sacre scritture
nel medioevo.
Se non sai il Latino ti dovrai bere tutte le cazzate che ti propinano i media, e se non sai di economia
non riuscirai ad evitare il neomedioevo cui stiamo cadendo.
Vediamo di intenderci; dal '81 al '92 i governi che si susseguirono fecero ogni santo anno (ognisantoanno) un deficit
a doppia cifra, e lo fecero per undici anni consecutivi (undicianniconsecutivi).
Mai meno del 10%, e fino a più del 12% qualche anno (ora stiamo li a elemosinare uno 0.1% che grida vendetta! cazzo!).
Vediamo di intenderci 2; il problema non è un'accusa al debito pubblico in quanto tale. Il DP è ricchezza per i cittadini.
Investita dove di dovere, la spesa pubblica crea ricchezza e inclusione generalizzate.
Permette l'emancipazione dei meno fortunati dalle ristrettezze a dalla "miseria assassina".
Diventa un grande problema se ti vai a legare mani e piedi in un sistema, come quello della comunità
europea, che, tramite controllo della spesa pubblica, scarica sulle classi più deboli il costo di una globalizzazione senza regole.
La differenza è che le generazioni che hanno potuto e voluto approfittare di quei "fantastici" anni '80
hanno anche avuto le spalle coperte a 360° potendo in quegli anni godere di un sistema che si è spartito
una distribuzione di ricchezza notevole, sia in quel momento particolare, ma anche in seguito avendo messo in atto
una serie di politiche di distribuzione di reddito futuro (leggi sistema pensionistico) mai viste prima.
Restando ai fatti, io conosco diverse persone che erano in pensione prima dei cinquant'anni, e lo sono ancora adesso
col sistema retributivo. Alcuni hanno più anni di pensione che di lavoro, e alle nuove generazioni
gli si sta dicendo che forse riusciranno ad andare in pensione a settant'anni!!! Cazzo!
Il "problema generazionale" esiste in quanto quelle stesse generazioni che poterono approfittare
di quel momento fortunato, sono le stesse che sostengono l'operato delle classi dirigenti di questo Paese
che in questi anni stanno facendo macelleria sociale dei più deboli e degli ultimi arrivati. Sono le stesse
che ripetono a pappagallo."Bastadebitopubblicobastadebitopubblicoandatealavoraregiovanidebosciatisenzavogliadilavorare!"
Io non ce l'ho con la mia generazione e con quella che la precede per partito preso, ma bisogna che si diano una svegliata
e che la smettano di usare tutti quei luoghi comuni relativi ai giovani e alle classi più povere che sono un misto
di ipocrisia, ignoranza e apatia sociale.
Chi cazzo ha votato Renzi al 40% alle europee? Chi cazzo ha votato e rivotato quelli che hanno inserito il pareggio di bilancio
in costituzione? Chi voterà no al referendum e poi si lamenterà e chiederà di essere salvato quando lo spred inizierà
a bruciargli il vello anale?
E se proprio vogliamo andare a sindacare; chi cazzo da l'esempio ai giovani e chi cazzo li mantiene a bighellonare
pur non facendogli mancare nulla del superfluo? (superfluo che paradossalmente è basilare nei sistemi sociali
che sanno creare ricchezza) E trovaglielo un lavoro decente e dignitoso a tuo nipote al posto di straparlare.
Quindi basta con questa ipocrisia nauseante; o volete stare nell'euroricatto della falsa morale e della falsa ricchezza, e allora
un problema generazionale c'è ed è impellente, oppure datevi da fare ad uscire quanto prima da questa trappola.
Siete talmente rincoglioniti da preferire la lenta disgregazione di una Nazione assieme al futuro dei vostri figli e nipoti, ad una
minima perdita in conto capitale della vostra casa (che nella realtà è già avvenuta) e di qualche vostro fondo d'investimento
o di obbligazioni (che in realtà han già perso).
Il problema generazionale non sussisterà più quando vi occuperete del futuro dei vostri figli e nipoti.
Fino ad allora non voglio sentire parlare di divide et impera.
Quando parli con quelli delle "generazioni di fenomeni" e vedi non fanno il minimo sforzo per adattare
il loro orizzonte fatto di :"Noi abbiamo fatto i sacrifici e voi vi divertivate e i giovani non han voglia di lavorare
che se volessero il lavoro basta cercarlo invece son sempre attaccati al telefonino e mancano i valori bla bla etc etc", alla
difficile realtà che ci circonda, non è una questione di "dividi et impera", è rincoglionimento e ipocrisia, punto.
venerdì 16 settembre 2016
Uno in meno
E' schiattato uno dei figli SFondatori della nostra nazione (oltre ad essere figli di p....).
Va ad aggiungersi a quelli che per fortuna ci hanno già lasciato; Andreatta, Padoa Schioppa e molti altri.
Questo l'ho preso al volo digitando; divorzio tesoro banca d'Italia.
Nel 1981 Andreatta, ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero insensato. Provate ad immaginarvi un imprenditore che, improvvisamente uscito di senno, decidesse di andare presso la Banca con cui ha stipulato un contratto di fido per chiedere la riduzione del fido stesso, peraltro subordinandola all’insindacabile giudizio della Banca. Ebbene Andreatta ha fatto esattamente questo!
Anzi la realtà è pure peggiore: l’imprenditore di solito non è anche il proprietario della Banca a cui chiede il credito, mentre nel 1981 Andreatta era il Ministro di uno Stato che era per definizione il proprietario della Banca stessa e decideva sovranamente la quantità di moneta da immettere nell’economia attraverso la spesa pubblica!
Va ad aggiungersi a quelli che per fortuna ci hanno già lasciato; Andreatta, Padoa Schioppa e molti altri.
Questo l'ho preso al volo digitando; divorzio tesoro banca d'Italia.
Nel 1981 Andreatta, ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero insensato. Provate ad immaginarvi un imprenditore che, improvvisamente uscito di senno, decidesse di andare presso la Banca con cui ha stipulato un contratto di fido per chiedere la riduzione del fido stesso, peraltro subordinandola all’insindacabile giudizio della Banca. Ebbene Andreatta ha fatto esattamente questo!
Anzi la realtà è pure peggiore: l’imprenditore di solito non è anche il proprietario della Banca a cui chiede il credito, mentre nel 1981 Andreatta era il Ministro di uno Stato che era per definizione il proprietario della Banca stessa e decideva sovranamente la quantità di moneta da immettere nell’economia attraverso la spesa pubblica!
Benissimo, possiamo leggervi due passaggi fondamentali.
Il primo è che se ne fotterono ampiamente della sovranità del popolo.
Il secondo è che regalarono la nostra istituzione Banca della Nazione a una serie di banche private facenti gli interessi di pochi privati.
Penso che non accenderò la tele o che guarderò uomini e donne (che è tra le altre, diventato uomini e uomini, quindi non lo guarderò a meno che non sia quello degli anziani o maturi, dove di solito posso farmi quattro risate) così mi evito la nausea.
Che dire, il male non si augura a nessuno, diciamo che ci sarebbero delle aspettative nei riguardi anche di (metto i primi che mi vengono in mente eh) : Napolitano, Prodi, Draghi, Amato e il supersparacazzateatomicoatradimento, il nostro beneamatissimo (come la beneamatissima minchia) Scalfari (il DNA fascista non si scrosta in nessun modo 'geniu).
Tutti pronti a tradire il popolo italiano e soprattutto le sue classi più deboli per dare una sistematina alla propria posizione sociale (la Storia e uno sciacquone vi seppellirà).
In tempo di guerra i traditori si mettevano al muro, in tempo di guerra economica si dovrebbe metterli nel cesso.
martedì 23 agosto 2016
I have a dream
Il livello di propaganda eurista inizia a farsi stomachevole.
Questo significa che la teoria inizia a presentare una notevole discrepanza con la realtà.
Tre pinguini in parata da una portaerei e una fiction (lo dice la parola, una finzione, un passato ricostruito e riarrangato, un revisionismo storico edulcorato per menti diabetiche) in prima serata (che non son riuscito a guardare neppure per indicarne le sicure e mostruose falle metodologiche e logiche per sopravvenuta nausea) conditi da un contorno di richiami dalla carta stampata, non credo riusciranno a dissimulare la portata del fallimento di questa Europa.
Anche se non dobbiamo mai dimenticarci che potrà esserci cambiamento se, e solo se, Laggente si "sveglierà" da questo distopico fogno.
(che poi uno si chiede: "Ma perché ai neri d'America è "toccato" uno come M.L. King, e a "noi" uno come A. Spinelli?". Destino crudele)
Questo significa che la teoria inizia a presentare una notevole discrepanza con la realtà.
Tre pinguini in parata da una portaerei e una fiction (lo dice la parola, una finzione, un passato ricostruito e riarrangato, un revisionismo storico edulcorato per menti diabetiche) in prima serata (che non son riuscito a guardare neppure per indicarne le sicure e mostruose falle metodologiche e logiche per sopravvenuta nausea) conditi da un contorno di richiami dalla carta stampata, non credo riusciranno a dissimulare la portata del fallimento di questa Europa.
Anche se non dobbiamo mai dimenticarci che potrà esserci cambiamento se, e solo se, Laggente si "sveglierà" da questo distopico fogno.
(che poi uno si chiede: "Ma perché ai neri d'America è "toccato" uno come M.L. King, e a "noi" uno come A. Spinelli?". Destino crudele)
domenica 10 luglio 2016
Il liberismo col culo degli altri
Si dovrebbe lasciare i liberisti alla mercè di se stessi spiegando per bene alle persone (o spiegando alle persone per bene) da dove derivi il crollo del sistema e la relativa miseria che ne consegue.
Poi ci si dovrebbe mettere alla finestra a osservare lo spettacolo delle teste che volano o dei linciaggi nelle piazze.
Certo che lo so che non è un pensiero illuminato, e neppure molto civile. Ma a volte potrebbe essere l'unico modo per "spiegare" a chi ci dirige che anche i poveri hanno una dignità che va rispettata.
Il sistema bancario dovrebbe essere lasciato al destino cui i liberisti hanno lasciato il resto del sistema sociale, quello del Laissez faire.
Come? Il sistema imploderebbe su se stesso per mancanza di liquidità? Bene, così finalmente qualcuno dovrà spiegare, giusto un attimo prima di essere appeso da qualche parte, come, dove e perché il sistema sia venuto a trovarsi in queste condizioni nonostante la grande maggioranza delle persone si dia da fare tutti i santi giorni lavorando da mattina a sera fino a diventare nevrotica.
E non sarà più possibile inventarsi capri espiatori.
Bisognerà che spieghino che fine abbia fatto tutta la ricchezza prodotta in questi ultimi anni.
E invece, come al solito ci saranno i salvataggi di Stato (che significa che dopo averci resi tutti più poveri e loro più ricchi, ci toccherà ancora per l'ennesima volta darci ampiamente da fare per chiudere le falle che han creato).
Ma, sotto un certo punto di vista, verrebbe da farsi scivolare tutto da dosso vista la stupidità cui i molti si pongono al riguardo. Di tutto quello che si cerca di fare, alle "persone normali", non frega un beato cazzo a nessuno.
Probabilmente perché molto ipocritamente hanno già inteso che la soluzione sarà; l'importazione di un grande numero di "rifugiati" cui aspetta un futuro da schiavetti a lavorare per quattro euro senza avere alcun diritto reale per se e per le proprie progenie (invece nominalmente tutti i diritti immaginabili e inarrivabili, come quello di ordinare un figlio tramite utero altrui).
Questa massa di disperati sosterrà il sistema svolgendo tutte quelle mansioni pericolose per la propria icolumità e dannose a livello della propria salute.
Tra un po renderanno privata la sanità e il sistema pensionistico e tutto si ridurrà a stare di quà o stare di là.
Già ora negli Stati Uniti è iniziata la dicotomia della società; da una parte chi ha i capitali e le forze di polizia e dall'altra i poveracci che cercano di sopravvivere (sempre che non li ammazzino come cani per strada) e con la classe media che pavidamente preferirà impoverirsi in cambio della difesa di quel poco di proprietà privata che gli resterà.
Ipocritamente perché sanno benissimo che queste masse di clandestini, com'è giusto che si chiamino, arrivano da noi per fare concorrenza alla nostra classe lavoratrice, ma ammantano tutto con arcobaleni, crisi umanitarie e diritti "cosmetici".
L'Inghilterra si è sfilata e la Germania con gli alleati del "nord" non si lascerà scappare l'occasione di diventare la potenza egemone continentale -- Francia volente o nolente -- e infatti si intensificano le voci che chiedono quanto prima una polizia e un esercito europeo sovranazionale che sarà completamente al di fuori di qualsiasi processo democratico.
Il tutto condito con salsa di dominio di classe, e cioè; ci sfidiamo tra nazioni a livello di elites, ma contro tutte le classi inferiori indipendentemente da dove esse si trovino.
E la sinistra in Italia si accollerà la responsabilità storica della devastazione finale della nostra cultura e spero che ne resti stritolata.
p.s. (ero talmente nauseato che non avevo corretto)
Poi ci si dovrebbe mettere alla finestra a osservare lo spettacolo delle teste che volano o dei linciaggi nelle piazze.
Certo che lo so che non è un pensiero illuminato, e neppure molto civile. Ma a volte potrebbe essere l'unico modo per "spiegare" a chi ci dirige che anche i poveri hanno una dignità che va rispettata.
Il sistema bancario dovrebbe essere lasciato al destino cui i liberisti hanno lasciato il resto del sistema sociale, quello del Laissez faire.
Come? Il sistema imploderebbe su se stesso per mancanza di liquidità? Bene, così finalmente qualcuno dovrà spiegare, giusto un attimo prima di essere appeso da qualche parte, come, dove e perché il sistema sia venuto a trovarsi in queste condizioni nonostante la grande maggioranza delle persone si dia da fare tutti i santi giorni lavorando da mattina a sera fino a diventare nevrotica.
E non sarà più possibile inventarsi capri espiatori.
Bisognerà che spieghino che fine abbia fatto tutta la ricchezza prodotta in questi ultimi anni.
E invece, come al solito ci saranno i salvataggi di Stato (che significa che dopo averci resi tutti più poveri e loro più ricchi, ci toccherà ancora per l'ennesima volta darci ampiamente da fare per chiudere le falle che han creato).
Ma, sotto un certo punto di vista, verrebbe da farsi scivolare tutto da dosso vista la stupidità cui i molti si pongono al riguardo. Di tutto quello che si cerca di fare, alle "persone normali", non frega un beato cazzo a nessuno.
Probabilmente perché molto ipocritamente hanno già inteso che la soluzione sarà; l'importazione di un grande numero di "rifugiati" cui aspetta un futuro da schiavetti a lavorare per quattro euro senza avere alcun diritto reale per se e per le proprie progenie (invece nominalmente tutti i diritti immaginabili e inarrivabili, come quello di ordinare un figlio tramite utero altrui).
Questa massa di disperati sosterrà il sistema svolgendo tutte quelle mansioni pericolose per la propria icolumità e dannose a livello della propria salute.
Tra un po renderanno privata la sanità e il sistema pensionistico e tutto si ridurrà a stare di quà o stare di là.
Già ora negli Stati Uniti è iniziata la dicotomia della società; da una parte chi ha i capitali e le forze di polizia e dall'altra i poveracci che cercano di sopravvivere (sempre che non li ammazzino come cani per strada) e con la classe media che pavidamente preferirà impoverirsi in cambio della difesa di quel poco di proprietà privata che gli resterà.
Ipocritamente perché sanno benissimo che queste masse di clandestini, com'è giusto che si chiamino, arrivano da noi per fare concorrenza alla nostra classe lavoratrice, ma ammantano tutto con arcobaleni, crisi umanitarie e diritti "cosmetici".
L'Inghilterra si è sfilata e la Germania con gli alleati del "nord" non si lascerà scappare l'occasione di diventare la potenza egemone continentale -- Francia volente o nolente -- e infatti si intensificano le voci che chiedono quanto prima una polizia e un esercito europeo sovranazionale che sarà completamente al di fuori di qualsiasi processo democratico.
Il tutto condito con salsa di dominio di classe, e cioè; ci sfidiamo tra nazioni a livello di elites, ma contro tutte le classi inferiori indipendentemente da dove esse si trovino.
E la sinistra in Italia si accollerà la responsabilità storica della devastazione finale della nostra cultura e spero che ne resti stritolata.
p.s. (ero talmente nauseato che non avevo corretto)
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