martedì 31 maggio 2016

I quattro cavalieri

Ho un "amico" anarchico, beh, amico nel senso più ampio che si possa immaginare (del tipo; cristiano, europeo, italiano. Volente o nolente), che a pensarci bene non vedo molta differenza tra chi scientemente, ottusamente o furbescamente si disinteressa del destino che lo circonda per interesse veniale o relativo ad esso, e chi lo fa per una sorta di ostinazione a non "osservare" i cambiamenti antropologici e storici delle società umane.

L'anarchia, a ben vedere, è un'idea legata alla nostalgia dell'epoca umana in cui i gruppi sociali avevano una dimensione alquanto più ristretta e in conseguenza di questo il sistema sociale che ne scaturiva non era ancora cristallizzato in una piramide stratificata di classe.
In buona sostanza il "capo" era una figura simbolica e scaturiva "seduta stante"  per unanimità, o per una sorta di "torneo" e/ o "confronto diretto", cioè da capacità sia pratiche sia intuitive verificabili "di persona". Era decisore di ultima istanza ma praticava la stessa vita di tutto il gruppo.
E anche nel passaggio successivo dei Re o Imperatori e dei relativi domìni, esistevano ancora dei sottogruppi che funzionavano ancora con quell'ancestrale metodo.

Col crescere di numero questo non è più stato possibile e i sistemi gerarchici si sono dovuti evolvere di conseguenza ad essi (pare strano, ma anche quelli economici).
Ma questo pare resti un ambito "intangibile" per l'anarchico.
Anche se provi a spiegarglielo nel dettaglio non c'è nulla da fare, gli rimbalza una volta ping e una pong.

Così, dato che è spesso insoddisfatto...sorry, profondamente insoddisfatto di questo modello sociale che sta permeando tutti i gruppi sociali della terra, amo ricordargli spesso che quell'immaginario archeologico di gruppi umani che va sotto il nome di anarchia è -- e qui data la terminologia a disposizione scatta l'ossimoro -- al "governo del mondo". E che quindi metta da parte l'insoddisfazione e si goda lo spettacolo che va in scena quotidianamente in varie aree della terra e che va sotto i nomi di; guerra, distruzione, miseria, povertà e malattie (parono quattro cavalieri, oibò).

So che non capirà, ma l'è listess.
Un piccolo aiuto:  http://www.appelloalpopolo.it/?p=15871

sabato 28 maggio 2016

Quanto è Italia questa Italia?

Negli ultimi sette giorni ho ricevuto due terzi di visite dall'estero (delle quali quasi la metà dalla Polonia) e un terzo dall'Italia.
Certo, magari siamo sotto esami e impazzano le tesine, ok.
Ma la considerazione generale, visto questi dati, non è che sia solo un punto marginale dovuto al fatto che altrove ci studiano.

E' proprio questo il punto; altrove stanno studiando un passaggio vitale e fondamentale della nostra storia nazionale che è soprattutto la via che va intrapresa da chi ha la volontà di ottenere o mantenere una sovranità .
Cosa che pare non succeda qui da noi!
Senza rendermene bene conto ho dato un titolo al blog indissolubilmente legato alla nostra emancipazione dalle ingerenza estere.

E' chiaro questo punto?
Qui da noi si ha la tendenza a "dimenticare" ciò che siamo a favore di ciò che sono gli altri.
Vi sembra un punto marginale?

E allora non lamentatevi se continuano a tagliarvi i servizi e le pensioni.

venerdì 27 maggio 2016

Ce lo stanno dicendo in tutti i modi che siamo sudditi

Prima pagina di Radio 3.
Il garzone è Francesco Specchia, mi pare sia di Libero...lo so è un paradosso lo so.
Rispondendo a un radioascoltatore al riguardo della Brexit ha detto; intanto che la GB è privilegiata, quindi abbiamo qualcuno che a livello di unione europea ha un qualche privilegio...buono a sapersi, e poi (testuali parole) : " (...) in cambio di che cosa?...di un illusione di sovranità che poi è relativa perché in un mondo globalizzato NON ESISTE PIU' ...(...) dal min 22.30.

Quindi non siamo più sovrani...ma se non siamo più sovrani cosa siamo?

Poi due telefonate dopo a proposito dei due Marò si infervora e dice: "(...) credo che più patriota di me non ci sia nessuno, io vengo da una famiglia bla bla bla...etc etc...bla bla bla, medaglie di quà medaglie di la in cantiere a Tobruk (...) ho un senso della patria che direi...è estremo (...).


VERGOGNATI!!!
Più patriota di te c'è il mio caneee...

Ossimoro; Un nuovo garzone a Libero

Dell'incapacità a reggere strutture mentali complesse

Tre indizi fanno una prova.
Figuriamoci quattro, cinque, sei,  and roll over...
Solo bisogna accorgersene, e per accorgersene bisogna capire in che contesto sociale vivi.

Ultimamente con chiunque mi trovi a parlare di problemi generali , ma soprattutto di quelli italiani, arrivo a un certo punto nel quale è necessario approfondire alcuni aspetti complementari e precondizionanti la  nostra situazione attuale.
Per esempio; per capire alcuni passaggi  determinanti e decisivi della nostra Repubblica, bisogna aver capito alcuni aspetti relativi a istituzioni quali banche centrali e istituti finanziari in genere, o su quali siano le funzioni della moneta, oppure che tipo di conseguenze portino alcune scelet precise di politica economica etc etc

Per poter comprendere è necessario che nella mente di ascolta vi sia la voglia di capire (sempre che ci sia, chiaro, ma se non c'è...che cazzo ti metti a fare certi ragionamenti?), ma anche la capacità di ampliare la propria mente per poter "sistemare" una ampia architettura fatta di strutture e sovrastrutture metafisiche.
Ma non basta, a questa "architettura" devi potergli girare attorno per osservarla da molte angolazioni per poter così sistemare i concetti al posto giusto. Quindi ci va molta attenzione , concentrazione e mente libera. Quel tipo di mentalità aperta al cambiamento dei propri presupposti.

Beh, immancabilmente vengo interrotto quasi subito da una qualsiasi scusa. E a volte qualcuno se ne esce con delle stronzate che andrebbe poterle registrare per "goderne" al meglio. I sillogismi senza senso sono quelli più utilizzati, ma non mancano i disarticolamenti regressivi e gli argomenti secondari e periferici in modalità random.

Intendiamoci, non mi credo certo una cima, anzi. Ma non mi sono mai posto con un atteggiamento contrario per partito preso (e la frase ha un profondo significato), od ostile per idealismo, e neppure per orgoglio.
Mi sono preso molte scoppole che ho accettato, ho sempre cercato il confronto con lealtà anche quando si partiva da posizioni lontane. Alcuni, a cui va sempre un immenso grazie, hanno dato parte del loro tempo per cercare di farmi capire alcune cose. Ma bisogna avere onestà intellettuale.
Qualche anno fa, mentre cercavo di capire alcuni passaggi del processo economico, ho scoperto di avere delle convinzioni errate rispetto ai sistemi sociali.
Cerca e cerca trovi, perché la verità ha un fascino irresistibile per chi ha intuito.

Con estrema umiltà ho distrutto quelle convinzioni, che facevano di me un utile idiota al servizio indiretto dell’imperialismo moderno del capitale sovranazionale, e ho smantellato strutture che stavano lì da parecchi anni. Mi sono messo a studiare; economia, genetica, antropologia, filosofia e tutto quello che “cresce” li in mezzo, come un povero pirla qualsiasi, e come lo sono ancora.

Il mio ego però ha avuto il suo tornaconto quando ho scoperto che senza aver mai studiato prima economia sui libri, ma solo avendoci riflettuto molte e molte volte, ero arrivato a conclusioni sui sistemi economici moderni che combaciavano con alcune “visioni” di Keynes (questo per i rosiconi della Beaver Creek.  (cit.)).
Quindi è veramente frustrante quando ti accorgi che non solo non intendono ascoltarti, ma addirittura non ti lasciano parlare.  Pare gli scatti un bias mentale teso alla salvaguardia del proprio orgoglIO (paradossale per chi ha la tendenza a uniformare l’identità) e che fa scattare atteggiamenti incontrollati, una specie di riflesso Pavloviano di rifiuto totale: “ Non sia mai che debba riordinare le fondamenta delle mie convinzioni !” (e per chi ha coerenza comporta scelte).
Purtroppo in questo modo viene danneggiato anche chi avrebbe tutte le capacità di emanciparsi dai c. d. “luogocomunismi”.
Questo per chi potrebbe capire, poi ci sono quelli che neppure se gli fai lo schemino o il disegnino non ci arriveranno forse mai.

Ma fondamentalmente è mancanza di “allenamento” specifico.
Se poi il tuo orizzonte non si è mai discostato dalla tua piccola dimensione di periferia di comune di provincia è comprensibile che tu abbia serie difficoltà a confrontarti.

A chi manca l'intuito la verità è un piccolo e caotico incubo.



mercoledì 25 maggio 2016

Paradosso della settimana enigmatica

Mi son sempre chiesto come abbia fatto la Polonia ...anzi i Polacchi a rimanere tali schiacciati tra due delle superpotenza della storia europea quali la Germania e la Russia.
Invasi a ciclo continuo dagli uni e dagli altri e probabilmente, la butto lì senza sapere, anche dall'impero austroungarico e chissà ancora da chi altri.
Eppure hanno tenuto duro e hanno mantenuto una loro identità assieme alla voglia, alla determinazione, alla cocciutaggine, al sacrificio, alle tragedie di restare quello che si sentono di essere.
Anzi, è proprio ultimamente che hanno dimostrato che da loro gli zebedei non sono giunti per niente al crepuscolo; dice no all'euro, no ai migranti in libertà e no all'austerità (per ora, poi si sa, iniziano ad arrivare "liberi" capitali "occidentali" che inizieranno un'opera di "convincimento" verso la classe dirigente, e se non dovesse funzionare si passa tramite università e mondo del webbe. Ma per il momento la mia stima ai polacchi -- per quel nulla che vale).

Incredibilmente, proprio da tanta cocciutaggine viene l'idea balzana di una lingua universale per le occasioni impellenti di internazionalismo.

Non è paradossale? Lotti tanto per l'identità, e poi, proprio da lì viene uno che vorrebbe che tutti parlassero una lingua inventata.

Come ho sentito dire da una napoletana: " 'A ggent'è shtrana (con la esse di scivolo)".

domenica 22 maggio 2016

Radicalmente contro l'identità italiana

Di Pannella posso solo dire che ha appoggiato ogni istanza esterofila che mirava a smembrare le basi identitarie della nostra nazione a favore di un sogno europeistamondialistasupercazzolaristaantani (che immancabilmente favorivano l'imperialismo anglofono).

Quindi non ho nessun rimpianto, anzi.

sabato 21 maggio 2016

Il crepuscolo degli zebedei

Si sa, gli zebedei invecchiando "scendono", "franano", "tramontano" per dirla metaforicamente, specie quelli degli anziani.
Certamente quando si invecchia sale il timore di fare scelte coraggiose, di solito dove serve coraggio c'è rischio, e ad una certa età se il coraggio gia non lo tenevi, figuriamoci se riesci a dartelo.
Così capita di vedere anziani che manifestano per preservare la propria pensione dall'inflazione...no aspetta, l'inflazione non c'è, c'è invece la deflazione.
Ma allora contro cosa manifestano se in teoria il loro potere di acquisto reale aumenta?
Pare si prospetti un'altra riforma delle pensioni.
Ah beh, allora non mi sembra il caso di fare tutto 'sto casino, basta che votino  no al prossimo reerendum sulla costituzione relativa al senato e sono a posto. Secondo i promotori del referendum, con questo assetto costituzionale è "praticamente impossibile riformare la struttura della società(e ci mettiamo un punto esclamativo) !"

E certo, vorrei vedere voi attuare una riforma strutturale del sistema dovendo rendere conto di tutte le parti che strutturano una società, per esempio; prendi il problema del lavoro, che oggi è IL problema. Con un simile assetto potresti forse riformare il lavoro nelle sue linee guida e renderlo più aderente alle sfide della globalizzazione dei mercati emergenti che richiedono più flessibilità in entrata in transito e in uscita (tradotto, deflazione salariale e meno tutele)?
No, non è possibile alcuna riforma, meno che mai in etimologia anglosassone.

E le pensioni di cui si va dicendo; riforma delle pensioni che, in una condizione oltretutto di deflazione (e cioè in una condizione che aumenta, in termini reali, il potere d'acquisto), debba andare a togliere direttamente denaro al netto percepito.
No, non me la sento proprio di andare a prospettare simili scenari alla generazione che, come mai nessuna nella storia dell'umanità, ha goduto di condizioni generali ben al di sopra di ogni altra a lei prossima e di conseguenza, superiore ad ogni altra mai apparsa sulla faccia della terra.
Non è possibile alcuna riforma delle pensioni in un tale sistema (infatti la Fornero, dopo aver tentato inutilmente di riformarle, si è ridotta ad un pianto isterico da fallimento).

Con gli zebedei scesi oltre ogni aspettativa sarebbe ingrato aspettarsi che essi, i pensionati, capiscano che il futuro dei loro figli, ma soprattutto , dei loro nipoti e pronipoti dipende dal loro coraggio di ammettere di aver compiuto scelte a cuor leggero, che in futuro si sarebbero rivelate distopiche, e di cambiare finalmente rotta riprendendoci finalmente la sovranità per poter fare politiche realmente inflattive che "obblighino" a investire la ricchezza cumulata nel futuro del Paese (e non a essere erose lentamente da interessi sul debito e in "sovvenzioni" ai nipoti disoccupati).

Ma anche allora non fu difficile immaginarsi una rovinosa evoluzione degli eventi, come spiegò chiaramente l'allora comunista Napolitano  (...)in cui Napolitano afferma che l’idea secondo cui l’Italia “potrebbe evitare sviluppi catastrofici solo con l’intervento di un vincolo esterno nella forma di un rigoroso meccanismo di cambio” fa “un grave torto a tutte le forze democratiche italiane”. (...) .
Ma anche; (...) alla frase lapidaria di Luciano Barca, messa a verbale di una direzione del PCI svoltasi il 12 dicembre 1978: “Europa o non Europa questa resta la mascheratura di una politica di deflazione e recessione antioperaia”. (...)

Sarebbe ora di mollare la mela dentro il vaso (che tanto l'imboccatura non ne permette l'estrazione)
Non intendo affatto chiedergli un piccolo esame di coscienza, meno che mai  un esame economico delle scelte compiute nell'euforia del booooom economico (che loro stessi credono dovuto alle loro impareggiabili capacità) (altro punto esclamativo và)!

Lasciamoli pure nelle piazze a "passeggiare" e scandire slogan  demagogici fino alla slogatura della mandibola.
Potrebbero forse capire che la perdita di aspettative del sistema dipenda dal fatto di aver permesso che le linee guida della società venissero lasciate andare a se stesse (o alle direttive delle elites mondiali) e alle dinamiche disgreganti del libero mercato?

Così, oltre ai loro di zebedei, sono anche crollati i miei, che si scontrano periodicamente con la comodità delle soluzioni confezionate e pronte che troviamo quotidianamente al mercato dell'informazione pret a porter, e che ti vengono sistematicamente e ripetitivamente riproposte a random da chiunque.
Soluzioni che immancabilmente non solo falliscono, ma quasi sempre provocano danni..

Sarebbe stato bello avere un sistema politico più snello in modo da permettere riforme, riforme e ancora riforme.
Ok, visto che siamo rimasti al medioevo facciamo un giochino di fantasia e immaginiamocele queste tanto agognate riforme.
E tutti insieme sogniamo...sogniamo...e immaginiamocele.
Io mi sono immaginato queste, però ognuno può immaginarsi quelle che preferisce. Buona immaginazione

• Le cosiddette “Bassanini 1” e “Bassanini” (LL. 59/97 e 127/97) si inseriscono in questo processo innovativo, esplicitando la volontà politica di: u delegare funzioni alle regioni u accorpare uffici u snellire le procedure u controllare le funzioni e non gli atti u avviare procedimenti di tipo contrattuale u ampliare la considerazione del territorio L’art. 21 della legge 59/97 definisce i criteri generali dell’autonomia delle scuole.

La riforma di sistema nella XIV legislatura ministro Letizia Moratti (2001)

 La revisione del Titolo V della parte II della Costituzione

    La revisione dell'art. 51 della Costituzione


    La riforma del mercato del lavoro: Legge 4 novembre 2010

     legge 92 del 28 giugno 2012,

     la Legge 196/1997 anche nota come Pacchetto Treu
    a Legge Biagi del 2003 impose ben 46 configurazioni contrattuali di lavoro (D.Lgs. 276/2003)

    Riforma Amato del 1992. Il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.503 si pone lo scopo di stabilizzare il rapporto tra la spesa previdenziale e il prodotto interno lordo (PIL), introdurre forme diprevidenza complementare e integrativa, mantenere e garantire un adeguato trattamento pensionistico obbligatorio per tutti. L’età pensionabile è elevata da 60 a 65 anni per gli uomini e da 55 a 60 anni per le donne. La contribuzione minima per la pensione di anzianità è elevata da 15 a 20 anni di contributi. L’indicizzazione delle pensioni è slegata dalla scala mobile salariale e agganciata all’indice dei prezzi al consumo (inflazione) fornito dall’Istat.

    Riforma Dini del 1995. La legge n. 335 dell’8 agosto 1995 recepisce un accordo siglato tra Governo e parti sociali nel 1995. Il sistema di calcolo previdenziale passa dal criterio retributivo(media delle retribuzioni negli ultimi 10 anni di lavoro) al sistema contributivo, quest’ultimo basato sull’effettivo ammontare di contributi versati dal lavoratore durante la propria vita lavorativa. La previdenza complementare viene disciplinata mediante l’avvio dei fondi pensione.

    Riforma Prodi del 1997. La legge n. 449 del 27 dicembre 1997 modifica l’impianto della riforma Amato del 1992, adeguandolo con gli accordi stabiliti tra governo e sindacati e con l’esigenza di riordinare i conti pubblici, al fine di garantire l’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea. La riforma Prodi si caratterizza per l’inasprimento dei requisiti d’età per l’ottenimento della pensione di anzianità, per l’incremento dell’onere contributivo dei lavoratori autonomi, per l’equiparazione delle aliquote contributive dei fondi speciali di previdenza e l’eliminazione di alcune condizioni riconosciute ai lavoratori durante il periodo di transizione al sistema contributivo.

    La legge delega n. 243 del 2004 (comunemente detta riforma Maroni) e il decreto legislativo n. 252 del 2005 approvati dal governo Berlusconi sono l’ultimo atto di un processo di riforma iniziato nel 1992. Obiettivo di fondo di questi interventi è stato quello di assicurare al sistema pensionistico una sostenibilità finanziaria, obiettivo al quale per intervento sindacale si è affiancato quello di assicurare una maggiore equità nel sistema attraverso una armonizzazione dei diversi regimi pensionistici. In particolare l’innalzamento dell’età anagrafica e/o contributiva per accedere al pensionamento di anzianità è stato spalmato tra il 1996 e il 2008, mentre il nuovo sistema di calcolo contributivo è stato applicato integralmente ai soli lavoratori assunti dopo il 1995

    A fine 2007 è stata adottata la legge 24 dicembre 2007, n. 247 che ha modificato le disposizioni contenute nella legge n. 243/2004 che sarebbero dovute entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2008 e che avrebbero comportato l’immediato innalzamento da 57 a 60 dell’età anagrafica (si parlò infatti di “abolizione dello scalone”).

    Infine, con il Decreto Legge n. 201/2011 (il famoso decreto salva Italia, che contiene la riforma Fornero), da un lato si passa al sistema contributivo pro-rata per tutti dal 1 gennaio 2012; dall’altro, si innalza ulteriormente il livello minimo di età pensionabile: l’età minima di pensionamento passa da 60 a 62 anni per le lavoratrici dipendenti (che diventeranno 64 nel 2014,65 nel 2016 e 66 nel 2018; le lavoratrici autonome dovranno lavorare un anno in più), e 66 anniper gli uomini

     il Servizio Sanitario Nazionale modificato dai decreti legislativi 502/92 e 517/93

    Il 30 novembre 1998 viene promulgata la legge n. 419 “Delega al governo per la razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e per l’adozione di un testo unico in materia di organizzazione e funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale.

    Ma quanto sono in gamba a immaginare...ma con questo senato...come si fa; è impossibile!

    Ora, dopo tanta immaginazione, torniamo alla realtà dato che qualcuno se n'è uscito con una demagogia al quadrato: eliminiamo il senato e risparmiamo!

    Certo, e quanto?


    (...) Insomma, di che risparmi parliamo complessivamente? Inizialmente avevamo spiegato come la somma sicuramente risparmiata fosse di 100 milioni di euro all'anno, aggiungendo poi risparmi successivi per circa un'altra decina di milioni di euro. Pur ammettendo che la diminuzione della mole di lavoro e del numero di parlamentari possa comportare ulteriori economie per circa il 20 / 30 percento delle spese di funzionamento, non si andrebbe insomma molto oltre dalla cifra di circa 120 milioni di euro l'anno. Ma attenzione, perché da questa cifra bisognerà probabilmente stornare i rimborsi spesa per i viaggi a Roma dei nuovi membri del Senato delle Autonomie e capire quale "dotazione" avranno a disposizione. Insomma, in un modo o nell'altro i conti tornano: con la riforma si risparmierebbero circa 100 milioni di euro l'anno. (...)

    Alla faccia, BEN 100 mln!!! Ho i brividi...
    Chi è che sa che stiamo pagando dai 2 ai 2,5 MILIARDI di euro all'anno per derivati sottoscritti negli anni passati dall'allora supercapo della banca d'Italia Mario Draghi?
    Ah non lo sapevate?
    E per risparmiare 100 miseri milioncini ci dovremmo privare di uno dei contrappesi che equilibrano la bilancia del potere?
    E dei 60 MILIARDI "donati" al MES che sono andati a chiudere i debiti delle banche "mediterranee" nei confronti di quelle francesi olandesi e tedesche?
    Bella idea quella del MES

    Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (ininglese European Stability Mechanism - ESM), istituito dalle modifiche alTrattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo[1] e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011[2][3], nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro

    Gli stati depositano a seconda del loro peso economico, peccato che le grosse banche che stavano per fallire erano tedesche, francesi e olandesi per aver prestato sconsideratamente a greci, spagnoli italiani e portoghesi.
    Ma anche le banche di GRE, SPA e POR stavano col culo di fuori. Gli unici ad aver i conti abbastanza a posto eravamo noi, e in più avevamo molta ricchezza nominale (titoli, buoni del tesoro, case, strutture industriali etc etc).
    In pratica abbiamo salvato l'euro dallo sfracello risanando i conti delle suddette banche (dando soldi ai debitori che hanno restituito ai creditori).
    Gli unici che ci hanno perso al netto siamo noi (ma noi siamo furbi, il problema è il senatoooooo).
    Avete notato le date dell'ESM?

    Non è più possibile che gli zebedei "reggano" a tanta ignoranza che vuole restare tale convintamente e testardamente votata al "Fogno Europeo".
    Ecco perché è il crepuscolo degli zebedei; non c'è quasi più nessuno che li abbia. Sono tutti sfracellati dalla paura di perdere una ricchezza che in buona parte non esiste più perché: La ricchezza nominale non vale nulla senza un sistema che funziona!
    Ecco perché non ci schioderemo da questa agonia; chi ha la ricchezza (nominale) ha la mano incastrata nell'imboccatura e verrà catturato e condannerà la sua gente alla povertà.

    In realtà siamo già tutti più poveri (soprattutto di zebedei).