martedì 20 settembre 2016

La privatizzazione del mondo (2)

 Seconda puntata tratta dal libro di J. Ziegler                                    



                                                    L'ideologia dei signori

(...) I signori regnano sull'uiverso sia attraverso i loro enunciati ideologici, sia attraverso la costrizione economica sia attraverso il dominio militare. La figura ideologica che guida la loro prassi porta un nome anodino: "consenso di Washington".
Si tratta di un insieme di accordi informali, di gentleman's agreements conclusi nel corso degli anni ottanta e novanta tra le principali società transcontinentali, banche di wall street, Federal Reserve Bank americana e organismi finanziari internazionali (Banca Mondiale, Fondo monetario internazionale ecc).
Nel 1989 il "consenso" è stato formalizzato da John Williamson, economista capo e vicepresidente della Banca Mondiale. I suoi principi fondatori sono applicabili a qualsiasi periodo della storia, a qualsiasi economia e a qualsiasi continente. Mirano tutti a ottenere, il più rapidamente possibile, la liquidazione di qualsiasi norma regolatrice statale o di altro genere, nonchè la più totale e rapida liberalizzazione di tutti i mercati (di beni, di capitali, di srevizi, di brevetti) e l'instaurazione finale di una stateless global governance, di un mercato mondiale unificato e totalmente autoregolato.

Il "consenso di Washington mira alla privatizzazione del mondo, ecco i princìpi sui quali poggia:

1) In ogni paese debitore è necessario impostare una riforma della fiscalità che segua due criteri di base: riduzione del carico fiscale sui redditi più elevati al fine di incitare i ricchi a fare più investimenti produttivi e allargamento della base dei contribuenti; in altre parole, soppressione delle esenzioni fiscali per i più poveri al fine di accrescere il voluma dell'imponibile.
2) Liberalizzazione dei mercati finanziari nel modo più veloce e completo possibile.
3) Garanzia di eguale trattamento per investimenti autoctoni e investimenti stranieri, per accrescere la sicurezza e dunque il volume di questi ultimi.
4) Smantellamento, il più ampio possibile, del settore pubblico attraverso la privatizzazione di tutte le imprese di proprietà dello stato o di enti parastatali.
5) Massima deregolamentazione dell'economia del paese per garantire il libero gioco della concorrenza  tra le diverse forze economiche.
6) Rafforzamento della protezione della proprietà privata.
7) Promozione della liberalizzazione degli scambi al ritmo più sostenuto possibile: l'obiettivo è abbassare le tariffe doganali del 10% ogni anno.
8) Dato che il libero commercio progredisce attraverso le esportazioni, è necessario favorire in maniera prioritario lo sviluppo dei settori economici capaci di esportare i loro beni.
9) Limitazione del deficit.
10) Creazione della trasparenza del mercato: i sussidi dello stato agli operatori privati devono essere soppressi ovunque. I paesi del Terzo mondo che sovvenzionano, per mantenerli a un livello basso, i prezzi degli alimenti di base devono rinunciare a questa politica. Per quanto riguarda le spese statali, quelle destinate al rafforzamento delle infrastrutture, devono avere la priorità su tutte le altre. (...)

(...) ...il neoliberismo pretende di tradurre in termini simbolici le "leggi di natura" che regolano gli eventi economici. Pierre Bourdieu lo definisce così:

   Il neoliberismo è un'arma di conquista. si fa portavoce di un fatalismo economico contro
   il quale ogni resistenza sembra vana. Il neoliberismo è simile all'AIDS, distrugge il 
   sistema immunitario delle sue vittime.

(...) ...la dittatura del capitale impone la visione di un mondo chiuso e immutabile, rigetta ogni iniziativa umana, (...).  Esclude l'avvenire. Se la si guarda un po più da vicino, l'ideologia liberista si abolisce da sola in quanto ideologia, dato che vuole semplicemente essere la trascrizione delle cosiddette "leggi" che governano, da sempre e per sempre, il divenire economico. (...)

(...). Per effetto della privatizzazione del mondo e dell'ideologia neoliberista su cui si fonda, la società muore a poco a poco. Alain Turaine ricorre a una immagine pregnante:

   Tra il mercato planetario e globalizzato e le miriadi di movimenti identitari che nascono 
   ai suoi margini c'è un grande buco nero. In questo buco rischiano di precipitare la 
   volontà generale, la nazione, lo stato, i valori, la morale pubblica, le relazioni 
   intersoggettive, in breve: la società. 

(...). Ultima invenzione della società della cupidigia: brevettare la vita. Si tratta ormai di assicurarsi l'esclusiva dell'uso e della commercializzazione di una particolare pianta esotica, di una sostanza vivente o di una struttura cellulare. (...)
Per i paesi del Sud, dove vive l'81% dei 6.2 miliardi di esseri umani che popolano la terra ma anche per gli abitanti del Nord, l'era della giungla è iniziata.

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Bene, i paesi del terzo mondo hanno già "assaggiato" la pratica sottostante i paradigmi del cosiddetto "libero mercato" (paradigmi che nella pratica distruggono culture diverse e buona parte della popolazione che le compongono).
Ora l'attenzione dei signori del Mondo si è rivolta alle ricchezze cumulate dalla classe media dei paesi "occidentali". Purtroppo in Europa i paradigmi sono a "trazione" teutonica, il che li rende inevitabilmente medioevali e profondamente moralistici.

Possiamo contare sulla cupidigia di questa benedetta classe media "occidentale" nella speranza che si ribelli a questi paradigmi, o si è completamente rincoglionita nella convinzione che, dopo il passaggio compiuto rispetto ai loro genitori che erano operai -- mentre loro ora sono classe media --  i loro figli diventeranno benestanti a tutti gli effetti?

(...ho la sensazione che il rincoglionimento li proietti in un Fogno in cui i loro figli chiaccherano amabilmente con le elites mondiali. Daltronde l'esempio ce l'hanno dai loro rappresentanti politici, sia attuali che del passato, che fanno la parte del culo alla camicia delle oligarchie).




venerdì 16 settembre 2016

Uno in meno

E' schiattato uno dei figli SFondatori della nostra nazione (oltre ad essere figli di p....).
Va ad aggiungersi a quelli che per fortuna ci hanno già lasciato; Andreatta, Padoa Schioppa  e molti altri.

Questo l'ho preso al volo digitando; divorzio tesoro banca d'Italia.

Nel 1981 Andreatta, ignorando la sovranità del Parlamento, ed anzi trovando il modo per aggirare le norme vigenti si comportò in modo davvero insensato. Provate ad immaginarvi un imprenditore che, improvvisamente uscito di senno, decidesse di andare presso la Banca con cui ha stipulato un contratto di fido per chiedere la riduzione del fido stesso, peraltro subordinandola all’insindacabile giudizio della Banca. Ebbene Andreatta ha fatto esattamente questo!
Anzi la realtà è pure peggiore: l’imprenditore di solito non è anche il proprietario della Banca a cui chiede il credito, mentre nel 1981 Andreatta era il Ministro di uno Stato che era per definizione il proprietario della Banca stessa e decideva sovranamente la quantità di moneta da immettere nell’economia attraverso la spesa pubblica!



Benissimo, possiamo leggervi due passaggi fondamentali.
Il primo è che se ne fotterono ampiamente della sovranità del popolo.
Il secondo è che regalarono la nostra istituzione Banca della Nazione a una serie di banche private facenti gli interessi di pochi privati.

Penso che non accenderò la tele o che guarderò uomini e donne (che è tra le altre, diventato uomini e uomini, quindi non lo guarderò a meno che non sia quello degli anziani o maturi, dove di solito posso farmi quattro risate) così mi evito la nausea.

Che dire, il male non si augura a nessuno, diciamo che ci sarebbero delle aspettative nei riguardi anche di (metto i primi che mi vengono in mente eh) : Napolitano, Prodi, Draghi, Amato e il supersparacazzateatomicoatradimento, il nostro beneamatissimo (come la beneamatissima minchia) Scalfari (il DNA fascista non si scrosta in nessun modo 'geniu).
Tutti pronti a tradire il popolo italiano e soprattutto le sue classi più deboli per dare una sistematina alla propria posizione sociale (la Storia e uno sciacquone vi seppellirà).

In tempo di guerra i traditori si mettevano al muro, in tempo di guerra economica si dovrebbe metterli nel cesso.


mercoledì 7 settembre 2016

Supercazzole e supercazzolari

POLITICA IL PREMIER A "PORTA A PORTA" RENZI: AIUTI PER LE PENSIONI MINIME E PER L'ANTICIPO. PIÙ SOLDI PER GLI STATALI
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Il referendum sulle riforme si terrà "tra il 15 novembre e il 5 dicembre". Renzi si dice disponibile a cambiare la legge elettorale (l'Italicum) "se ci saranno i voti in Parlamento". Il caos in Campidoglio? "Scene indecorose, mai viste tante bugie, ma non festeggio" - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Renzi-aiuti-per-le-pensioni-minime-e-per-anticipo-Piu-soldi-per-gli-statali-1b88b4c4-b9c2-4d1f-928b-744d090f1f1d.html

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Scusate, ma non ci avevano raccontato che bisognava sganciare la Banca centrale dal Tesoro per fare in modo che la classe dirigente non usasse più i soldi del Paese per interessi di parte o per assicurarsi voti all'occorrenza? (come già fece con gli ottanta euro?)

Ogni volta che senti parlare di morale in politica cerca di stringere il più possibile le chiappe che qualcosa sta per arrivare.

martedì 6 settembre 2016

La privatizzazione del mondo -- J. Ziegler

Stavo leggendo il blog Orizzonte 48, quando mi stuzzicò la memoria leggere tra le frasi l'espressione; "Washington consensus" .
Quindi a forza di pensarci mi ricordai di questo libro che avevo letto nel 2004/5 circa. Lo cercai e poi mi rimisi a leggerlo...checcavolo, dopo le prime pagine avrei avuto voglia di bastonarmi da solo: era già tutto scritto e ben spiegato allora. Solo che trent'anni di propaganda e il non sentire nessuna voce fuori dal coro tra i nostri intellettuali mi avevano anestetizzato l'intuito. La mia inutilità ha fatto il resto.

Intanto lo consiglio a tutti, ma vorrei anche iniziare a copiarne alcune parti fondamentali qui.

Jean Ziegler: Dopo aver insegnato sociologia all'Università di Ginevra ed essere stato membro del parlamento svizzero, è oggi relatore speciale all'ONU per il diritto all'alimentazione ed ha scritto numerosi saggi con cui ha criticato la politica e il sistema finanziario del suo paese.

Eccone alcuni passaggi:

                                   La privatizzazione del mondo

                                              1 Un'economia di arcipelago

(...) I signori del capitale globalizzato esercitano su (...) miliardi di  persone un diritto di vita e di morte. Con le loro strategie di investimento, le loro speculazioni monetarie, le loro alleanze politiche, decidono, giorno dopo giorno, chi ha diritto di vivere su questo pianeta e chi è condannato a morire.

 (...) Le loro armi sono le fusioni forzate, le offerte pubbliche di acquisto ostili, la costituzione di oligopoli, la distruzione dell'avversario tramite dumping o tramite campagne di diffamazione ad hominem. L'assassinio è più raro, ma i signori non esitano a farvi ricorso all'occorrenza.

(...) Con la caduta del muro di Berlino, la disintegrazione dell'URSS e la parziale degenerazione dell'apparato burocratico cinese, la globalizzazione capitalista ha spiccato il volo, e con lei la precarizzazione del lavoro e lo smantellamento della protezione sociale acquisita a caro prezzo. Numerosi partiti socialdemocratici (per esempio il partito socialista italiano) si sono disgregati, altri si sono fortemente indeboliti e hanno perduto ogni credibilità. I laburisti inglesi e la SPD tedesca si sono trasformati in partiti reazionari che celebrano l'ideologia neoliberista e cercano ad ogni costo di ottenere l'approvazione dei padroni dell'impero americano. Tutti subiscono in pieno il determinismo del mercato globalizzato. (...)
L'applicazione del teorema dei costi comparati di produzione e di distribuzione si generalizza. Qualsiasi bene, qualsiasi servizio sarà prodotto laddove i costi saranno inferiori. Il pianeta intero diventa così un gigantesco mercato in cui i popoli, classi sociali e paesi entrano in competizione fra loro. Tuttavia, nel mercato globalizzato, quello che perdono gli uni -- in termini di stabilità dell'impiego, di minimo salariale, di sicurezza sociale, di potere d'acquisto -- non è automaticamente conquistato dagli altri. La madre di famiglia di Pusan, nella Corea del Sud, che svolge un lavoro sottopagato, e il proletario indonesiano che, per un salario misero, si logora in una catena di montaggio nella zona franca di Jacarta, migliorano solo di poco la loro situazione, mentre l'operaio meccanico di Lilla o il lavoratore tessile di San Gallo vivono sotto la continua minaccia della disoccupazione. (...)

(...) Stiamo entrando nell'epoca dell' "economia di arcipelago" , un modello a "velocità multiple" che conduce alla progressiva distruzione di tutti i tipi tradizionali di società e di socialità e segna, senza dubbio per lungo tempo, la fine del sogno di un mondo infine unificato, riconciliato con se stesso e in pace.
Il mondo globalizzato consiste in realtà in una serie di isolotti di prosperità e di ricchezza che fluttuano in un oceano di popoli in agonia.

                                                        2 L'impero

(...) I diritti umani, i diritti all'autodeterminazione e alla democrazia, così come vengono formulati nella dichiarazione universale del 1948 e nei quindici Patti successivi che li precisano e li concretizzano, costituiscono un'importante conquista della civiltà e definiscono l'orizzonte dei popoli: una società planetaria più giusta, più degna, più libera.

(...) Parafrasando Hegel, vorrei aggiungere che i diritti umani, i diritti civili e politici, così come i diritti economici, sociali e culturali, costituiscono l'Assoluto in relazione, l'Universale concreto, e rappresentano oggi, l'orizzonte della nostra storia.

(...) Invece di affidare la produzione e la distribuzione dei beni del pianeta a un'economia normativa, capace di tenere conto dei bisogni elementari degli abitanti, si sono affidati alla "mano invisibile" del mercato mondiale integrato su cui esercitano un totale controllo.(...) Scegliendo l'impero americano contro la democrazia planetaria, i nuovi padroni hanno fatto fare all'umanità un passo indietro di parecchi secoli. Tra tutte le oligarchie che costituiscono il cartello dei padroni del mondo, quella nordamericana è di gran lunga la più potente, la più creativa, la più vitale. Ben prima del 1991 aveva sottomesso lo stato trasformandolo in un prezioso e efficace ausilio per la realizzazione dei suoi interessi privati.
Considerare gli Stati Uniti come un semplice stato "nazionale" non ha alcun senso, Gli Stati Uniti sono a tutti gli effetti un impero le cui forze armate, terrestri, navali, aeree e spaziali, insieme ai sistemi di intercettazione internazionali e al gigantesco apparato di spionaggio e di informazione, garantiscono l'espansione costante dell'ordine oligarchico su tutto il pianeta. Senza questo impero e la sua potenza militare e poliziesca il cartello dei signori universali non potrebbe sopravvivere. (...)

(...) "Noi siamo al centro del mondo e intendiamo restarci (...) Gli Stati Uniti devono dirigere il mondo portandovi la fiaccola morale, politica e militare del diritto e della forza, e servire ad esempio a tutti i popoli".
Chi ha pronunciato queste parole? Un oscuro fanatico appartenente a una delle innumerevoli sette xenofobe e razziste che pullulano negli Stati Uniti? Un membro protofascista della John Birch Society o del Ku Klux Klan? 
Niente affatto! L'autore si chiama Jessie Helms; dal 1995 al 2001 ha presieduto la Commissione per gli affari esteri del senato americano ed è stato dunque uno dei protagonisti della politica estera di Washington. (...)

(...) Thomas Friedman, consigliere speciale del segretario di stato Madeleine Albright durante l'amministrazione Clinton, è ancora più esplicito:
"Perché la globalizzazione funzioni, l'America non deve temere di agire come l'invincibile superpotenza che in realtà è (...) La mano invisibile del mercato non funzionerà mai senza un pugno invisibile. McDonald's non può diffondersi senza McDonnel Douglas, il fabbricante di F15. E il pugno visibile che garantisce la sicurezza mondiale della tecnologia della Silicon Valley si chiama esercito, aviazione, forza navale e corpo dei marines degli Stati Uniti."
Il dogma ultraliberista diffuso dai dirigenti di Washington e di Wall Street è ispirato da un terribile egoismo, da un rifiuto pressochè totale di qualsiasi forma di solidarietà internazionale e dall'assoluta volontà di imporre il proprio punto di vista a tutti i popoli del pianeta.(...)
                                           
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Già da questi brani è possibile comprendere il metodo col quale le politiche messe in opera in quegli anni dagli USA stiano corrodendo piano piano tutte le economia mondiali, anzitutto partendo da quelle più povere, come avremo poi modo di vedere nello specifico quando inizierà a spiegare come la Banca mondiale e il FMI disintegrino le economie più deboli attraverso un misto di incompetenza, ignoranza e malafede, e di come questo grande Bugs, questo immenso tarlo mondiale stia iniziando ad intaccare anche le economie più sviluppate.

(seguirà)

giovedì 1 settembre 2016

Franceschiell'

Proprio adesso al TG3 titola:

 IL PAPA: CAUSA DELLE MIGRAZIONI, IL CAMBIAMENTO CLIMATICO!

Ma...ma...ma va' caghe'!!!

(Mi sto solo  chiedendo se lo hanno minacciato oppure se aveva bevuto troppo vin santo a pranzo)

martedì 23 agosto 2016

I have a dream

Il livello di propaganda eurista inizia a farsi stomachevole.
Questo significa che la teoria inizia a presentare una notevole discrepanza con la realtà.
Tre pinguini in parata da una portaerei e una fiction (lo dice la parola, una finzione, un passato ricostruito e riarrangato, un revisionismo storico edulcorato per menti diabetiche) in prima serata (che non son riuscito a guardare neppure per indicarne le sicure e mostruose falle metodologiche e logiche per sopravvenuta nausea) conditi da un contorno di richiami dalla carta stampata, non credo riusciranno a dissimulare la portata del fallimento di questa Europa.

Anche se non dobbiamo mai dimenticarci che potrà esserci cambiamento se, e solo se, Laggente si "sveglierà" da questo distopico fogno.

(che poi uno si chiede: "Ma perché ai neri d'America è "toccato" uno come M.L. King, e a "noi" uno come A. Spinelli?". Destino crudele)

venerdì 12 agosto 2016

Cultura pop vs Antropologia pop

  1. Ci risiamo, l'intellettuale ci casca sovente. Dato che per esigenze professionali e per una certa probabile inclinazione ideologica si occupa sempre di cose che stanno nell'alveo della cultura, ecco che l'interpretazione della fenomenologia (parola questa avvolta dal mistero) viene ricavata ideologicamente dall'idea secondo la quale il comportamento umano vada letto esclusivamente in base alla prospettiva culturale, relegando l'aspetto naturale o materiale che dir si voglia, ad una semplice trasmissione di ereditarietà di caratteri fisici tipo colore dei capelli, della pelle etc etc, eccone un esempio nel passo sottostante, il quale è una risposta ad un commento di "cultura pop" sottostante ad un post (tra l'altro è simpatica l'usanza di pubblicare commenti "pop" se "ballano al tempo richiesto". E' una sorta di abitudine quella di suonarsela, cantarsela e ballarsela :))). Il primo è il commento "pop", poi c'è la risposta:
  2. (...) Ciao 48, sempre sul pezzo. Post davvero lucidissimo che condivido in toto. Vorrei davvero che tutti gli xenofobi che ora si trastullano fra ruspe, invasioni e guerre sante avessero gli strumenti culturali per capirlo. Un abbraccio a te e Sofia! :)
  3. (...) E pensare, ad esempio, che i bengalesi producevano le avanguardie rivoluzionarie marxiste asiatiche del XX secolo: e poi avrebbero prodotto il fenomeno terroristico tipo-Isis così, all'improvviso, perché sono musulmani e quindi arcaici, tribali e medievali?
    Ci sono dei salti logici, in tutto questo fare antropologia (pop, alla Fallaci), che potrebbero pure essere il bagaglio di una cultura media impigrita (occidentale e...pop), ma che, di fronte all'insieme dei problemi che fronteggiamo oggi, tragicamente, risultano un peso inutile e dannoso...  (...)
  4. Leggendo questa risposta, data da un importante intellettuale di oggi (di cui condivido gran parte delle sue analisi, ma non questa) mi sovviene una considerazione che diverse volte mi è capitato di fare a proposito di gran parte degli intellettuali di ogni tempo. Vediamo di inquadrare la questione.
  5. Leggendo questo passaggio sembrerebbe che tutto fili; i bengalesi circa due generazioni fa si "mettevano in luce" per una tendenza, quella di "produrre" quadri politici marxisti, che cozzerebbe con le ultime notizie che ci giungono dal Bangladesh, dove pare vi siano numerosi integralisti islamici impegnati a fare i terroristi. Dal che potremmo dedurne che il problema non è etnico (sempre per quel che significherebbe questo termine).
  6. Barra Caracciolo aka Quarantotto, insiste nello scontro tra classi sociali; quella dominante che è ben organizzata e internazionale, cioè; prima schiaccia le classi inferiori ovunque esse si trovino senza alcuna distinzione d'identità nazionale, religiosa, "razziale" etc etc, poi magari cerca di regolare i conti nella propria classe di appartenenza per il dominio "interno", cioè quello tra oligarchi.
  7. E questo è certamente vero; il problema principe è la guerra che le oligarchie mondiali stanno facendo alle classi povere e disagiate (in pratica stiamo parlando della misera cifra di circa seimiliardiemezzo (6.500.000.000) di persone, a mò di distruzione sistematica di tutto ciò che è Diritti Sociali e Comunitari.
  8. RIPETO: QUESTO E' CERTAMENTE VERO! Ma...
  9. Allora; intanto messo esclusivamente in questi termini mi pare riduzionismo belle e buono. Non è possibile leggere tutto ciò che accade ad ogni livello solamente sotto la lente di ingrandimento del conflitto distributivo come se non vi fosse altro, e l'accusa di "antropologia pop" mi sembra sia sullo stesso piano di quella di "populismo" rivolta da chi non riesce a capire, obnubilato dal proprio sogno di un mondo paceamorelibertàarcobaleno, che ci sono molte persone che non riescono a portare avanti una vita dignitosa vittime delle conseguenze derivanti proprio dalle scelte compiute nella direzione dell'arcobalenismo.  E' il limite mentale di chi non ha ben chiaro da cosa sia governato il comportamento umano nella sua totalità. IO NON STO DICENDO CHE IL PROBLEMA SIA ETNICO, IO STO DICENDO CHE LE REAZIONI DEI GRUPPI SOCIALI ALLE INFERENZE DI CULTURE ESTRANEE E DOMINANTI E' DIFFERENTE, e la differenza dipende anche dalla natura (se così vogliamo chiamarla) di questi gruppi (di cui l'etnia è solo una parte dell'onticologia di questi umani.
  10. Passare dal marxismo all'islamismo non mi pare un salto logico; sono entrambi estremismi e confermano la lettura antropologica del modo attraverso il quale culture relativamente arretrate, ma assimilabili analiticamente alla stessa area che si è formata nei millenni, a partire dalla mezzaluna fertile, attraverso una conformazione geografica favorevole sulla linea dei paralleli, che ha permesso questo scambio continuo di  specie animali, vegetali, merci, tecnologia e cultura, reagiscano alle "intrusioni". Non è un semplice scambio di cultura, l'evoluzione dei gruppi sociali passa in primis dalle specie coltivate e allevate; cioè ci si ciba delle stesse piante così come degli stessi animali -- i paralleli aiutano in quanto le condizioni generali di clima e meteorologia sono praticamente identiche.  Questi passaggi sono fondamentali per tutti gli aspetti che riguardano la formazione dell'immaginario e del carattere dell'umano.
  11. Dimenticarsi, o non sapere questi passaggi fondamentali e ingigantire tutto attraverso la lente del conflitto distributivo tra classi  è' un atteggiamento ottuso ove non fosse cercato (capisco bene l'esigenza di non spostare il fulcro del ragionamento del concetto principale in altra direzione, ma c'è modo e modo). 
  12. Quando ho cercato di portare il ragionamento anche su questi aspetti dopo diversi messaggi di approfondimento,  che per ragioni di spazio sono culminati in un mio esempio di supersintesi dove facevo notare che, seppur al meridione abbiano subito una sorta di colonizzazione "culturale forzata", con relativa eliminazione delle persone più capaci e determinate -- cioè, l'eliminazione dei briganti, che già combattevano l'aristocrazia borbonica -- aristocrazia che  essa stessa fu impianto forzato -- da parte delle oligarchie capitalistiche dominanti dell'epoca, non è mai successo, nemmeno dopo due o tre generazioni di "terroni" nati "al nord", emarginati, disadattati e senza speranza (e ce ne sono stati parecchi. Ma l'intellettuale vista l'alta estrazione sociale non può esserne correttamente informato), che qualcuno di loro sia entrato in una caffetteria di Torino sparando all'impazzata e gridando"N'tu'culu ai Savoiaaaa!" in un turbinio di sangue e gianduiotti.  LE DIFFERENZE ANTROPOLOGICHE ESISTONO! NON C'E' SOLO LA CULTURA! IL MATERIALISMO STORICO SI MANIFESTA ANCHE ATTRAVERSO LA MATERIA DI CUI SIAMO COMPOSTI E CHE SI RIASSUME ANCHE NEL DETTO: "NOI SIAMO CIO' CHE MANGIAMO" (inteso nel senso più ampio; beviamo, respiriamo, aspiriamo, iniettiamo etc etc).
  13. Ecco la sua risposta:
  14. Caro Ceccato, ma non si era aperto il suo blog?
    Si sentiva solo?
    In effetti, non ho alcuna voglia di confutare l'impianto logico, nonché fattuale, di queste obiezioni fondate sulla incomprensione fenomenologica dei concetti utilizzati e degli eventi citati, riportata all'immutabile schematismo da cui parte.

    Poiché trova soddisfazione nel replicare, prevengo subito dicendo che "fenomenologico" è un termine inspiegabile e tale deve rimanere. In questo specifico contesto.
    Un mistero oscuro...

    Non c'è tempo per NON darle ragione, conclusione che mi pare inevitabile e salvifica: qui abbiamo cose più pregnanti di cui occuparci.

    Preferisco lasciarla mentre pensa che le sue repliche siano logicamente inattaccabili. 
    Vuoi mettere la "difficoltà" di accomunare le varie stragi che "misteriosamente" si accumulano in USA nonché quella di Breivik e di Monaco? 
    Un grande risultato cognitivo e un'acuta osservazione a cui nessuno dovrebbe replicare.
    Ottenuto questo "trionfo", mi auguro che sarà placato e che possa indirizzare altrove il riversamento della verità.
  15. Ma dai?!!?! Scrivi quasi ogni giorno dei post kilometrici che spaziano in ogni ambito del pensiero umano e non hai voglia di confutare un aspetto del problema, solo perché mette qualche puntino sulle i del comportamento umano che non rientra nell'immaginario della lotta di classe? La sconfitta è la sua caro Caracciolo. Non importa, va bene così, ho aperto 'sto blog apposta: scrivere di quello che l'intellettuale a volte dimentica, nel suo sforzo teso a far comprendere, a quelli che riescono a seguirlo, quale sia il vero nemico da combattere (tanto di cappello, l'ho già detto più volte -- anche se arrivate in ritardo :).
  16. Per quanto riguarda il "solo" c'è un proverbio famosissimo che è inutile citare e che, in questo caso, faccio mio.
  17. Ah, il  post è questo.