C'era una volta tanto tempo fa..
Mica tanto tempo fa, diciamo quarant'anni, c'era un paese che, dopo essere uscito distrutto dall'ultima guerra mondiale, era riuscito a trovare il giusto compromesso tra la tendenza onnivora delle classi dominanti e la tendenza alla sciatteria e alla superstizione delle classi sottomesse.
Nella lotta ormai millenaria tra chi realmente produce ricchezza e chi realmente ne gode, e che negli ultimi tre secoli grazie alla scienza--tecnologia aveva aumentato in maniera esponenziale il surplus dei beni essenziali, --cosa che comportava, tra le altre, due tendenze contrastanti; aumento demografico e pianificazione del sistema--dicevamo, un paese aveva trovato la via di mezzo, che per chi ci capisce un minimo di realtà immanente, è quella che ha la giusta dimensione ontologica moderna (poi ci sono i postmoderni, i postontologici, e i postontologicimoderni).
Questo viene confermato da una serie di dati essenziali economici inequivocabili (per chi ne capisce un minimo di economia, nell'accezione di; gestione oculata delle risorse).
Ora questo tipo di società, anche in senso più ampio e internazionale, produce un fatto singolare e determinante: La classe che è deputata a gestire e organizzare la società pone in essere un sistema nel quale si possono quantificare ricchezze "da favola" (o se preferite, da fogno). Queste ricchezze enormi diventano la droga che viene usata per corrompere la classe dirigente facendogli credere di poter passare ad un livello superiore della piramide sociale, e il tutto si trasforma in leggi e ordinamenti distopici via via crescenti (le guerre ne pongono fine).
E' chiaro che se la classe dirigente guadagna 20, diciamo pro capite, e la grande industria si divide 1.000 in diversa misura entro pochissime persone, è facilmente immaginabile che a quelle pochissime persone basta mettere pochi spiccioli per fare proposte allettanti per chiunque.
E già da questo semplice ragionamento si può capire che il paradigma; "Abbassiamo il livello di retribuzione dei politici!", è una "cacata pazzesca" (così accontento Celso).
Ora cambiamo prospettiva e diamo un'occhiata dall'alto alla nostra società e osserviamone la struttura comparandone due periodi prossimi, alquanto differenti ma significativi: dal '50 fin verso la fine degli anni settanta, e da fine anni settanta allo stato attuale.
Sostanzialmente, a livello strutturale e infra, è cambiato poco o niente; più persone sono attive nei servizi e meno in agricoltura e industria.
? Tutto quì ? Si.
Questo significa che il livello tecnologico ha ulteriormente emancipato l'umano dai bisogni essenziali lasciandogli più tempo a disposizione per; chi "guardarsi allo specchio", chi giocare/viaggiare, chi studiare un sistema per fottere gli altri. Ma i suoi strumenti sono sempre i soliti; le infrastrutture rimangono strade e binari percorsi da mezzi disparati e per la quasi totalità a ciclo combustibile fossile, sono aumentati i voli, e cioè sono cresciuti i vantaggi comparati degli aeroplani, si è ampliato e velocizzato lo scambio di informazioni e...e poco altro.
? Ma allora come mai ai miei genitori cresceva il reddito, si compravano casa, si facevano vacanze di almeno quindici giorni (e anche le famiglie numerose) e si riusciva a entrare nel mondo del lavoro anche in età relativamente giovane, tutta l'assistenza sanitaria era compresa, così come la scuola (e chissà cos'altro mi dimentico)?
Questo è il ragionamento che ho iniziato a fare circa sei anni fa.
E devo ringraziare per questo alcuni dei solerti rompicazzo della generazione che mi ha preceduto con tutti i loro bassi ragionamenti idioti sui "giovani di oggi" senza voglia di lavorare, drogati, apatici, menfreghisti etc etc bla bla--che, nota bene, trova albergo ad ogni generazione--i quali mi hanno spinto alla ricerca approfondita delle cause prime, dato che, per quello che riguarda la mia sfera personale, il saldo tra persone che si dan da fare e fancazzisti è nettamente a favore dei primi.
La domanda, per quello che riguarda i suoi aspetti più determinanti, ha avuto una risposta dettagliata ( se ancora non ci siete passati andate su Goofinomics oppure su Orizzonte 48, Icebergfinanza, dai quali potrete trovare tutte le analisi coerenti e aderenti alla realtà che aprono occhi, mente e cuore, e che ringrazio donando quel poco che posso quando posso) , la quale porta in dono un'altra domanda: "Come è potuto accadere che tanto buonsenso sia andato perduto in così poco tempo?".
Poi fai un attimo caso alla fauna che ti circola attorno e qualche idea te la fai. Per esempio ci sono quelli che stimano e apprezzano la cultura dell'Iran, della Palestina, dei Tuareg, quella Siriana, quella Turca, quella del Iocompraretuasorelladuecammeli e schifano e sputano la propria e chi argomenta diversamente (ho scritto argomentano perché loro scrivono frasi tautologiche infilandoci definizioni tipo; giusnaturalismo, oppure islamofobia. Gli chiedi ; ?What?, ma loro sono di buonumore, han trovato un coglione che vorrebbe avere una cultura identitaria (ogni riferimento a persone o fatti relmente accaduti e puramente casuale).
Sono come quelli che nel momento in cui tu vorresti avere un briciolo di sovranità ti dicono che sei nazista (secondo me si scrive co' due z, ma me lo da rosso). O quelli che quando fai notare che in alcuni settori del sistema non è possibile che vi sia concorrenza--tipo le ferrovie; ?cosa faccio, metto un convoglio subito dietro a quello della concorrenza, oppure costruisco una ferrovia parallela? Ma anche le telecomunicazioni facendo un esempio banale; ?chi restaurerà le vecchie e obsolete linee nelle zone a bassa densità demografica dato che è impossibile avere un ritorno finanziario? Tua sorella? Non credo...-- ti danno del comunistastatalistaparassitario, salvo poi scoprire che approfittano di tutte le agevolazioni statali e poi ci sputano sopra.
Trovano queste definizioni fighe--giusnaturalismo, islamofobia, razzismo-- e le usano a cazzorandom.
Poi ci sono quelli che "I giovani bla bla (...) bla, bla blablablabla..".e poi hanno tutti i loro averi che gli sta marcendo, ma vigliacc se gli fanno fare due lavoretti anche sottopagati.
A qualcuno roderà, ma a me capita di riflettere su alcuni aspetti generali, e poi leggere qualcosa scritto da menti eccelse che hanno fatto dei ragionamenti simili.
Certo, loro li hanno fatti prima e meglio, ma io mi accontento.
Così, da un pò, stavo considerando che dopo l'impero Romano c'è stato il medioevo. Capito?! il medioevo, ed è durato circa un millennio! ?Come è stato possibile?
Dal sapere alle tenebre è un attimo (per qualcuno, per altri il rischio non si corre:).
La ricchezza è nelle mani delle generazione del passato che compiono scelte tese a preservarla a discapito di quella che verrà. Debitore/Creditore hanno interessi divergenti, così come Giovane/Anziano, se lo si capisse ne guadagneremmo tutti.
giovedì 14 gennaio 2016
giovedì 7 gennaio 2016
L'ossimoro distopico
Diritto dittatoriale.
E' un bell ossimoro che ne dite. Ma anche: diamo diritti ai dittatori, non è male come paradosso.
Questo è il concetto che è insito in un un certo tipo di ragionamento che mi è capitato di sentire e leggere. Il ragionamento è all'incirca questo: "Se noi lottiamo per ottenere--e otteniamo--una più equilibrata distribuzione della ricchezza, certe paturnie riguardo all'immigrazione non avranno più tanto senso."
A tal riguardo ci sono due considerazioni da fare.
La prima è che questo ragionamento considera la cultura dominante sulla natura, ed è errata.
La seconda è quella di pensare che la cultura sia autoreferenziale e automatica--ed è conseguenza della prima.
? Perché diritto dittatoriale? Perchè la quasi totalità degli immigrati arriva da realtà che poco o niente hanno a che fare con la democrazia. Anzi, la democrazia per loro è una forma politica sbagliata, non risolve problemi e addirittura, per loro, ne crea altri.
La democrazia ha avuto bisogno di circa tremila anni di sedimentazione culturale, tentativo dopo tentativo, e ancora oggi per noi che l'abbiamo posta in essere non è ancora un obbiettivo raggiunto.
Un certo tipo di cultura, cioè quel tipo che scaturisce dallo sviluppo continuo delle civiltà che hanno la tendenza all'emancipazione dell'essere umano da ogni forma di schiavitù, si sedimenta e diventa bagaglio interiore, consapevole, radicato nell'inconscio come bagaglio mentale innato; che cioè non può essere instillato tramite l'ambiente in maniera diretta.
Non intendo dire che l'ambiente non conta, conta eccome, ma la consapevolezza interiore non si forma solo con l'ambiente, ma tramite una serie di fattori, tra i quali l'ambiente svolge una parte e lo fa solamente entro una finestra ristretta nel tempo, "posando" un piccolo mattoncino ad ogni generazione. E' una sorta di imprinting ma non come quello delle anatre di Konrad, che è di tipo non riproducibile, cioè non si trasmette alla generazione che seguirà. Quello culturale si sedimenta nell'inconscio e agisce tramite il principio di volontà modificando le capacità della mente e innalzandone il "baricentro" della parte metafisica che attiene alla morale (e quindi alla giustizia).
Ma non basta, le modificazioni genetiche non hanno una cadenza regolare, alcune si trasmettono ad ogni passaggio, alcune ne saltano uno, altri due e via così senza certezze.
Facciamo un esempio che uso spesso; molti dei terroristi che agiscono da noi sono cittadini europei, figli di seconda o terza generazione. I loro genitori sono nati e vissuti qui in Europa, o USA, si sono integrati , perlomeno quanto può integrarsi qualcuno che deve trasferirsi altrove ( pure io non sono completamente integrato nel mio paese in cui vivo--intendo paese di 7.000 anime--; facevo terza elementare e sono stato scartato da subito--e me ne son fatto una ragione senza fare attentati).
Hanno provato a studiare come lo hanno fatto gli "indigeni", come molti di essi non ce l'hanno fatta e sono senza lavoro o hanno altri problemi come tanti di noi, alcuni addirittura non avevano affatto problemi economici, ma a un certo punto della loro vita gli scatta qualcosa nella mente proprio a quel livello morale di cui sopra, e la loro cultura profonda, sedimentata, prende forma e diventa consapevolezza.
Diventa la strada da percorrere, il "richiamo della foresta", la scelta naturale.
NON E' UN PROBLEMA ECONOMICO, in Arabia Saudita hanno un reddito procapite da paura; eppure giustiziano i dissidenti, giustiziano le donne che non ubbidiscono, le donne che hanno avuto la colpa di avere qualcuno che gli ha testimoniato contro, hanno gli schiavi reali e Reali--altre etnie africane o indiane che vivono di briciole.
Il gene arabo è stato dis-seminato per svariati secoli per tutto l'impero arabo e anche in alcune zone dell'Europa, purtroppo.
Dove è stato scialacquato nel tempo da altri geni molto differenti si è attenuato, ma dove ha imperversato senza antagonisti, cioè in tutta quella fascia che va dall'Africa occidentale all'Asia sudoccidentale e che conta circa un miliardo di persone, si è radicato e si manifesta sempre in quelle parti della mente che attengono alle cose importanti della socialità--vedi morale.
E' incredibile che queste manifestazioni generalizzate ed evidenti non vengano tenute in dovuto conto da chi si occupa di politica, dimenticandosi in automatico che, soprattutto per quello che riguarda la giustizia, il livello di consapevolezza di un insieme sociale ( olistico, non dimentichiamolo mai soprattutto quando raccontate gli aneddoti tipo; mi cuggino ha ospitato un saudita o un siriano e vedessi che persona fantastica...) non può essere considerato come cultura strettamente ambientale e facilmente modificabile--del tipo esportazione di democrazia e stupidaggini affini-- senza capire che i cambiamenti culturali, per poter essere considerati stabili, devono attraversare la prova del tempo e dei fatti.
Per usare una metafora economica, potremmo trovare analogia con la ricchezza nominale e quella reale. Una bolla è ricchezza nominale, vedi quei numeri scritti su qualche indice e credi di essere ricco (alla stessa velocità si può "cambiare" una cultura), ma è solo una illusione psicologica, è la voglia di diventare ricco, di aver trovato la via della ricchezza, poi, immancabilmente la realtà fa rimettere i piedi per terra.
Non si instilla la cultura. La consapevolezza giuridica è una precomprensione che deriva dalla storia sociale delle comunità, e dato che la cultura è fragile, come gli ecosistemi, è bene limitare quelle specie "estranee" che distruggerebbero delicati equilibri--ecologici e/o culturali.
IL PROBLEMA NON E' STRETTAMENTE ECONOMICO, è di consapevolezza giuridica.
Quel gene può usare la democrazia per distruggerla--paradosso--, ed è successo ovunque la si è impiantata, vien da dire, di sana pianta.
Il "gene arabo" (ma non solo quello) non legge di diritto, solo di dovere; dovere di pregare cinque volte al giorno, dovere di fare l'elemosina a chi è sfortunato e non ha alcun diritto di pretendere una condizione dignitosa, dovere di sostenere la ricchezza del sovrano e di accettarne ogni legge, etc etc.
? La Siria è uno dei pochi stati laici in medioriente? Si? Quando li hanno fermati alla frontiera e si sono ammassati hanno subito ritrovato la loro vera identità urlando minacciosi "Allah'u'kbar".
Eppure le elites intellettuali restano cieche--peccato non czecke.
Dare diritti a chi li vorrebbe cancellare è distopia pura.
p.s. Mentre scrivevo questo post guarda un pò che cosa è successo in Germania e Finlandia.
Han fatto numero, e visti gli ultimi appelli califfati, seguiti da messa in opera in modalità random, si son sentiti in dovere di manifestare uno degli aspetti della loro natura: la mancanza di rispetto per gli esseri umani, soprattutto quelli di genere femminile.
E non è finita, aspettate che crescano di numero e si sentano scusati nei loro gesti da ragionamenti idioti che blaterano di colonialismo.
?!Ma che razza di cattivissimo colonialismo è il nostro; li rimpinziamo di dollaroni?!
Eh si, siamo proprio degli shathanassi.
E' un bell ossimoro che ne dite. Ma anche: diamo diritti ai dittatori, non è male come paradosso.
Questo è il concetto che è insito in un un certo tipo di ragionamento che mi è capitato di sentire e leggere. Il ragionamento è all'incirca questo: "Se noi lottiamo per ottenere--e otteniamo--una più equilibrata distribuzione della ricchezza, certe paturnie riguardo all'immigrazione non avranno più tanto senso."
A tal riguardo ci sono due considerazioni da fare.
La prima è che questo ragionamento considera la cultura dominante sulla natura, ed è errata.
La seconda è quella di pensare che la cultura sia autoreferenziale e automatica--ed è conseguenza della prima.
? Perché diritto dittatoriale? Perchè la quasi totalità degli immigrati arriva da realtà che poco o niente hanno a che fare con la democrazia. Anzi, la democrazia per loro è una forma politica sbagliata, non risolve problemi e addirittura, per loro, ne crea altri.
La democrazia ha avuto bisogno di circa tremila anni di sedimentazione culturale, tentativo dopo tentativo, e ancora oggi per noi che l'abbiamo posta in essere non è ancora un obbiettivo raggiunto.
Un certo tipo di cultura, cioè quel tipo che scaturisce dallo sviluppo continuo delle civiltà che hanno la tendenza all'emancipazione dell'essere umano da ogni forma di schiavitù, si sedimenta e diventa bagaglio interiore, consapevole, radicato nell'inconscio come bagaglio mentale innato; che cioè non può essere instillato tramite l'ambiente in maniera diretta.
Non intendo dire che l'ambiente non conta, conta eccome, ma la consapevolezza interiore non si forma solo con l'ambiente, ma tramite una serie di fattori, tra i quali l'ambiente svolge una parte e lo fa solamente entro una finestra ristretta nel tempo, "posando" un piccolo mattoncino ad ogni generazione. E' una sorta di imprinting ma non come quello delle anatre di Konrad, che è di tipo non riproducibile, cioè non si trasmette alla generazione che seguirà. Quello culturale si sedimenta nell'inconscio e agisce tramite il principio di volontà modificando le capacità della mente e innalzandone il "baricentro" della parte metafisica che attiene alla morale (e quindi alla giustizia).
Ma non basta, le modificazioni genetiche non hanno una cadenza regolare, alcune si trasmettono ad ogni passaggio, alcune ne saltano uno, altri due e via così senza certezze.
Facciamo un esempio che uso spesso; molti dei terroristi che agiscono da noi sono cittadini europei, figli di seconda o terza generazione. I loro genitori sono nati e vissuti qui in Europa, o USA, si sono integrati , perlomeno quanto può integrarsi qualcuno che deve trasferirsi altrove ( pure io non sono completamente integrato nel mio paese in cui vivo--intendo paese di 7.000 anime--; facevo terza elementare e sono stato scartato da subito--e me ne son fatto una ragione senza fare attentati).
Hanno provato a studiare come lo hanno fatto gli "indigeni", come molti di essi non ce l'hanno fatta e sono senza lavoro o hanno altri problemi come tanti di noi, alcuni addirittura non avevano affatto problemi economici, ma a un certo punto della loro vita gli scatta qualcosa nella mente proprio a quel livello morale di cui sopra, e la loro cultura profonda, sedimentata, prende forma e diventa consapevolezza.
Diventa la strada da percorrere, il "richiamo della foresta", la scelta naturale.
NON E' UN PROBLEMA ECONOMICO, in Arabia Saudita hanno un reddito procapite da paura; eppure giustiziano i dissidenti, giustiziano le donne che non ubbidiscono, le donne che hanno avuto la colpa di avere qualcuno che gli ha testimoniato contro, hanno gli schiavi reali e Reali--altre etnie africane o indiane che vivono di briciole.
Il gene arabo è stato dis-seminato per svariati secoli per tutto l'impero arabo e anche in alcune zone dell'Europa, purtroppo.
Dove è stato scialacquato nel tempo da altri geni molto differenti si è attenuato, ma dove ha imperversato senza antagonisti, cioè in tutta quella fascia che va dall'Africa occidentale all'Asia sudoccidentale e che conta circa un miliardo di persone, si è radicato e si manifesta sempre in quelle parti della mente che attengono alle cose importanti della socialità--vedi morale.
E' incredibile che queste manifestazioni generalizzate ed evidenti non vengano tenute in dovuto conto da chi si occupa di politica, dimenticandosi in automatico che, soprattutto per quello che riguarda la giustizia, il livello di consapevolezza di un insieme sociale ( olistico, non dimentichiamolo mai soprattutto quando raccontate gli aneddoti tipo; mi cuggino ha ospitato un saudita o un siriano e vedessi che persona fantastica...) non può essere considerato come cultura strettamente ambientale e facilmente modificabile--del tipo esportazione di democrazia e stupidaggini affini-- senza capire che i cambiamenti culturali, per poter essere considerati stabili, devono attraversare la prova del tempo e dei fatti.
Per usare una metafora economica, potremmo trovare analogia con la ricchezza nominale e quella reale. Una bolla è ricchezza nominale, vedi quei numeri scritti su qualche indice e credi di essere ricco (alla stessa velocità si può "cambiare" una cultura), ma è solo una illusione psicologica, è la voglia di diventare ricco, di aver trovato la via della ricchezza, poi, immancabilmente la realtà fa rimettere i piedi per terra.
Non si instilla la cultura. La consapevolezza giuridica è una precomprensione che deriva dalla storia sociale delle comunità, e dato che la cultura è fragile, come gli ecosistemi, è bene limitare quelle specie "estranee" che distruggerebbero delicati equilibri--ecologici e/o culturali.
IL PROBLEMA NON E' STRETTAMENTE ECONOMICO, è di consapevolezza giuridica.
Quel gene può usare la democrazia per distruggerla--paradosso--, ed è successo ovunque la si è impiantata, vien da dire, di sana pianta.
Il "gene arabo" (ma non solo quello) non legge di diritto, solo di dovere; dovere di pregare cinque volte al giorno, dovere di fare l'elemosina a chi è sfortunato e non ha alcun diritto di pretendere una condizione dignitosa, dovere di sostenere la ricchezza del sovrano e di accettarne ogni legge, etc etc.
? La Siria è uno dei pochi stati laici in medioriente? Si? Quando li hanno fermati alla frontiera e si sono ammassati hanno subito ritrovato la loro vera identità urlando minacciosi "Allah'u'kbar".
Eppure le elites intellettuali restano cieche--peccato non czecke.
Dare diritti a chi li vorrebbe cancellare è distopia pura.
p.s. Mentre scrivevo questo post guarda un pò che cosa è successo in Germania e Finlandia.
Han fatto numero, e visti gli ultimi appelli califfati, seguiti da messa in opera in modalità random, si son sentiti in dovere di manifestare uno degli aspetti della loro natura: la mancanza di rispetto per gli esseri umani, soprattutto quelli di genere femminile.
E non è finita, aspettate che crescano di numero e si sentano scusati nei loro gesti da ragionamenti idioti che blaterano di colonialismo.
?!Ma che razza di cattivissimo colonialismo è il nostro; li rimpinziamo di dollaroni?!
Eh si, siamo proprio degli shathanassi.
sabato 2 gennaio 2016
Lo sapevi che...
? Alle volte può sfuggire...ma...lo sai cosa sei se non sei sovrano?
Ripeti con me: Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito
Se non sei sovrano sei suddito! Se non sei sovrano sei suddito!
Se non sei sovrano sei suddito!
Se non sei sovrano sei suddito!
SE NON SEI SOVRANO SEI SUDDITO!
SUDDITO!!!
Buon anno.
Ripeti con me: Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito! Se non sono sovrano sono suddito!
Se non sei sovrano sei suddito!
Se non sei sovrano sei suddito!
SE NON SEI SOVRANO SEI SUDDITO!
SUDDITO!!!
Buon anno.
lunedì 21 dicembre 2015
Post bonsai
Ho sentito oggi 'sta specie di ministro del lavoro che spiegava come mai i giovani ricercatori che lavorano in università non abbiano nessun diritto ad alcuna tutela ( non vorrei sbagliarmi ma non hanno neppure versamenti di previdenza adeguati).
? Ciccione merdoso, ma nessuna nessuna vergogna???
Un paese che sputa in testa alla generazione che dovrà garantirgli una serena vecchiaia è alla ricerca di guai seri ( anch'io sto con Darwin).
? Ciccione merdoso, ma nessuna nessuna vergogna???
Un paese che sputa in testa alla generazione che dovrà garantirgli una serena vecchiaia è alla ricerca di guai seri ( anch'io sto con Darwin).
Immigrazione percepita vs reale: si afferma quella percepita (e con ragione)
Mi piacerebbe che coloro che hanno una posizione intellettualmente professionale, perlomeno abbiano una certa onestà intellettuale e non ripetano gli stessi errori che essi imputano alle loro controparti quando li accusano di leggere i dati dimenticandosi alcuni aspetti determinanti.
? Quando si parla della differenza tra immigrazione reale e percepita dove si vuole andare a parare?
Forse, mettendo per bene in vista la differenza tra i due dati l'intento è quello di screditare quella parte di società e di politico di riferimento che dà addosso all'immigrato incolpandolo dei mali che attanagliano il nostro paese.
Cosa che, a livello di principio, è condivisibile; l'Italia è in decadenza culturale per altro.
Ma anche metterla sotto questo aspetto è fuorviante e a rischio di strumentalizzazione.
Il rischio che si corre è quello di portare l'attenzione qui e ora a scapito di là e domani.
Se consideriamo il tempo presente, qui e ora, non sussiste un problema per il quale si possa additare l'immigrazione come causa primaria di frammentazione culturale, sappiamo bene, o perlomeno chi ci ha impegnato tempo e voglia sa che buona parte dei nostri problemi culturali derivano da "fuoco amico"; cioè da Nazioni "occidentali" che ci somigliano -- USA su tutte.
Ma considerare quì e ora e trarne conclusioni generali è una lettura oserei dire miope, non all'altezza di tanta capacità di analisi sociale.
Per noi dummies, che siamo abituati a cogliere i segnali a livello intuitivo, alcune "visioni" si sedimentano immediatamente a livello inconscio e "lavorano". A volte, confusi da informazioni controintuitive, si resta un attimo spiazzati, poi si cerca di usare quel poco di logica che ci appartiene e spesso i conti tornano.
? Perché l'immigrazione percepita è così diversa dai dati fotografati dagli enti predisposti?
Da un punto di vista tecnico la risposta è semplice: quella è una fotografia, una staticità, è una analisi parziale e immobile. Qualche cosa di più si potrebbe immaginare confrontando una serie di queste "fotografie" nel tempo osservandone la dinamica tendenziale e sommandola ad una serie di altre tendenze manifeste.
Il punto principale da cui bisognerebbe osservare questa questione è quello delle classi più basse del sistema sociale perché è quello che spiega nel miglior modo possibile come mai in tanti ci si preoccupi seriamente di questo problema.
Le classi più povere in un passato neppure troppo lontano, diciamo due generazioni per abbondare, vedevano nel numero della prole una soluzione a diversi problemi. Uno di questi era relativo al reddito; avendo una paga scarsa , se in famiglia lavorano più persone il reddito della famiglia è maggiore dato che alcune spese restano fisse e alcune crescono relativamente meno rispetto al reddito totale. L'altro era l'elevata mortalità infantile; se faccio più figli ho più possibilità che ne sopravvivano di più.
Quando questi problemi, sommati ad altri di ordine psicologico e politico, sono stati ridimensionati fin quasi a sparire ecco che la natalità è crollata.
Tutto questo per dire una cosa semplicissima, quasi banale non fosse che i migliori intelletti pare non riescano a vederne le conseguenze ed è probabile che sia dovuto al fatto che i loro figli, se ne hanno, non frequentino scuole pubbliche, oppure che non siano mai loro ad andarli a prendere all'uscita, oppure che non li portino mai ai giardinetti, se mai ci vadano.
Perché se lo facessero e "osservassero" la società che li circonda, capirebbero un aspetto fondamentale dell'immigrazione e dell'impatto che questa avrà nei tempi a venire. Io magari sono agevolato dal fatto che mia moglie è maestra d'asilo, ma basterebbe chiedere alle maestre, oppure se vogliamo essere scientifici, trovare i dati relativi (sempre che si riesca a risalire a dati certi).
Comunque la si voglia mettere la situazione è desolante; facendo una media tra tutte le classi in cui mia moglie ha insegnato, l'asilo e le classi in cui c'è mio figlio e le altre della sua leva, sicuramente siamo sopra al 30%.
Ecco spiegato il motivo di tanta discrepanza; noi immaginiamo già il futuro in cui si dovranno calare i nostri figli, gli intellettuali ancora credono che ai loro non accadrà. Ma il grande bugs ha già dimostrato di non andare troppo per il sottile (sarà che loro pensano di trovarsi abbastanza in alto nella piramide).
? Ora ci siamo? Anche ben non l'aveste capito, e ne dubito, abbiamo svelato il mistero; l'immigrazione percepita si discosta di molto da quella censita perché la classe che una volta proletarizzava ha ben presente le dinamiche generazionali e ha già fatto una proiezione (e tutto questo senza calcolare anche i clandestini e le politiche unitarie che dipingono l'immigrazione come una salutare cura) che mette in allarme.
E ora chiudo che 'sto post mi ha rotto i trequarti...
? Quando si parla della differenza tra immigrazione reale e percepita dove si vuole andare a parare?
Forse, mettendo per bene in vista la differenza tra i due dati l'intento è quello di screditare quella parte di società e di politico di riferimento che dà addosso all'immigrato incolpandolo dei mali che attanagliano il nostro paese.
Cosa che, a livello di principio, è condivisibile; l'Italia è in decadenza culturale per altro.
Ma anche metterla sotto questo aspetto è fuorviante e a rischio di strumentalizzazione.
Il rischio che si corre è quello di portare l'attenzione qui e ora a scapito di là e domani.
Se consideriamo il tempo presente, qui e ora, non sussiste un problema per il quale si possa additare l'immigrazione come causa primaria di frammentazione culturale, sappiamo bene, o perlomeno chi ci ha impegnato tempo e voglia sa che buona parte dei nostri problemi culturali derivano da "fuoco amico"; cioè da Nazioni "occidentali" che ci somigliano -- USA su tutte.
Ma considerare quì e ora e trarne conclusioni generali è una lettura oserei dire miope, non all'altezza di tanta capacità di analisi sociale.
Per noi dummies, che siamo abituati a cogliere i segnali a livello intuitivo, alcune "visioni" si sedimentano immediatamente a livello inconscio e "lavorano". A volte, confusi da informazioni controintuitive, si resta un attimo spiazzati, poi si cerca di usare quel poco di logica che ci appartiene e spesso i conti tornano.
? Perché l'immigrazione percepita è così diversa dai dati fotografati dagli enti predisposti?
Da un punto di vista tecnico la risposta è semplice: quella è una fotografia, una staticità, è una analisi parziale e immobile. Qualche cosa di più si potrebbe immaginare confrontando una serie di queste "fotografie" nel tempo osservandone la dinamica tendenziale e sommandola ad una serie di altre tendenze manifeste.
Il punto principale da cui bisognerebbe osservare questa questione è quello delle classi più basse del sistema sociale perché è quello che spiega nel miglior modo possibile come mai in tanti ci si preoccupi seriamente di questo problema.
Le classi più povere in un passato neppure troppo lontano, diciamo due generazioni per abbondare, vedevano nel numero della prole una soluzione a diversi problemi. Uno di questi era relativo al reddito; avendo una paga scarsa , se in famiglia lavorano più persone il reddito della famiglia è maggiore dato che alcune spese restano fisse e alcune crescono relativamente meno rispetto al reddito totale. L'altro era l'elevata mortalità infantile; se faccio più figli ho più possibilità che ne sopravvivano di più.
Quando questi problemi, sommati ad altri di ordine psicologico e politico, sono stati ridimensionati fin quasi a sparire ecco che la natalità è crollata.
Tutto questo per dire una cosa semplicissima, quasi banale non fosse che i migliori intelletti pare non riescano a vederne le conseguenze ed è probabile che sia dovuto al fatto che i loro figli, se ne hanno, non frequentino scuole pubbliche, oppure che non siano mai loro ad andarli a prendere all'uscita, oppure che non li portino mai ai giardinetti, se mai ci vadano.
Perché se lo facessero e "osservassero" la società che li circonda, capirebbero un aspetto fondamentale dell'immigrazione e dell'impatto che questa avrà nei tempi a venire. Io magari sono agevolato dal fatto che mia moglie è maestra d'asilo, ma basterebbe chiedere alle maestre, oppure se vogliamo essere scientifici, trovare i dati relativi (sempre che si riesca a risalire a dati certi).
Comunque la si voglia mettere la situazione è desolante; facendo una media tra tutte le classi in cui mia moglie ha insegnato, l'asilo e le classi in cui c'è mio figlio e le altre della sua leva, sicuramente siamo sopra al 30%.
Ecco spiegato il motivo di tanta discrepanza; noi immaginiamo già il futuro in cui si dovranno calare i nostri figli, gli intellettuali ancora credono che ai loro non accadrà. Ma il grande bugs ha già dimostrato di non andare troppo per il sottile (sarà che loro pensano di trovarsi abbastanza in alto nella piramide).
? Ora ci siamo? Anche ben non l'aveste capito, e ne dubito, abbiamo svelato il mistero; l'immigrazione percepita si discosta di molto da quella censita perché la classe che una volta proletarizzava ha ben presente le dinamiche generazionali e ha già fatto una proiezione (e tutto questo senza calcolare anche i clandestini e le politiche unitarie che dipingono l'immigrazione come una salutare cura) che mette in allarme.
E ora chiudo che 'sto post mi ha rotto i trequarti...
giovedì 17 dicembre 2015
Etiche competitive
Prendo esempio da Bagnai e dalla sua capacità di trovare spunti per la propria comunicazione ed ecco il secondo post ad personam.
In questo modo non darò fastidio a Quarantotto con una inutile polemica (anche se a me non dispiace la polemica ogni tanto, a volte scalda il cuore e l'humor).
Intanto ho capito che legge il blog, vedremo se si "degnerà" di commentare dall'alto della sua sapienza.
E' una polemica che nasce da lontano e che si è innescata nel momento in cui, essendo io politicamente diretto, ho commentato alcuni suoi commenti nei quali fa uso abbondante di; "sionisti", "ebrei", "lotta di classe", Marx, Marx, Marx...Marx l'ho detto?
Dato che, come ho già detto più volte, non reggo molto Marx -- e un giorno cercherò di spiegare razionalmente un qualcosa che mi si manifesta in modo intuitivo -- non esprimo certo approvazione, anzi.
Ecco, quell'anzi indispettisce Bazaar che invece lo apprezza molto (Marx).
Purtroppo, per lui, la mia intuizione è stata confermata da una delle menti più brillanti del XX° sec. (non che io sia un matusalemme, ma è che io prima ho letto Marx, molto poco devo dire perché non reggo tutta quella sua complicazione di circostanze che invece una mente semplice risolve in molto meno tempo, e poi ho letto Keynes che me lo ha confermato) ed è tutta lì la questione.
A coloro che hanno grande stima di Marx, dà fastidio che Keynes abbia avuto scarsa considerazione delle sue opere (chissà cosa pensano di Osho; quando lessi un suo libro mi feci un sacco di risate per come ne fece satira. Non solo di lui, chiaro, anche di Gesù e di Ghandi etc etc).
Ecco l'ultima; nel post di Quarantotto: IL GIUBILEO DEGLI AVANZI E DEGLI ESCLUSI ETC ETC, Baz' posta un commento con una cit. di Marx che dice; "« Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo, come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito dei gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio degli oppressi potrebbe avere possibilità di successo, così l'utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell'umanità. » New York Tribune. 1856, K. Marx ".
E' chiaro che, consapevole o meno, quelle parole sono intrise di etnismo (così non lo accusiamo di razzismo :) verso gli ebrei.
E io infatti scrivo di assist a favore degli ordoliberisti e della loro epistomologia. Lui non capisce, forse distratto dal "dispetto", e mi fa un discorso cronologico, poi cerca di denigrarmi a livello etico dicendo che sproloquio sul conflitto distributivo fomentando xenofobia.
Ma porca Cicciolina, a Marx fa un bell'endorsement dicendo che lui, figo, non era "politicamente corretto", io invece sono un becero istigatore xenofobo...sniff...sniff...(non sono "piste", sono affranto).
Poi mi fa capire che ha letto il blog quando dice della piramide sociale. Almeno adesso ho una vaga idea di quanti anni abbia. Ma mischia le mie idee su Marx con quelle sul mondo arabo. Il discorso era su Marx, mai ho fatto accenno al mondo arabo, che ccentra?
Quindi se ho capito bene, mi manca l'etica perché ho una scarsa considerazione del mondo arabo e della sua deriva intellettuale. Si, perché a farci bene caso, e tralasciando sparute minoranze, l'immaginario intellettuale di quell'area immensa che parte dall'Atlantico, coinvolge mezza Africa, e buona parte dell'Asia centromeridionale è contenuta in un libro (e il bello è che; sia visto da noi che da loro, quello non è un libro, e per ragioni opposte).
Eh sì, c'è troppa materia di studio #LOL
A parte la frase degli sciammannati che non ricordo, ma può benissimo darsi che l'abbia scritta, anche se andrebbe letta nel suo contesto, tutto il resto mi pare sia inoppugnabile.
1° L'Islam la prima cosa che fece fu colonizzare e omologare, punto.
2° La lotta di classe non è stata risolta (e mai lo sarà aggiungo), punto.
3° I mussulmani non ragionano per lotta di classe, anzi, le classi devono essere la stratificazione della società (basta vedere il punto 4°), punto.
4° Gli esagitati (va meglio così:) al culmine del discorso (intendo quando si arriva al punto cruciale e cioè la giustizia, tema scarsamente trattato da Quarantotto #LOL) sono al massimo del fervore e stimolati nel giusto modo confessano: "Un Dio, Un Re, un Popolo." (ripeto; questi sono quelli moderati. con gli estremisti la discussione o non inizia neppure o finisce in malo modo e prima, punto.
E a me mancherebbe l'etica? La tua però.
Molto probabilmente è inutile, ma se vuoi puoi provare a spiegare senza farti prendere dal fastidio e senza iniziare a cercare di offendere e incensarti eticamente.
Pensi che se vi fosse una gara di etica (come lo potremmo definire, un paradosso?) vinceresti?
Io credo di si, infatti non mi ci iscriverei.
Schiavo (in veneto).
In questo modo non darò fastidio a Quarantotto con una inutile polemica (anche se a me non dispiace la polemica ogni tanto, a volte scalda il cuore e l'humor).
Intanto ho capito che legge il blog, vedremo se si "degnerà" di commentare dall'alto della sua sapienza.
E' una polemica che nasce da lontano e che si è innescata nel momento in cui, essendo io politicamente diretto, ho commentato alcuni suoi commenti nei quali fa uso abbondante di; "sionisti", "ebrei", "lotta di classe", Marx, Marx, Marx...Marx l'ho detto?
Dato che, come ho già detto più volte, non reggo molto Marx -- e un giorno cercherò di spiegare razionalmente un qualcosa che mi si manifesta in modo intuitivo -- non esprimo certo approvazione, anzi.
Ecco, quell'anzi indispettisce Bazaar che invece lo apprezza molto (Marx).
Purtroppo, per lui, la mia intuizione è stata confermata da una delle menti più brillanti del XX° sec. (non che io sia un matusalemme, ma è che io prima ho letto Marx, molto poco devo dire perché non reggo tutta quella sua complicazione di circostanze che invece una mente semplice risolve in molto meno tempo, e poi ho letto Keynes che me lo ha confermato) ed è tutta lì la questione.
A coloro che hanno grande stima di Marx, dà fastidio che Keynes abbia avuto scarsa considerazione delle sue opere (chissà cosa pensano di Osho; quando lessi un suo libro mi feci un sacco di risate per come ne fece satira. Non solo di lui, chiaro, anche di Gesù e di Ghandi etc etc).
Ecco l'ultima; nel post di Quarantotto: IL GIUBILEO DEGLI AVANZI E DEGLI ESCLUSI ETC ETC, Baz' posta un commento con una cit. di Marx che dice; "« Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo, come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito dei gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio degli oppressi potrebbe avere possibilità di successo, così l'utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell'umanità. » New York Tribune. 1856, K. Marx ".
E' chiaro che, consapevole o meno, quelle parole sono intrise di etnismo (così non lo accusiamo di razzismo :) verso gli ebrei.
E io infatti scrivo di assist a favore degli ordoliberisti e della loro epistomologia. Lui non capisce, forse distratto dal "dispetto", e mi fa un discorso cronologico, poi cerca di denigrarmi a livello etico dicendo che sproloquio sul conflitto distributivo fomentando xenofobia.
Ma porca Cicciolina, a Marx fa un bell'endorsement dicendo che lui, figo, non era "politicamente corretto", io invece sono un becero istigatore xenofobo...sniff...sniff...(non sono "piste", sono affranto).
Poi mi fa capire che ha letto il blog quando dice della piramide sociale. Almeno adesso ho una vaga idea di quanti anni abbia. Ma mischia le mie idee su Marx con quelle sul mondo arabo. Il discorso era su Marx, mai ho fatto accenno al mondo arabo, che ccentra?
Quindi se ho capito bene, mi manca l'etica perché ho una scarsa considerazione del mondo arabo e della sua deriva intellettuale. Si, perché a farci bene caso, e tralasciando sparute minoranze, l'immaginario intellettuale di quell'area immensa che parte dall'Atlantico, coinvolge mezza Africa, e buona parte dell'Asia centromeridionale è contenuta in un libro (e il bello è che; sia visto da noi che da loro, quello non è un libro, e per ragioni opposte).
Eh sì, c'è troppa materia di studio #LOL
A parte la frase degli sciammannati che non ricordo, ma può benissimo darsi che l'abbia scritta, anche se andrebbe letta nel suo contesto, tutto il resto mi pare sia inoppugnabile.
1° L'Islam la prima cosa che fece fu colonizzare e omologare, punto.
2° La lotta di classe non è stata risolta (e mai lo sarà aggiungo), punto.
3° I mussulmani non ragionano per lotta di classe, anzi, le classi devono essere la stratificazione della società (basta vedere il punto 4°), punto.
4° Gli esagitati (va meglio così:) al culmine del discorso (intendo quando si arriva al punto cruciale e cioè la giustizia, tema scarsamente trattato da Quarantotto #LOL) sono al massimo del fervore e stimolati nel giusto modo confessano: "Un Dio, Un Re, un Popolo." (ripeto; questi sono quelli moderati. con gli estremisti la discussione o non inizia neppure o finisce in malo modo e prima, punto.
E a me mancherebbe l'etica? La tua però.
Molto probabilmente è inutile, ma se vuoi puoi provare a spiegare senza farti prendere dal fastidio e senza iniziare a cercare di offendere e incensarti eticamente.
Pensi che se vi fosse una gara di etica (come lo potremmo definire, un paradosso?) vinceresti?
Io credo di si, infatti non mi ci iscriverei.
Schiavo (in veneto).
domenica 13 dicembre 2015
Non è vero che sono divisivo
Ora che il primo grande bubbone è scoppiato ( e ha sporcato col suo pus quella parte di popolazione che possiede buona parte delle ricchezza, mobile e immobile, di questo paese, e che possiamo riunire in un insieme chiamato "generazione privilegiata") dovrebbe essere compito primario per ogni intellettuale che si rispetti, battere il ferro fin che l'è caldo riportando nelle sale comunali, ma anche nei circoli o dove si voglia, l'insieme di cui sopra -- insieme che ultimamente si è appartato a vita asociale e fancazzista.
Fancazzista non nel senso di lavoro, non sia mai, quando uno ha dato ha dato e giustamente gli si devono evitare inutili sofferenze, ma nel senso di fare un cazzo nell'interesse del sistema sociale fosse anche solo cercare di capire da che parte sta andando il mondo che accoglierà i loro nipoti.
Bisogna coinvolgerli, volenti o nolenti, per un semplicissimo motivo pratico e decisivo; loro votano, mentre i nipoti, in buona parte non possono farlo, e anche se il voto ultimamente è diventato ancora più ininfluente di quanto già lo fosse, ha un suo valore metafisico su quella fantomatica e labile"mano invisibile"o anche detta "libero mercato".
Sarebbe un'ottima occasione per sparare sulla Croce Rossa, gesto che come dice Il Velo di Maya dà così tante soddisfazioni, e sarebbe anche una rivincita morale su tutti quei vecchi bacchettoni rincoglioniti che, a ogni piè sospinto, vantano una superiorità morale della loro generazione rispetto a quelle che gli sono succedute (semmai è il contrario; la loro generazione è moralmente inferiore a quelle che gli sono succedute dato che a fronte di un indubbio miglioramento generalizzato delle condizioni economiche, e quindi di quelle pratiche, loro, quelli che oggi sono completamente rincoglioniti, hanno pensato esclusivamente alla loro "pancia" senza preoccuparsi minimamente di quelli che sarebbero venuti dopo).
Ma credo servirebbe a poco (questa constatazione è solamente un ragionamento di pratico interesse e non moralmente superiore).
Servirebbe trovare il modo di spiegarglielo sicchè capiscano, pur se io la ritenga una impresa improba e di vana speranza, dato che proprio oggi pomeriggio ho avuto modo di provare a ragionare con un simpatico anziano (colui che fece le veci di mio padre) a proposito del "pasticciaccio brutto" delle obbligazioni subordinate.
Ironicamente gli ho domandato se avessero di tali obbligazioni.
Lui mi risponde che quelli si son fatti fregare e che volevano guadagnare troppo, bastava sottoscrivessero dei BOT, dato che quelli non possono fallire e che il nostro governo ne risponde sempre (loro sono più furbi e moralmente superiori, come già detto sopra).
Ok, allora gli ho chiesto se aveva una vaga idea di quanto valessero i suoi BOT verso la fine del 2011 e quanto avrebbe ricavato se ne avesse avuto necessariamente bisogno.
Non si ricordava bene, ma si ricordava che arrivò capitan Monti a tutela dei suoi risparmi.
Ho dovuto scombinargli buona parte di quei ricordi e il valore reale di quei BOT.
Quando ho cercato di spiegargli che il valore dei suoi risparmi era ad esclusivo arbitrio della UE-BCE-e soretè,-- al solo pensiero che le mie parole contenessero una parte di verità gli stava prendendo una mezza coccola, con mia moglie e mia madre che cercavano di dissimulare apostrofando me e rassicurando lui.
Poi si è ripreso pensando a tutto il bene e il rigore morale con il quale questo governo sta affrontando questi difficili tempi.
Gli ho ricordato che proprio un annetto fa, Padoan aveva rassicurato tutti circa la solidità e sicurezza del sistema bancari italiano
Gli ho ricordato della Grecia abbandonata dall'UE-BCE-e soretè, ma lui sicuro mi ha ricordato che i greci si erano comportati male e avevano truffato, su Padoan non pervenuto.
Poi ha voluto spiegarmi che loro hanno potuto comprarsi l'appartamento e avere qualcosa da parte perché non hanno mai fatto ferie.
Ho dovuto spiegargli quanto deficit avessero fatto tutti i "suoi" governi per circa dodici anni (senza contare quelli fatti tra anni '60 e '70, quelli però sono stati fatti nel modo giusto; con una BC sovrana) e da dove venissero i suoi risparmi, altrochè ferie, ma gli ha rimbalzato senza lasciare traccia.
Probabilmente è stato tutto inutile, chi lo sa, vedremo in futuro. Una piccola speranza la tengo, ma non credo sia possibile far muovere l'Italia nella giusta direzione senza che quella generazione accetti la mutata realtà e senza che si preoccupino in modo serio del futuro dei loro nipoti.
Vanno coinvolti; come non lo so, non sono mica laureato in scienza politiche io...ma se inizia a insinuarsi nella loro inelastica mente che l'UE gli farà perdere i risparmi siamo sulla strada buona.
A ognuno il suo e vedrò di donare qualcosa ad a/simmetrie nella speranza che ci provino.
Visto che sono inclusivo?
P.S.
Ah, mi son dimenticato la parte "mitica" del racconto.
Mentre discutevamo sugli inaffondabili BOT e io cercavo di insinuare in qualche compartimento della sua mente un piccolo tarlo che "lavorasse" ai fianchi delle sue certezze, ad un certo punto, per avvalorare definitivamente la superiorità della sua certezza nei confronti della mia inferiore dubbiosità mi dice: "....l'ho sentito alla tele da Santi Licheri (l'ex giudice di Forum che allora era su Rete4 mi pare), lo ha detto chiaro e tondo mentre dirimeva un caso di soldi male affidati; investite nei BOT. Il governo ne risponderà sempre!".
Fantastico, Santi Licheri, e chi lo batte, ormai è nella leggenda.
Fancazzista non nel senso di lavoro, non sia mai, quando uno ha dato ha dato e giustamente gli si devono evitare inutili sofferenze, ma nel senso di fare un cazzo nell'interesse del sistema sociale fosse anche solo cercare di capire da che parte sta andando il mondo che accoglierà i loro nipoti.
Bisogna coinvolgerli, volenti o nolenti, per un semplicissimo motivo pratico e decisivo; loro votano, mentre i nipoti, in buona parte non possono farlo, e anche se il voto ultimamente è diventato ancora più ininfluente di quanto già lo fosse, ha un suo valore metafisico su quella fantomatica e labile"mano invisibile"o anche detta "libero mercato".
Sarebbe un'ottima occasione per sparare sulla Croce Rossa, gesto che come dice Il Velo di Maya dà così tante soddisfazioni, e sarebbe anche una rivincita morale su tutti quei vecchi bacchettoni rincoglioniti che, a ogni piè sospinto, vantano una superiorità morale della loro generazione rispetto a quelle che gli sono succedute (semmai è il contrario; la loro generazione è moralmente inferiore a quelle che gli sono succedute dato che a fronte di un indubbio miglioramento generalizzato delle condizioni economiche, e quindi di quelle pratiche, loro, quelli che oggi sono completamente rincoglioniti, hanno pensato esclusivamente alla loro "pancia" senza preoccuparsi minimamente di quelli che sarebbero venuti dopo).
Ma credo servirebbe a poco (questa constatazione è solamente un ragionamento di pratico interesse e non moralmente superiore).
Servirebbe trovare il modo di spiegarglielo sicchè capiscano, pur se io la ritenga una impresa improba e di vana speranza, dato che proprio oggi pomeriggio ho avuto modo di provare a ragionare con un simpatico anziano (colui che fece le veci di mio padre) a proposito del "pasticciaccio brutto" delle obbligazioni subordinate.
Ironicamente gli ho domandato se avessero di tali obbligazioni.
Lui mi risponde che quelli si son fatti fregare e che volevano guadagnare troppo, bastava sottoscrivessero dei BOT, dato che quelli non possono fallire e che il nostro governo ne risponde sempre (loro sono più furbi e moralmente superiori, come già detto sopra).
Ok, allora gli ho chiesto se aveva una vaga idea di quanto valessero i suoi BOT verso la fine del 2011 e quanto avrebbe ricavato se ne avesse avuto necessariamente bisogno.
Non si ricordava bene, ma si ricordava che arrivò capitan Monti a tutela dei suoi risparmi.
Ho dovuto scombinargli buona parte di quei ricordi e il valore reale di quei BOT.
Quando ho cercato di spiegargli che il valore dei suoi risparmi era ad esclusivo arbitrio della UE-BCE-e soretè,-- al solo pensiero che le mie parole contenessero una parte di verità gli stava prendendo una mezza coccola, con mia moglie e mia madre che cercavano di dissimulare apostrofando me e rassicurando lui.
Poi si è ripreso pensando a tutto il bene e il rigore morale con il quale questo governo sta affrontando questi difficili tempi.
Gli ho ricordato che proprio un annetto fa, Padoan aveva rassicurato tutti circa la solidità e sicurezza del sistema bancari italiano
Gli ho ricordato della Grecia abbandonata dall'UE-BCE-e soretè, ma lui sicuro mi ha ricordato che i greci si erano comportati male e avevano truffato, su Padoan non pervenuto.
Poi ha voluto spiegarmi che loro hanno potuto comprarsi l'appartamento e avere qualcosa da parte perché non hanno mai fatto ferie.
Ho dovuto spiegargli quanto deficit avessero fatto tutti i "suoi" governi per circa dodici anni (senza contare quelli fatti tra anni '60 e '70, quelli però sono stati fatti nel modo giusto; con una BC sovrana) e da dove venissero i suoi risparmi, altrochè ferie, ma gli ha rimbalzato senza lasciare traccia.
Probabilmente è stato tutto inutile, chi lo sa, vedremo in futuro. Una piccola speranza la tengo, ma non credo sia possibile far muovere l'Italia nella giusta direzione senza che quella generazione accetti la mutata realtà e senza che si preoccupino in modo serio del futuro dei loro nipoti.
Vanno coinvolti; come non lo so, non sono mica laureato in scienza politiche io...ma se inizia a insinuarsi nella loro inelastica mente che l'UE gli farà perdere i risparmi siamo sulla strada buona.
A ognuno il suo e vedrò di donare qualcosa ad a/simmetrie nella speranza che ci provino.
Visto che sono inclusivo?
P.S.
Ah, mi son dimenticato la parte "mitica" del racconto.
Mentre discutevamo sugli inaffondabili BOT e io cercavo di insinuare in qualche compartimento della sua mente un piccolo tarlo che "lavorasse" ai fianchi delle sue certezze, ad un certo punto, per avvalorare definitivamente la superiorità della sua certezza nei confronti della mia inferiore dubbiosità mi dice: "....l'ho sentito alla tele da Santi Licheri (l'ex giudice di Forum che allora era su Rete4 mi pare), lo ha detto chiaro e tondo mentre dirimeva un caso di soldi male affidati; investite nei BOT. Il governo ne risponderà sempre!".
Fantastico, Santi Licheri, e chi lo batte, ormai è nella leggenda.
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