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giovedì 8 dicembre 2016

Francesco

Papa Francesco: Prego per le famiglie, i disoccupati e i bimbi soli.

Allora, buona cosa è pregare per le famiglie, specie di questi tempi dove la famiglia sta perdendo la propria identità e sta diventando qualsiasi cosa abbia la residenza e l'ammore come base fondativa (presto ci saranno famiglie di specie  diverse; uomo/cane uomo/cavallo e via di sto passo -- anche se è difficile credere che Dio gli abbia sussurrato queste nuove direttive...).

Per i bimbi soli è buonissima cosa, anche se credo il riferimento sia a quei bambini che hanno perso i loro genitori nelle continue guerre che devastano il pianeta e che traggono il senso della loro devastazione dai principi fondanti la nuova religione globale: libera circolazione dei capitali, delle merci, e delle risorse umane. In parole povere; il Libero Mercato.
Strano che Dio non gli abbia spiegato questa, seppur difficile a comprendere, correlazione.

Ma Francesco....dai, per la disoccupazione non serve nessuna rivelazione divina. Qualsiasi economista che abbia un minimo di etica e di empatia verso il prossimo potrebbe spiegarti che sarebbe possibile eliminare la disoccupazione involontaria attuando delle politiche appropriate.
E se dovesse esserci un pò di inflazione, pazienza, vorrà dire che i rentièr, al posto di stare tutto il giorno a pippare cocaina, torneranno a fare qualcosa, qualsiasi cosa basta non sia cosa dannosa per la società. Sarebbero due miglioramenti netti del sistema sociale, come sul dirsi; due piccioni con una fava.

Quindi al posto di pregare, parla con i regnanti e fai pesare l'importanza della tua carica, ok?
In tal caso avresti tutta il popolo terreno dalla tua parte, e la Chiesa potrebbe tornare ad essere un faro per l'esistenza dell'umano.

In fede Sandro

sabato 5 novembre 2016

Lo spunk, questo sconosciuto (LOL)




(...)Per quel che riguarda le classi d'età i dati sono impressionanti. Mentre tutte quelle fino ai 65 anni danno un vantaggio nettissimo per il NO, con uno scarto minimo di 5 punti tra i 55 e i 64 anni, ed uno massimo di 18 punti tra i 45 ed i 54 anni; dai 65 anni in su il risultato si rovescia, con uno scarto a favore del SI' di ben 19 punti. (...)

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Ora, non so bene come dirlo o sotto quale voce lo si voglia denominare. Non vogliamo chiamarlo "problema generazionale"?, ok.
Vogliamo chiamarlo Spunk? ok, finalmente Pippicalzelunghe si metterà l'anima in pace e non dovrà più girovagare alla sua ricerca; è quì in Italia lo Spunk! 
Qualcuno la avvisi, mi raccomando, e penso debbano farlo coloro che hanno un problema ad accettare che esista un problema, e se non vogliono proprio chiamare Huston, almeno avvisino Pippi!

E se qualcuno non lo avesse ancora capito, il 40% alle europee deriva da questo Spunk.



martedì 18 ottobre 2016

Problema generazionale? Ma vaaaa!?

Fin troppo facile farne un post

C'è un paragrafo dedicato a chi tra giovani e anziani sta pagando il prezzo più alto a livello di povertà! (e chi l'avrebbe mai detto?! LOL)

Il prossimo post mappazzone che farò sarà proprio per spiegare come mai la questione generazionale non è una falsa questione, e che è seconda solo al problema globale dell'imperialismo anglofono di stampo classista.

Dico solo che se tu intraprendi un certo percorso, e sai benissimo che ti verranno richiesti, anzi, imposti certi "parametri" economici e tu, appena dopo aver scelto di percorrere quella strada, ti getti anima e corpo a peggiorare quei "parametri" ben sapendo che un domani saranno una palla al piede per chi dovrà sostenere il Paese...allora il problema generazionale...esiste (e non ci sarà nessun intellettuale capace di rigirare questa brutta frittata. Che poi non si debbano fare processi di Norimberga, questa è un'altra storia. Ma potremmo fare una cosa simile al Sudafrica dell'Aparthaid :)

sabato 8 ottobre 2016

Le supercazzole di Youth Forum

Fantastico, ascoltare giornalisti rincoglioniti che trasmettono programmi rincoglioniti per ascoltatori rincoglioniti.
Ascoltatevi lo scambio che è avvenuto a Manuale d'Europa questa mattina; qui il podcast!
La parte fantasticastupendameravigliosasublime è dal minuto 16.00

La questione è che l'UE sta cercando di "comprarsi" la benevolenza dei ggiovini europei con degli "spicci", che nella fattispecie è un biglietto gratis tramite ferrovie della durata di circa un mese per poter girare l'Europa aggratisse ( e aggiungo io, per quei ggiovini che naturalmente lo possono, e per dare un po i respiro a quei trasporti su ferro che probabilmente stanno per fallire).

Si parla di unmiliardoemezzodieuri.

Ad un certo punto intervistano Alfonso Aliberti, segretario dello Youth Forum che raggruppa a Bruxelles un centinaio di associazioni giovanili, che dice molto chiaramente che avrebbero preferito che quei soldi fossero stati investiti in politiche occupazionali di qualità! 
E dice proprio queste testuali parole.

La risposta (?) della giornalista (?) è FANTASTICA!!! (e la paghiamo noi)

Avevo scritto un POST su questa deformazione mentale, che con cifre da capogiro colpisce quelli del piùeuropa,  che cade a fagiuolo.

Ok, il titolo è fuorviante; le supercazzole sarebbero quelle che ha in testa la conduttrice e che hanno trasformato le centratissime parole di Aliberti in supercazzole incomprensibili...forse sottointendo troppo...

sabato 1 ottobre 2016

Coito ergo sum

Transgender denuncia negoziante di articoli elettrici: andato per comprare una spina, si sente chiedere; "Maschio o femmina?".

La commissione europea alle pari opportunità ha in studio il cambio di definizione: Dante -- ricevente.

L'SNDA (Società Nazionale Dante Alighieri) di Firenze insorge: "Scandaloso usare il nome del Sommo poeta per definire una spina elettrica!".
La commissione europea ci bacchetta: "Gli italiani non meritano di parlare l'Italiano. Facciano come i tedeschi!".

La Boldrini tuona: "Discriminazioni sessuali creano tensione nella società, serve una messa a terra!".

Per cercare di eliminare discriminazioni sessuali, la commissione europea ha allo studio una spina con un perno e un foro (dante ricevente) detta spina gay, e una solo con fori ma dotata di un gadget con due cilindretti da usare all'occorrenza (ricevente con gadget) detta spina lesbo.

Si accettano consigli idee e soluzioni per spina trans.

venerdì 16 settembre 2016

Uno in meno

E' schiattato uno dei figli SFondatori della nostra nazione (oltre ad essere figli di p....).
Va ad aggiungersi a quelli che per fortuna ci hanno già lasciato; Andreatta, Padoa Schioppa  e molti altri.

Questo l'ho preso al volo digitando; divorzio tesoro banca d'Italia.

Nel 1981 Andreatta, ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero insensato. Provate ad immaginarvi un imprenditore che, improvvisamente uscito di senno, decidesse di andare presso la Banca con cui ha stipulato un contratto di fido per chiedere la riduzione del fido stesso, peraltro subordinandola all’insindacabile giudizio della Banca. Ebbene Andreatta ha fatto esattamente questo!
Anzi la realtà è pure peggiore: l’imprenditore di solito non è anche il proprietario della Banca a cui chiede il credito, mentre nel 1981 Andreatta era il Ministro di uno Stato che era per definizione il proprietario della Banca stessa e decideva sovranamente la quantità di moneta da immettere nell’economia attraverso la spesa pubblica!



Benissimo, possiamo leggervi due passaggi fondamentali.
Il primo è che se ne fotterono ampiamente della sovranità del popolo.
Il secondo è che regalarono la nostra istituzione Banca della Nazione a una serie di banche private facenti gli interessi di pochi privati.

Penso che non accenderò la tele o che guarderò uomini e donne (che è tra le altre, diventato uomini e uomini, quindi non lo guarderò a meno che non sia quello degli anziani o maturi, dove di solito posso farmi quattro risate) così mi evito la nausea.

Che dire, il male non si augura a nessuno, diciamo che ci sarebbero delle aspettative nei riguardi anche di (metto i primi che mi vengono in mente eh) : Napolitano, Prodi, Draghi, Amato e il supersparacazzateatomicoatradimento, il nostro beneamatissimo (come la beneamatissima minchia) Scalfari (il DNA fascista non si scrosta in nessun modo 'geniu).
Tutti pronti a tradire il popolo italiano e soprattutto le sue classi più deboli per dare una sistematina alla propria posizione sociale (la Storia e uno sciacquone vi seppellirà).

In tempo di guerra i traditori si mettevano al muro, in tempo di guerra economica si dovrebbe metterli nel cesso.


domenica 31 luglio 2016

Keynes for the dummies

Riposto, riveduto e corretto, un vecchio post.
Alcuni di quelli che frequentano il blog lo troveranno scontato e risaputo, ma altri che leggono provengono da altre posizioni e credo che possa aiutare ad avere un'idea di economia.
                                                     °°°°°°°°°°°°°°°°°

Anzituttoprimaditutto (come dice il piccolo Savoia) per spiegare Keynes ai dummies bisogna esserlo.
Bagnai non lo è abbastanza e forse i dummies non riescono a coglierne l'essenza del concetto tramite equazioni e complessi ragionamenti generali.
Il punto centrale del ragionamento, il fulcro verrebbe da dire, è quello delle buche. Si, quello che i libberisti  (col culo degli altri) tanto si divertono a dileggiare senza averci capito una beneamatissima minchia. Primo perché non hanno mai letto La Teoria Generale, secondo perché anche se l'hanno letta non ci hanno capito la beneamatissima di cui sopra.

Un sistema,sociale per reggere deve essere anzitutto sostenibile, deve cioè sostanzialmente soddisfare i bisogni primari che sono; bere, mangiare, avere vestiti adeguati al clima, avere un rifugio per ripararsi dai pericoli e dalle intemperie e riposare l'organismo, e mezzi di trasporto per poter distribuire questi beni necessari.
Una volta soddisfatti questi bisogni essenziali tutto il resto è superfluo dal punto di vista della sostenibilità.
Se noi valutiamo il sistema in quanto tale e tralasciamo le diverse pulsioni umane (che rientrano in altri ambiti di osservazione; culturale, genetico, psicologico etc etc) un sistema sociale regge tranquillamente soddisfando quei pochi e miseri  bisogni.
Allo stato attuale della tecnica, così a spanne, credo che per soddisfare tali bisogni possa bastare un terzo delle persone in età di occupazione.
Addirittura, se standardizzassimo tutto ciò che è prodotto artificialmente (ma ad oggi abbiamo raggiunto un tale livello scientifico che abbiamo standardizzato anche ciò che viene prodotto dalla natura), dall'abbigliamento, alle abitazioni e tutto ciò che contengono, i mezzi di produzione e trasporto credo che il numero delle persone occupate scenderebbe tranquillamente ad un quarto o anche meno.

Ora, rimaniamo strettamente in ambito economico nell'accezione di: "(...) organizzazione dell'utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) quando attuata al fine di soddisfare al meglio i bisogni individuali o collettivi, (...) " e dimentichiamoci per un attimo le pulsioni umane e certa metafisica; al posto di lavorare quaranta ore la settimana, facendo a rotazione, ne lavoreremmo probabilmente dieci; da un punto di vista sostanziale ci gratteremmo per lunghe giornate (il paradiso dei comunisti) e potremmo diventare tutti filosofi alla Catalano per passare il tempo: "E' meglio vivere tanto e bene, che poco e male!".
Ma anche: "E' meglio guadagnare più denaro e abbondare, che guadagnarne poco e vivere nell'insufficienza!".
Ehi, ferma un attimo; i soldi non ci sono, non servono. Lavorando a rotazione e con l'attuale livello di tecnica abbiamo soddisfatto le esigenze primarie con scarso impegno di tempo e fatica.
Ma allora a cosa servono i soldi? Semplice, a soddisfare il superfluo. Servono cioè a soddisfare il nostro ego e le nostre pulsioni, passioni e piaceri.

Quindi potremmo avere un sistema decisamente pianificato, quello che produce cibo indumenti abitazioni etc etc, che soddisfa i bisogni sostanziali, che è molto efficiente e dove al posto del denaro basterebbe una card dove risulta che le dieci ore settimanali (cifra messi li ad occhio) standard sono state svolte e ottenere l'essenziale per sopravvivere.
Ma all'uomo sopravvivere non basta, la sua peculiarità, la sua "natura" e il suo senso di conoscenza lo spingono a fare, pensare, provare, capire (ma anche giocare, baciare, lettera e testamento).
Così ha "scoperto" il fuoco, la ruota, la bellezza e la qualità. Tutte cose difficili e/o pericolose, che richiedono dispendio di energie e di salute ma che innescano forti desideri.
Ecco, i soldi rappresentano i nostri desideri.
E infatti, paradossalmente, i beni essenziali sono quelli che valgono meno (anche una casa essenziale costerebbe relativamente poco) tanto è vero che il settore primario deve sempre essere sovvenzionato istituzionalmente per gli investimenti, altrimenti crollerebbe sotto il peso della stupidità (eh si, dato che stupidità significa restare stupiti, ecco che l'umano riversa le sue energie nelle cose che lo stupiscono, e spesso instupidiscono, e si "dimentica" di ciò che è fondamentale).
Così le istituzioni DEVONO intervenire per sopperire alla stupidità del libero mercato (ma questa è in parte una divagazione).

L'importante è aver capito che un sistema potrebbe soddisfare il necessario facendo lavorare poche persone, e non servirebbero neppure i soldi in quanto quelle poche esigenze sarebbero facilmente soddisfatte.
Se torniamo indietro nel tempo invece servivano molte più persone per produrre il necessario. E via via che risaliamo la storia, la maggioranza delle persone era occupata a produrre l'occorrente. Ma anche questa affermazione è in parte errata.
Infatti già all'epoca dei Faraoni una parte del popolo si "trastullava cazzeggiando" attorno a dei grandi cubi di pietra accumulandoli uno sull'altro e facendone delle piramidi giganti.
Pensa che spreco; non le fecero nè per il turismo e nè per produrre qualcosa.

Attenzione, ci siamo: al posto di scavare buche e ricolmarle, staccavano massi enormi dalle montagne, li trasportavano su barconi e li impilavano uno sull'altro con un dispiego di energia che risulta ancora oggi di difficile comprensione e per cosa? Ne avevano un ritorno in qualche bene essenziale per il sostentamento?.
No, erano tombe. Un dispiego enorme di energia per erigere degli immensi soprammobili.
E' un tempo troppo lontano? quasi incomprensibile?
Ok, allora andiamo nel sedicesimo secolo.
Una delle monarchie dell'epoca, la Spagna, "scopre le Indie" e assieme ad esse patate, pomodori e poco altro...ah si, un metallo molliccio ma che possiede proprietà quasi uniche: l'oro.
Un gran bel metallo, mantiene quasi inalterate le sue proprietà, non si ossida e una volta strofinato splende come il sole. Non serve quasi a un cazzo; non puoi farci armi, niente a cui serva un minimo di rigidità e durezza, e non è commestibile.
Ci puoi placcare i denti...qualche altra cosuccia da attaccare alle orecchie o al collo...e altre cazzate del genere (non esistevano ancora i microcircuiti).
Eppure per quel metallo quasi inutile (se vogliamo dirla tutta, oggi sappiamo che assieme ad altre "pietre preziose", l'oro e pochi altri metalli,  si sono formati milioni e milioni di anni fa per lo scatenarsi di energie difficilmente misurabili immaginabili e sicuramente irripetibili). Sarà quel che sarà, ma se togliamo la mistica e la metafisica, a livello economico (nell'accezione di cui sopra) l'oro è un dispiego di energie poco comprensibile. Infatti è stato calcolato che non ha ripagato tutti gli investimenti fatti.
Eppure il solo pensiero di poterne possederne anche solo una piccola quantità, smuove la gente a "fare"!
Cosa è cambiato a livello di sostenibilità del sistema Spagna? Una blasonatissima M....

Ripeto: se togliamo la mistica e la metafisica l'oro serve a ben poche cose e quasi tutte superflue.
Il fatto che la gente vada fuori di biella per averlo non è un punto strutturale a livello strettamente economico. La credenza che fosse il metallo divino per eccellenza risale a ...mila anni fa e andrebbe ascritto sotto alla voce "folklore pop".
Io sono rimasto allibbito (co' due bbi) quando qualche anno addietro, cercando di capirci qualcosa sotto la voce economia, ho scoperto che il sistema aureo era in "voga" poco tempo fa., e questo significa che ancora pochi decenni orsono si dava fondamentale importanza a quanto oro detenesse una nazione..
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Ma torniamo all'economia delle buche: Keynes, in buona sostanza, dice che nel momento in cui una crisi rallenti il processo economico innescando una dinamica deflattiva (cioè un abbassamento dei prezzi al consumo), e non importa se reale o nominale, tanto nel medio periodo la dinamica deflattiva risulterà comunque reale, l'unico agente che possa intervenire nel processo economico invertendone il ciclo (in questo caso deflattivo. ma lo stesso può valere anche in un ciclo inflattivo ma invertendone l'azione, cioè drenando liquidità) è lo Stato Sovrano attraverso la propria Banca Centrale (B.C.)
Il motivo è facilmente comprensibile; nessun privato, neppure una S.P.A o altra società a responsabilità limitata, è disposto a investire capitali in un ciclo economico che distrugge ricchezza.
Solo lo Stato attraverso la propria B.C. può immettere liquidità nel sistema facendo in modo che questa venga spesa (infatti tutti i tentativi della BCE di immettere liquidità nel sistema sono falliti miseramente -- per noi -- perché in base ai trattati la BCE non può intervenire con spesa diretta e neppure all'acquisto di titoli -- ma a questo proposito la questione è un pò più incasinata).

A mò di provocazione Keynes usa gli investimenti che, alla sua epoca, il governo inglese impegnava nelle imprese che scavavano buche in giro per il mondo alla ricerca di oro come pietra di paragone per dimostrare che sarebbe la stessa cosa, a livello di sostenibilità, se fossero stati impegnati nello scavare buche per poi ricolmarle.
Addirittura lo stato potrebbe lanciarli per davvero dall'elicottero e il risultato a livello economico nel breve periodo sarebbe sempre lo stesso (non a livello sociale dato che la gente si scannerebbe per strada).
E c'è un motivo specifico; in una economia equilibrata, cioè nè lasciata libera a se stessa nè controllata ossessivamente, per ogni euro immesso nel sistema economico, alla fine dei conti, cioè misurando il PIL alla fine dell'anno, questo euro risulterà essere diventato un euro virgola qualcosa. Dipende, questo virgola qualcosa, dalle condizioni di quel sistema economico.
Ma ciò che conta è che avrà invertito il ciclo economico depressivo. Questo è quello che "molto semplicemente" dovrebbe fare il ministro dell'economia (quando può farlo, cioè con una BC a disposizione della nazione).
Questo per dire cosa?
Per dire che se ci riflettiamo solo un attimo potremmo renderci conto che la disoccupazione potrebbe essere realmente combattuta e vinta, e rimarrebbero disoccupati solamente coloro che proprio non hanno nessuna intenzione di lavorare.
Ma, cosa ancor più importante, tutti potrebbero avere un reddito col quale poter condurre una vita dignitosa per se stessi e per la loro famiglia.

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Se c'è tutta questa disoccupazione non è certo per i motivi che ci hanno raccontato per tutti questi decenni, e ora l'ho capito molto bene.
Ma è solo per scelte politiche, le quali hanno un unico scopo: impoverire tanti per arricchire pochi.

SONO SCELTE POLITICHE! NON C'E' NESSUN IMPEDIMENTO DI QUALSIVOGLIA MOTIVO TECNICO, PUNTO! (e se non credete a me potete sempre approfondire da qualcuno che ne sa  QUI)

A voi sembra poco? Cazzarola, più chiaro di così acceca.
Una Nazione che ha Sovranità può  tranquillamente raggiungere la piena occupazione se solo lo volesse (e potrebbe farlo in un modo più intelligente che non scavando oro  -- per esempio noi abbiamo un territorio devastato).

Ecco un Dummies cosa ha capito qualcosa di Keynes.

sabato 28 maggio 2016

Quanto è Italia questa Italia?

Negli ultimi sette giorni ho ricevuto due terzi di visite dall'estero (delle quali quasi la metà dalla Polonia) e un terzo dall'Italia.
Certo, magari siamo sotto esami e impazzano le tesine, ok.
Ma la considerazione generale, visto questi dati, non è che sia solo un punto marginale dovuto al fatto che altrove ci studiano.

E' proprio questo il punto; altrove stanno studiando un passaggio vitale e fondamentale della nostra storia nazionale che è soprattutto la via che va intrapresa da chi ha la volontà di ottenere o mantenere una sovranità .
Cosa che pare non succeda qui da noi!
Senza rendermene bene conto ho dato un titolo al blog indissolubilmente legato alla nostra emancipazione dalle ingerenza estere.

E' chiaro questo punto?
Qui da noi si ha la tendenza a "dimenticare" ciò che siamo a favore di ciò che sono gli altri.
Vi sembra un punto marginale?

E allora non lamentatevi se continuano a tagliarvi i servizi e le pensioni.

giovedì 12 maggio 2016

Pijamoce stu Caffè

(...) le radici di una posizione cui Caffè restò fedele per tutta la vita. «Nel mio giudizio - egli affermava nel 1977 - gran parte dei mali economici del presente è da attribuire al mancato impiego di ragionevoli, circoscritti e selettivi controlli diretti; il che porta ad affidare soltanto ai “prezzi di mercato” una funzione di razionamento, resa spesso iniqua da una distribuzione del reddito e della ricchezza accentuatamente sperequata» (14).

A me pare che l'iniquità della distribuzione del reddito, Federico (mi permetto perché credo che avrei avuto ammirazione e convergenza d'idee) la faccia propria nel contesto di un punto di vista che "accetta" come un dato di fatto, modificabile ma non giudicabile a priori per uno stravolgimento dello stesso in base a visioni ontologiche assolute, il dato storico.

Infatti parla di ragionevoli, circoscritti e selettivi controlli diretti.
E questo perché, da persona intuitiva,intelligente e pragmatica, si confrontava con la realtà e non solamente con l'astrazione ontologica, puntoesclamativoacapo.

Al mio caro amico Baz'.

giovedì 5 maggio 2016

La cura della cultura (filosofia e/o costituzione. cit)

Chi vuol comprendere un testo (o un concetto. nota mia) è inanzi tutto disposto a farsi dire qualcosa da esso: una conoscenza ermeneuticamente educata deve pertanto essere sin dall'inizio sensibile all'"alterità del testo".
Una tale sensibilità non presuppone però ne una obiettività neutrale, ne tantomeno un oblio di sé, ma include e tematizza l'acquisizione dei propri presupposti e pregiudizi.  (H. G. Gadamer)

                                                                           °
(...) La questione ora vista (interpretazione dei trattati internazionali) deriva in realtà da uno dei problemi  più indagati dalla teoria generale del diritto. Sul quale si sono cimentati non solo i più illustri filosofi del diritto italiano (Betti, Calcaterra, Bobbio), ma che è stato decisivamente indagato dai pensatori tedeschi.
Con conclusioni interessantissime, che partono da Aristotele, Cicerone, Ulpiano, e Leibniz (per citarne alcuni) e sono culminate nel concetto di "precomprensione", intesa come "anticipazione del senso dell'interpretazione anteriore, cioè pregiudiziale alla stessa lettura del dato informativo.
Il concetto di precomprensione lo dobbiamo, in particolare a Gadamer, e, per alcune rielaborazioni a Wittengstein, e a Viehweh.

(...) L'interpretazione in quanto tale non è mai un fine ultimo. Si interpreta al fine di comprendere. Ma a sua volta il comprendere, a differenza del conoscere puro e semplice, ha un carattere pratico, cosicchè esso porta in se le ragioni per ci si vuol comprendere. Anzi, queste ragioni precedono il comprendere e contribuiscono a determinare e orientare la precomprensione.
L'interpretazione come attività acquista un senso proprio perché avviene all'interno di una preliminare comprensione, che è il vero e proprio luogo del senso. Di conseguenza la precompresione precede e condiziona l'interpretazione, che a sua volta la sviluppa, la corregge e la libera dai fraintendimenti. (...)

Viehweg, nella sua fondamentale opera, "Topica e giurisprudenza", aggiunge poi un tassello importante che ci fa capire come "l'anticipazione pregiudiziale del senso" delle norme, discendendo da un condizionamento politico, psicologico, sociale -- inteso come riflesso degli assetti dominanti sulle "ragioni del comprendere del singolo interprete --  sia particolarmente pericolosa, in quanto l'interpretazione giuridica, cioè delle norme, è al fondo collegata ad un problema perenne che è quello della giustizia. 

L. B. Caracciolo
                                                                                                  (non è "roba" mia!)

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Ora, due banali considerazioni.
La prima è che la lettura della costituzione non è la lettura di "carta straccia" o di "vecchi arnesi arrugginiti".
E', al contrario, quanto di più importante oggi abbia l'essere umano inserito in un contesto sociale! L'unica cosa che avrebbe il potere di emanciparlo dalle forze determinanti la sua esistenza.
E' filosofia manifesta e "attrezzo" intellettivo insuperabile nelle mani dell'uomo che esercita una delle cose più importanti che ha: IL LIBERO ARBITRIO (se è stato capace di preservarlo e tenerlo pulito dall'ammasso di ciarpame ideologico e di ipocrita politica cui tutti i giorni siamo sottoposti).

La seconda è che quella precomprensione di cui si parla sopra è oramai diventata dilagante ad ogni livello di rapporto sociale  determinando l'atteggiamento e le scelte che le persone compiono anche in situazioni che dovrebbero rimanerne immuni quali la cultura in ogni sua accezione, e mina alla base l'unico esercizio che porta sulla strada della Libertà; il libero arbitrio.

Ieri mi ha fatto capire cosa è la Libertà, e l'ho capito (stamattina) osservando (ieri) persone (meno una) che ne erano agli antipodi e che hanno sistematicamente applicato la precompensione alla realtà che li circondava agendo "telecomandati" da "forze" che li guidavano in "automatico", senza applicare nemmeno per un misero secondo l'unica cosa che li emanciperebbe anche dalla propria parte ontica: la possibilità di scegliere. Vedere una persona (e non intendo me) che nonostante il tentativo di portare argomentazioni attinenti e circostanziate veniva sovrastata da un improvviso rush ideologico, subalterno e ignorante (nel senso che ignora) è stata un'immagine del massimo significato, soprattutto perché a fine serata avevo la corteccia d'oca al cervello (per cui le ringrazio e ringrazio infinitamente anche la loro inconsapevolezza).

La Libertà è esercitare la propria possibilità di scelta senza lasciarsi "portare altrove" dalle forze "meccaniche" e deterministiche che agiscono attorno a noi, e si chiama: Libero Arbitrio.

Non intendo fare l'elogio della Libertà, non è un qualcosa di assoluto, oppure qualcosa che sicuramente porta bene, felicità e sciallo, non sono queste le sue prerogative. Sotto un certo punto di vista è una cosa come un'altra, sotto altri punti di vista è ingombrante, pesante e faticosa. Eh si.

Ma dal punto di vista ontologico è....un Universo intero.

(Non dimenticherò mai questa mattinata)


martedì 12 aprile 2016

Il minestrone dell'austerità

Ma se abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità (e ben inteso lo avremmo fatto (?) noi, mica i ggiovini), e se dobbiamo tornare ad assaporare la durezza del vivere (from Padoa Schioppa to ggiovini and proletarian poors) allora sarebbe perfetto uscire dall'euro no?!

Con la "liretta" dove andremmo? Da nessuna parte ci dicono, quindi ce ne stiamo a casa e viviamo al di sotto delle nostre possibilità.
E sempre con la "liretta" non potremmo certo permetterci di sguazzare nel petrolio e nelle materie prime no?! Quindi durezza del vivere saltami addosso e fanne ciò che vuoi della mia pessima amoralità che vorrebbe vivere dignitosamente e il più a lungo possibile.
Ma con l'austerità viviamo più a lungo o no?
E/o, viviamo più dignitosamente o no?
A me pare che su entrambi gli aspetti non sia come ce la vorrebbero far sembrare...

Mentre butto giù 'sto post (e sappiate che mi costa sempre tanta fatica, io non sono intellettuale, non sono cioè avvezzo a usare l'intelletto come professione, lo faccio perché c'è grande, profonda e colpevole carenza) sento all'autoradio che il redde rationem inizia ad andare a regime: L'ASPETTATIVA DI VITA INIZIA A CALARE!!!

Certo ci saranno sempre gli imbecilli che diranno che è colpa "d'a'coruzzzzione", oppure della mancanza di una morale IN-TE-GER-RI-MA.
Woouuuaauuuhhh, come li invidio, hanno sempre la risposta in una parola ad ogni problema; o è "'a coruzzzzione", o l'immoralità (pecca tutta italica, secondo loro).
E' una specie di lassativo; "Morale, basta la parola, tattatarattatta!"

Ecco perché mi tocca.

"""" E per la prima volta negli ultimi 10 anni la speranza di vita alla nascita arretra, con un decremento di 0,2 punti per gli uomini (80,1) e 0,3 per le donne (84,7), mentre nelMezzogiorno i valori della speranza di vita si confermano al di sotto della media nazionale. Il rapporto Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo delinea il quadro di un ‘Paese per vecchi’, dove il Pil pro-capite del Sud è la metà rispetto a quello del Nord e dove 2,3 milioni di giovani non studiano e non lavorano. E anche nell’utilizzo di Internet ci confermiamo agli ultimi posti della classifica in Europa: peggio dell’Italia ci sono soltanto Bulgaria e Romania, e pure la diffusione della banda larga nelle famiglie italiane è inferiore alla media dei 28 paesi (78% nel 2014), i valori più elevati si registrano nel nord Europa. """""

Per fortuna ho la testimonianza di chi mi vive vicino sennò sarebbe facile dire; "Ecco che arriva il'loavevodettoìo."

Eh... ma io l'avevo detto pe'ddavero, con buona pace di quelli che rosicano.
Non è difficile arrivarci, se è vero, e non può che esserlo, che noi siamo quello che mangiamo. 
L'unica dato sicuro che sia stato riscontrato su tutti i tumori è la totale mancanza di ossigeno nelle sue cellule. La trasformazione da cellula sana a cellula tumorale avviene per necessità, necessità di sopravvivenza in condizione di mancanza di ossigeno.
Ecco perché i cibi freschi hanno un'importanza fondamentale, anche se dubito che con la frenesia che ha oramai pervaso ogni aspetto della nostra vita sociale (cioè l'economia si occupa di noi 24h24, con buona pace di chi non si occupa di lei) si abbia la possibilità, per tutti, di trovare tempo quotidiano da dedicare alla corretta alimentazione.
Poi ci aggiungiamo l'inquinamento dell'aria dovuto in buona parte alle politiche di trasporto che furono programmate negli anni '50. Politiche che già allora agevolarono la lobby che faceva capo agli Agnelli che scelse (con buona pace di chi: " E' la politica che decide e l'economia segue!") allora l'impostazione del trasporto su gomma; in verità fu una scelta troppo facile vista la conformazione geografica del nostro territorio.
Anche questo passaggio sta a dimostrare che non ci si preoccupa minimamente per le generazioni che verranno.
Il trasporto su gomma ci ha messo in un duplice problema; il primo riguarda la dipendenza della nostra crescita economica da alcuni beni esteri (vedi petrolio p.es.). Il secondo ha dato al gruppo FIAT un potere economico/politico che non ha potuto far altro che distruggere la concorrenza interna indirizzando le scelte che seguirono verso il monopolio di buona parte dell'industria.
Col passaggio dell'ultima globalizzazione, l'unico grande gruppo italiano ha scelto di abbandonare questo paese, dopo averne privatizzato gli utili e condiviso le perdite, verso altri lidi dove la deflazione salariale marcia spedita al rullo del tamburo del libero mercato (tralascio la cifra esorbitante di morti sulle strade e lo scempio del territorio).
E adesso possiamo aggiungerci, tanto per non farci mancare nulla, i tagli alla sanità (informo subito i supermoralisti d'a'coruzzzzione, che la nostra spesa per la sanità è sotto la media dei paesi euro e ocse. Andatevi a vedere i dati.) che qualche defunto lo hanno fatto (sconvolgente è leggere che alcune di queste morti sarebbero dovute avvenire nel biennio antecedente (???), e invece hanno atteso per poi morire due anni dopo. Si sono ostinati a non morire. La tragedia diventa farsa).

Bisognerebbe anche che si mettano d'accordo; o siamo in troppi, e allora va bene che si facciano meno figli ma servirebbero politiche di sostegno alle pensioni, cioè spesa pubblica e allora le politiche di austerità sono una follia, oppure servono più figli e politiche di sostegno alle madri e alle famiglie e allora le politiche di austerità sono una follia.

Eh si, perché si è iniziato a fare meno figli, principalmente per due motivi; il primo è che non esistono politiche al riguardo, se fai figli ti devi anche arrangiare, ma se vuoi vivere dignitosamente, oggi devi avere almeno due redditi, ma se rimani in cinta probabilmente perdi il lavoro, e se non lo perdi poi il bambino non sai a chi mollarlo visto che in tanti non hanno i nonni a disposizione e i nido costano assai. Così piuttosto di vedere la propria famiglia arrancare abbandonata a se stessa, vittima di un patto sociale che è ogni giorno disatteso, ci si concentra esclusivamente sulla propria sopravvivenza o successo sociale e 'n'tuculu anche ai figli.

Il secondo avrebbe a che fare con la capacità umana di emanciparsi dalle libere forze del mercato delle leggi naturali che tanto ci accorciano la vita; fame, freddo, caldo, malattie, sostanze tossiche, radiazioni etc etc. Per esempio è grazie alle conquiste avvenute in campo sanitario, le quali hanno permesso di abbattere drasticamente la mortalità infantile, che è stato possibile mantenere la sostenibilità del sistema pur procreando meno. Tornando al punto primo, certo sarebbero serviti ingenti spese di welfare mirate alle famiglie che procreano piuttosto che usare cifre importanti del nostro PIL per pagare interessi fuori controllo sul nostro debito. 

Tutto il contrario di quello che si sarebbe dovuto fare; più spesa sociale per chi nasce e non pensioni più alte, e ora che la mancanza della spesa verso chi sarebbe dovuto nascere sta mostrando i risultati ecco che il sistema pensionistico crolla. Il nostro sistema pensionistico avrebbe bisogno sia di ricambio generazionale nel "mondo del lavoro", che di un economia che funziona (non vorrei che ci fosse chi crede che le pensioni vengono pagate coi soldi accantonati negli anni di lavoro, anche solo facendo un calcolo aritmetico, e lasciando perdere la questione se la ricchezza possa essere cumulata e in quale misura, anche un imbecille capirebbe che ciò non è possibile), che cresce non che crolla, ma l'austerità crea deflazione  (quella che difende il capitale dei rentier) , e la deflazione taglia i salari che a loro volta tagliano le spese delle famiglie (cioè la domanda), così poi partono gli esuberi che ritolgono reddito alle famiglie che poi hanno bisogno di sussidi, quindi lo stato deve intervenire e fare spesa pubblica per sopperire alle falle del sistema privato (leggasi libero mercato), così aumenta il rapporto deficit PIL che tanto prurito crea ai liberisticolculodeglialtri i quali hanno stabilito che debba essere 0 (zero, cioè follia pura) punto e basta, eh si, perché nel frattempo abbiamo regalato la nostra sovranità a un organismo sovranazionale al di fuori di ogni controllo oltre ad aver perso da un bel pezzo la nostra banca centrale.  Ma la  soluzione  è pronta; butto per aria quel poco di stabilità residua in zona medioriente ed ecco pronti 2 o 3 milioni  di immigrati (nominalmente migranti) carne da cannone...ehmm, carne da investimento capitale che non vedono l'ora di "integrarsi" nella  nostra società facendo crollare gli ultimi rimasugli di difesa dei salari --  società nella quale manco noi riusciamo a restare integrati.

Millenni di lotta contro le forze libere della natura, per poi soccombere a quelle del libero mercato dei capitali.Rimangiarsi tutto e farci impapocchiare da una serie di intellettualgarçon qualsiasi che sovvertono tanto sforzo sovraumano per ritornare a millantare i pregi (?) della durezza del vivere (P.Schioppa docet).

Poi vediamo di spiegare cosa succede se eliminiamo l'austerità ma manteniamo un cambio fisso.

E pensare che volevo scrivere un post bonsai...






sabato 5 marzo 2016

J.M.K

Dalla Bbibbbia secondo Sandro (ma non solo) ecco un passaggio che ho ritrovato e che riassume e racchiude "l'anima vitale" del pensiero di questo blog:

"Io ritengo che le obbligazioni nascenti da indebitamenti passati, fra le quali i debiti pubblici sono il caso principale, debbano col passar del tempo corrispondere ad un ammontare via via decrescente di lavoro umano e dei risultati di tale lavoro; che il progresso debba allentare gradualmente la stretta della mano morta della proprietà ereditata dal passato; che a questa non debba essere concesso di afferrare i frutti dei progressi compiuti molto tempo dopo che gli essere viventi che li produssero sono scomparsi."

Quanta saggezza e quanta lungimiranza e, purtroppo, quanta attualità.

Non fu ascoltato allora, quando si pronunciò su altri ambiti, e il risultato fu la seconda guerra mondiale.

(...) ...che a questa non debba essere concesso di raccogliere i frutti dei progressi molto tempo dopo che gli essere viventi che li produssero sono scomparsi.

Ad oggi questa discrepanza ha preso una dimensione temporale meno ampia, e chi ne coglie i frutti è ancora tra di noi (banalmente una questione demografica e di emancipazione dalle forze disgreganti della natura) e ne determina gli eventi.

Meditate gente, meditate...e mediate...




lunedì 15 febbraio 2016

"Hai anche cambiato nome!!!"

"Heila, come va, tutto bene?"
"Ma...veramente...non mi ricordo...ci conosciamo?"
"Massì, al circolo del tennis..."
"Veramente non gioco a tennis..."--"Ahh, hai cambiato sport, e lavori ancora in quella ditta di spedizioni?"
"No, non ho mai lavo..."--"Cambiato lavoro vero?! Ti capisco, non era un bel posto quello. E tua moglie, la Paola, sta bene?"
"Mia moglie si chiama Franca e non ho mai avuto..."--"Scusami, non sapevo ti fossi separato, brutta storia eh. Vedo che hai tinto i capelli, in effetti neri ti stanno meglio."
"Guardi non ho mai tinto i capelli e io a Lei non la conosco, probabilmente mi sta confondendo con qualcun'altro..."--"Giorgio, tranquillo, se non devo dire a nessuno che ti ho incontrato, non preoccuparti, è come se non ci fossimo mai visti!"
"Senta, non mi chiamo Giorgio, mi chiamo Luca e avrei un pò di fretta quindi..."--"MA DAI!?! Hai pure cambiato nome!!!, grande Giorgio, e salutami la Paola, ciao."

A volte non c'è niente da fare, puoi spiegargli quello che vuoi, ripeterglielo una, tre, mille volte che tanto se hanno quell'idea, quella convinzione, non servirà a nulla!

Mi pare fosse sabato e forse era canottoemezzo e parlavano di banche e di patentino (questa del patentino è davvero grossa eh, se vi bevete anche questa siamo senza speranza alcuna), ma seguivo così, tanto per...saltando tra i canali, e a un certo punto sento la Gruber (che alle volte viene il dubbio che possa essere ibridata con qualche protesi robotica) che dice una cosa del tipo: "Ecco, in Italia, a differenza del resto d'Europa, a finire nel bail-in (nella truffa sarebbe il termine giusto) sono stati quasi tutte persone anziane e non della generazione di mezzo com'è successo altrove bla bla, etc etc"

Eccerto dico io, è da mò che cerco di spiegarlo: perlomeno in Italia, la ricchezza sta quasi tutta nelle mani della generazione che oggi va dai 55 in là.
La stragrande maggioranza dei giovani e meno giovani possiede poco di più di una beneamata....

E mica tanto tempo fa mi son dovuto trattenere quando per l'ennesima volta ho sentito uno che usava le solite invettive e luogocomunismi contro i giovani bla bla e patapimm e patapamm e stupidaggini varie. E quando ho detto che secondo me; gli ultimi a cui si possa imputare qualcosa sono proprio i giovani, se n'è uscito con una frase penosa dicendomi di smetterla con questo buonismo...   ...   ...
...    ... A ME!!
So di per certo che è piddino...con tutto quello che è compreso nel pacchetto-piddino...accoglienza di immigrati, cani e porci senza ritegno, vanto delle altreculturefigheitalianiarretratinonmeritanouncazzo e chi più ne ha...ne metta...e A ME viene a dire: "Basta con questo buonismo".

Vabbè, la finisco qui prima che si blocchi l'alzavalvole depressurometro.




"Hai cambiato pure nome!!!" ...questo sono capaci di dirti.

giovedì 4 febbraio 2016

Non esiste una legge universale assoluta, dipende da dove si vuole andare

Prendo spunto dall'ultimo dibattito mainstrem sulla questione; gli omosessulai, ma anche gli eterosessuali, hanno il diritto di afffittare una persona (c'è chi dice una parte di una persona, ma ho il timore che una volta legalizzata questa porcheria, capiti quello che capita normalmente al riguardo dei contratti, cioè che chi ha i soldi si faccia aggiustare le questioni a proprio favore, determinando una sorta di possesso reale su ciò cui quella persona può o non può fare. Quindi non un affitto di una parte, ma il possesso di buona parte delle circostanze della sua vita; le sue abitudini in genere)?

A scanso di equivoci, per me è l'ennesima porcheria generata dalla vittoria del pensiero scientista-- la fisica del senso comune, su quella umanista-- l'empatia del senso comune.
E' una delle sue manifestazioni peggiori che vanno a comporre un disegno, una prospettiva che mette i brividi: Una superclasse elitaria ed elitarista ristretta che, tramite le enormi ricchezze nominali accumulate, tiene al soldo la potenza esecutiva militare, per regnare su ciò che resterà della massa informe e indistinta uniformata sotto tutti gli aspetti e decimata dal ritorno alla durezze del vivere che tanto ci stanno ripetendo ad ogni piè sospinto.

Questo dell'utero a pagamento è un'altro piccolo passo verso il completo sradicamento del valore dell'identità.
Identità è cultura, identità è natura. L'insieme dei due forma organismi umani particolari che si traducono poi in organismi sociali particolari ai vari livelli della politica, come per esempio le comunità, o gli enti territoriali, che sommati formano organismi uniti da un'identità antropologica che, naturalmente, ha una propria scala di valori e norme generali che ne formano la relativa unicità-- tutto questo è naturalmente in continua evoluzione e in continua relazione con tutto ciò che gli sta attorno.

Ecco che cultura e natura vanno a formare un'identità che gode di una volontà peculiare distinta perché non uguale-- la similarità implica una differenza, e la differenza, da un punto di vista economico, implica una diversa concezione di cosa sia il valore.
Ma se io intendo vincere la guerra (quella guerra che oggi è più remunerativo vincere senza distruggere i sistemi che lo compongono, che oggi si è evoluta i guerra culturale, e cioè; ti impongo la mia cultura con tutto quello che la compone, in modo che tu debba sottostare alle mie regole, che sono quelle che rendono me più potente e te più debole), devo sconfiggere l'identità.

Ma se tu hai una identità solida, risultante da una cultura viva e solidamente ancorata ad un'insieme di nuclei famigliari forti e coesi formanti un organismo compatto avente un riferimento chiaro e in relazione alla qualità del tempo odierno, quale è la nostra costituzione, ecco che sorgono problemi seri al riguardo della penetrazione che la tua cultura del dominio troverà strada facendo.

Sempre due sono le problematiche da risolvere per "l'invasore"; la cultura e la natura.
La prima, la cultura, è quella che regola lo scopo di una società e ne detta la direzione e i modi. Se intendo appropriarmi della ricchezza che tu hai prodotto, ho bisogno una società dove  le differenze antropologiche siano minime e siano uniformate in modo da poter innestare, senza troppi rifiuti, delle dinamiche psicologiche che sfruttino l'ego della persona e rendano più acute le differenze sfilacciando il tessuto sociale, a quel punto mi sarà facile influenzarne la classe dirigente e stabilire norme che renderanno difficile la produzione e la distribuzione di ricchezza.

La seconda è quella identitaria per antonomasia e che ci lega fortemente alla natura in quanto da essa siamo formati. Anche questa ha due grossi problemi; la famiglia è il più resistente "mezzo di trasporto" della parte riguardante la natura, in poche parole i geni, i quali sono a loro volta i portatori di quella parte di "informazione" che va a costituire il livello di consapevolezza precomprensivo che sta alla base di valori e tradizioni secolari che la volontà trasmuta in cultura della giustizia, dell'economia e della politica-- chiudendo così il cerchio tra cultura e natura. Ma non solo riguarda  l'aspetto metafisico, soprattutto si manifesta in aspetti "quotidiani" quali per esempio quello fondamentale del cibo; se io ho raggiunto un equilibrio di alta qualità e biodiversità alimentare che mi pone ai massimi livelli possibili, mangerò e produrrò le tue schifezze solo fino a quando verrò tenuto all'oscuro delle  pessime conseguenze sanitarie che subirò mangiandolo.
E ancora, la famiglia, pone in essere un legame dalla forza immensa; se io sento di essere quasi uguale a chi mi ha procreato e a tutti quelli che ne compongono il nucleo, cioè vedo più la somiglianza che la differenza, creo un legame positivo a cui nuove e discutibili abitudini non avranno potere di penetrazione.

Da un punto di vista assoluto non esiste norma o legge o che dir si voglia che stabilisca l'assoluta giustezza di una cosa rispetto all'altra.
Quando si tirano in ballo la religione coi sui testi sacri, o la presunta giustezza delle leggi della natura in quanto tale non si stabilisce nulla di assoluto a cui tutti si debba per forza sottostare. Sono argomenti poco dissuasivi che hanno la loro presa su persone che ancora fanno riferimento a testi scritti più di tremila anni fa e che contengono al loro interno delle bestialità di una consapevolezza umana superata a cui è difficile dar credito assoluto.

Io credo che il valore a cui appellarsi debba essere endogeno, debba cioè scaturire dalla nostra identità completa.
Deve appellarsi alla cultura e anche alla natura, deve appellarsi tanto alla fisica del senso comune quanto all'empatia del senso comune e ai valori che veicoliamo anche tramite la nostra materialità in quanto inevitabilmente espressione della nostra metafisica dell'identità.

Certe pratiche ci fanno schifo. Perché?
E perché e perché e percome...mi sembra di essere all'asilo dei perché.
" ?Chi ha fatto la gallina? "
"L'uovo."
" ?E chi ha fatto l'uovo? "
" La gallina. "
" ?Ma è nato prima l'uovo o la gallina? "
" E' nato prima l'uovo. "
" ?E perché? "
" E checcazzo, perché perché e percome. Trovati qualcosa da fare, non toccare i bambini e non spiattellare i testicoli alla gente. "

A un certo punto, ai bambini del perché va detto; basta, non si fa!

domenica 31 gennaio 2016

Tu che sei l'ammericano...whisky soda e rock'&'roll

Un caro saluto ai lettori americani (che rendono questo blog internazionale).
Sappiate che siete un quinto delle mie visualizzazioni (che sono molto poche, certo) e che credo sia un dato in percentuale che pochi altri blog possano battere (è poco ma mi accontento).

Mi immagino anche che la maggioranza dei visitatori siano giovani e siano Italiani. Beh, sappiate che siamo messi davvero molto male. Ben poche sono le persone che hanno una consapevolezza di quello che sta capitando, e sarà molto dura per le nuove generazioni vivere in questo Paese.
Forse fate bene voi se state cercando una sistemazione da quelle parti, ma se volete tornare è meglio che cerchiate di prendere coscienza dell'insieme delle dinamiche che stanno per andare a regime nella nostra società e che non porteranno a nulla di buono-- anche se la vostra classe sociale vi dà l'illusione che il peggio non andrà a toccarvi.

I commenti sono liberi e non metto censura alcuna (e d'altronde ognuno si mostra per quello che è) e sarebbe interessante sapere quali siano le condizioni generali del sistema americano raccontate da un punto di vista che sta dentro quel sistema.
Questo post ve lo dovevo.

A risentirci e ciao.

mercoledì 23 settembre 2015

Facciamo come la Germania

Rimando ancora il post generazionale perché sto godendo assai.

La superiorità morale dei popoli germanici...italiani mafiosi e corrotti...prendiamo esempio dalla Germania... ...hahahaha hahahahahahaha hahahha...aaaaah che sudisfasiòn, quanto ridere.
Sentire il Piller che divagava, dissimulava, svicolava, parlava di tecnologia, di sonde, di prove...hahahahaha hahaha...
UN DI CI MI LIO NI DI VEI CO LI FUO RI LE GGE CHE IN QUI NA NO CO ME VE CCHIE CA RRE TTE... spacciate per veicoli d'avanguardia, ai massimi livelli di tecnologia.

Ho riso tutto il pomeriggio.

Nel prossimo vedrò di far parlare Andreatta...speriamo.