Oggi in prima pagina della Stampa c'era un articolo di una giornalista che come al solito si indignano sempre dopo ma senza sapere bene di cosa si stanno indignando.
Dopo una breve e scontata apertura ecco che arrivano le solite frasi di circostanza e di incredulità: " (...) Non ci si può neanche credere. E' un incubo. (...)"
Poi il solito bla bla bla etc etc.
Ma dico io; ma come cazzo sono possibili, una posizione di un certo livello all'interno del giornalismo italiano che ti permette di scrivere in prima pagina alla Stampa e una simile stupidità?
Stupido deriva da stupìto, e sta a descrivere una persona che è spesso stupìto per gli accadimenti cui viene a conoscenza. Fondamentalmente è una persona che, oltre a mancare di esperienza in senso generico, non riesce a "notare" una connessione tra gli eventi, una certa manifesta realtà.
Tutto lo stupisce.
Ma cara la mia testolina di minchia, che cosa ancora ti stupisce dopo anni e anni di continua e costante devastazione culturale?
Per quale insondabile motivo, oltre la stupidità, sia chiaro, non riesci a mettere in connessione lo smantellamento dello stato nazionale, la lenta erosione dei diritti di base relativi alla dignità della persona, la pervasiva ricerca di sfruttamento dei fattori di produzione, umani o materiali che siano, tramite il degradamento del concetto di qualità, il quale è stato ridotto a valore per pochi e abbienti, e la sottomissione della dimensione umana alla dimensione dello scientismo -- da non confondere con la scienza e la tecnologia, le quali han sempre emancipato l'uomo dalla cattiva metafisica dell'interpretazione classista di ricerche dalla dubbia epistemologia, sempre tesa a dipingere l'uomo come un animale inconsapevole e ignaro in preda a tempeste biochimiche ingestibili e leggi naturali "necessarie --, che nell'incalzante susseguirsi delle leggi del caos lo costringono e lo incanalano verso la costante emergenza e inevitabilità degli eventi.
Davvero non capisci che quello che è successo in Puglia è solo il risultato di una complessa formulazione indotta, che alla sua base ha dei parametri inumani? Così come la stragrande parte delle morti sui luoghi di lavoro e con essi anche alcune patologie mortali da esso derivanti?
Ma cosa cazzo ti è servito studiare tanto, se mai lo hai fatto, e leggere chissà quali libri, vedere documentari, ascoltare relazioni, lavorare e vedere ricchezza e povertà e chissà cos'altro. E tutto quello che riesci a mettere insieme è uno smarrito stupore?!
Ma cosa cazzo ce ne faremo mai della tua stupidità, cui prodest.
E Mattarella che dice: "Troveremo i colpevoli!"
Ma guarda lo specchio no?!
Dove eri in tutti questi anni? E la nuova riforma del lavoro chi l'ha firmata?
E tutte le volte che in questo paese sono state promulgate leggi e riforme contro la classe lavoratrice, dimmi, hai mai votato contro?
E quando avete deciso di portare questo paese nella tonnara del "più Europa" vi siete mai chiesti se era la strada giusta alle condizioni culturali in cui il paese si trovava?
E una volta andati a occupare cariche di grande responsabilità avete provato ad ascoltare cosa diceva la vostra coscienza, oppure vi siete chiesti cosa si sarebbe potuto fare per migliorare la vostra condizione nel sistema?
Ora un colpevole da gettare nella piazza ce lo avete, un povero cristo che nemmeno si era reso conto di essere diventato un piccolo ingranaggio inserito in un sistema mastodontico con mansioni di lavoro sproporzionate.
E i sindacati, oltre a tenere aperti uffici per il controllo delle buste paga e la dichiarazione dei redditi, che cazzo ci stanno a fare?
Anche loro saranno stupiti?
Certo, solo che sono stupiti per altro, per esempio non capiscono come mai dopo aver tanto difeso l'immaginario europeo si trovino oggi in questo stillicidio di lacrime e sangue: "Oddio, ma perché l'Europa ci tratta così male? Perché le nostre parole restano parole vuote?" si chiedono i dirigenti sindacali.
E prendono sberloni da tutti; Europa, ministero del lavoro, confindustria, intellettuali, lavoratori, disoccupati, casalinghe...
Ricordo ancora che quando defenestrarono Berlusconi tramite spread e insediarono il sergente maggiore dei garzoni delle banche, tale Monti Mario, il sindacato fece stampare dei manifesti di ringraziamento con il faccione di Napolitano a tutta, e la scritta GRAZIE PRESIDENTE.
Un po come se il tacchino appendesse un manifesto nell'allevamento con la faccia dell'allevatore alla cornetta ringraziandolo per la chiamata al macello...
Ma come si fa dico io, a non capirci proprio un cazzo a simili livelli?!
L'incubo siete voi.
La ricchezza è nelle mani delle generazione del passato che compiono scelte tese a preservarla a discapito di quella che verrà. Debitore/Creditore hanno interessi divergenti, così come Giovane/Anziano, se lo si capisse ne guadagneremmo tutti.
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giovedì 14 luglio 2016
martedì 7 giugno 2016
Les faille de la gauche
Mentre la destra è a brandelli, la sinistra si eleva.
Son passati i tempi in cui la sinistra la votavano soprattutto gli operai delle periferie.
Adesso la sinistra se n'è andata da quei fetidi e insicuri rassemblement di brutti e scarni edifici dove si ammassa quella indistinta, multicolorata e multiculturalizzata umanità da sbarco ridotta a fauna, e a cui la "sinistra" dà tutta la propria solidarietà, ma soprattutto buona parte delle risorse che quegli stessi operai, che una volta difendevano e che ora hanno abbandonato irrimediabilmente a vivere in quel degrado, producono (fino a quando quella stessa fauna senza speranza non gli porterà via il posto di lavoro -- anche grazie a quelle riforme incredibilmente poste in atto nonostante la presenza del Senato).
La solidarietà si, le risorse ni, ma non chiedetegli anche di viverci in mezzo.
Meglio i Parioli, o via Monte Napoleone o i quartieri altolocati.
Lì, il PD, antropologicamente trasformato (come ha fatto presente Cacciari ieri a canotto e 1/2) domina e si arrocca.
La sinistra non è a brandelli, veste Ferragamo.
La sinistra è solidale con la classe lavoratrice, capisce e comprende le sue difficoltà e si sente vicina ad essa (vicina eh, non prossima), vorrebbe tanto aiutare ma c'è chi ha più bisogno, i tempi sono cambiati e c'è poco da fare. Soprattutto c'è poco da fare.
Come ha detto Mattarella parlando di quella bambina sbarcata: "Necessariamente italiana".
Necessario: esistente per necessità propria, cioè privo di causa prima.
E in questo modo evitiamo di discutere se sia il caso o meno, o se si possa cambiare o meno qualche cosa.
Un mondo necessario non è modificabile e può sicuramente fare a meno anche del libero arbitrio.
Io sto quà, tu stai là, io sto ai Parioli, tu stai nelle periferie degradate, ma non è colpa nostra, è così necessariamente.
Io son sicuro che verrà il giorno in cui queste cose saranno studiate come lo è stato il fascismo.
Ci si chiederà com'è stato possibile che il partito che difendeva l'interesse delle classi più deboli, sia diventato oggi quello che difende l'interesse delle banche, dei potenti, dei più forti; in buona sostanza delle oligarchie del capitalismo moderno a scapito delle classi più deboli.
Un triplo salto mortale con doppio avvitamento carpiato che la Cagnotto ci vincerebbe finalmente un oro olimpico.
Eppure la maggior parte di loro sono figli di quella classe, figli o nipoti di Partigiani che han dato la vita, che son stati torturati, che hanno perso famiglie intere per combattere quei sistemi, quel modo di immaginare la società che schiaccia i deboli per ottenere vite privilegiate ai furbi, agli egoisti e ai sociopatici. Figli di operai che hanno lavorato duramente per una vita intera, e hanno dovuto subire soprusi, ingiustizie, mancanze di rispetto, per poter mandare a studiare i loro figli in modo che migliorassero questo sistema, in modo che i loro nipoti potessero vivere una vita sicuramente migliore, che vorrebbe dire, con una prospettiva, con la speranza di poter scegliere cosa fare e cosa no, dove andare e dove no. Di potersi curare al meglio e di poter invecchiare senza abbruttirsi troppo.
Invece tutto quello che son riusciti a immaginarsi è una società che non ha scelta, come l'uomo che la compone.
Un umano che non ha scelta che cosa avrebbe di umano?
Ciò che contraddistingue l'uomo è proprio il non adattarsi al caos delle diverse leggi naturali, mettendo ordine e lottando per mantenerlo.
Dove starebbe il progresso se è costretto a sottostare alla cieca ignoranza delle forze della natura lasciate libere a se stesse?
Sottostare al libero mercato senza regole della legge dei più forti è il sogno che hanno per la testa?
Perché l'Europa odierna questo è!
Certo è che dai "Parioli d'Italia" l'esistenza non sembra così male (fin che dura...)
Son passati i tempi in cui la sinistra la votavano soprattutto gli operai delle periferie.
Adesso la sinistra se n'è andata da quei fetidi e insicuri rassemblement di brutti e scarni edifici dove si ammassa quella indistinta, multicolorata e multiculturalizzata umanità da sbarco ridotta a fauna, e a cui la "sinistra" dà tutta la propria solidarietà, ma soprattutto buona parte delle risorse che quegli stessi operai, che una volta difendevano e che ora hanno abbandonato irrimediabilmente a vivere in quel degrado, producono (fino a quando quella stessa fauna senza speranza non gli porterà via il posto di lavoro -- anche grazie a quelle riforme incredibilmente poste in atto nonostante la presenza del Senato).
La solidarietà si, le risorse ni, ma non chiedetegli anche di viverci in mezzo.
Meglio i Parioli, o via Monte Napoleone o i quartieri altolocati.
Lì, il PD, antropologicamente trasformato (come ha fatto presente Cacciari ieri a canotto e 1/2) domina e si arrocca.
La sinistra non è a brandelli, veste Ferragamo.
La sinistra è solidale con la classe lavoratrice, capisce e comprende le sue difficoltà e si sente vicina ad essa (vicina eh, non prossima), vorrebbe tanto aiutare ma c'è chi ha più bisogno, i tempi sono cambiati e c'è poco da fare. Soprattutto c'è poco da fare.
Come ha detto Mattarella parlando di quella bambina sbarcata: "Necessariamente italiana".
Necessario: esistente per necessità propria, cioè privo di causa prima.
E in questo modo evitiamo di discutere se sia il caso o meno, o se si possa cambiare o meno qualche cosa.
Un mondo necessario non è modificabile e può sicuramente fare a meno anche del libero arbitrio.
Io sto quà, tu stai là, io sto ai Parioli, tu stai nelle periferie degradate, ma non è colpa nostra, è così necessariamente.
Io son sicuro che verrà il giorno in cui queste cose saranno studiate come lo è stato il fascismo.
Ci si chiederà com'è stato possibile che il partito che difendeva l'interesse delle classi più deboli, sia diventato oggi quello che difende l'interesse delle banche, dei potenti, dei più forti; in buona sostanza delle oligarchie del capitalismo moderno a scapito delle classi più deboli.
Un triplo salto mortale con doppio avvitamento carpiato che la Cagnotto ci vincerebbe finalmente un oro olimpico.
Eppure la maggior parte di loro sono figli di quella classe, figli o nipoti di Partigiani che han dato la vita, che son stati torturati, che hanno perso famiglie intere per combattere quei sistemi, quel modo di immaginare la società che schiaccia i deboli per ottenere vite privilegiate ai furbi, agli egoisti e ai sociopatici. Figli di operai che hanno lavorato duramente per una vita intera, e hanno dovuto subire soprusi, ingiustizie, mancanze di rispetto, per poter mandare a studiare i loro figli in modo che migliorassero questo sistema, in modo che i loro nipoti potessero vivere una vita sicuramente migliore, che vorrebbe dire, con una prospettiva, con la speranza di poter scegliere cosa fare e cosa no, dove andare e dove no. Di potersi curare al meglio e di poter invecchiare senza abbruttirsi troppo.
Invece tutto quello che son riusciti a immaginarsi è una società che non ha scelta, come l'uomo che la compone.
Un umano che non ha scelta che cosa avrebbe di umano?
Ciò che contraddistingue l'uomo è proprio il non adattarsi al caos delle diverse leggi naturali, mettendo ordine e lottando per mantenerlo.
Dove starebbe il progresso se è costretto a sottostare alla cieca ignoranza delle forze della natura lasciate libere a se stesse?
Sottostare al libero mercato senza regole della legge dei più forti è il sogno che hanno per la testa?
Perché l'Europa odierna questo è!
Certo è che dai "Parioli d'Italia" l'esistenza non sembra così male (fin che dura...)
giovedì 12 maggio 2016
Ma che ha detto la Giannini??!
Ma che ha detto la Giannini? ma davero?!
Queste sono alcune delle risposte date dalla Giannini a Luca Steinmann, (freelance svizzero, in contatto con il Corriere del Ticino che a questo punto gli ha offerto la possibilità di chiarire una volta per tutte cosa gli abbia detto il ministro Giannini, che peraltro non ha smentito l'incontro).
G.= Giannini
S.= Steinmann
Corsivo = me
Questa è la premessa, tratto da il Corriere del Ticino:
(...) Il mondo del web in Italia è in subbuglio per un'intervista rilasciata dal ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Stefania Giannini al giornalista Luca Steinmann a Villa Vigoni il 4 maggio scorso a margine dell'incontro con l'omologa tedesca Johanna Wanka e pubblicata sull'Huffington Post. Intervista che ha suscitato vivaci reazioni per alcune affermazioni del ministro sugli immigrati, sul precariato e sul futuro della famiglia. Alcuni siti hanno ripreso l'articolo, il ministero ha pubblicato un breve comunicato stampa di precisazione, smentendo alcune frasi, in gran parte riferiti ad altri articoli apparsi sul web che avevano impropriamente citato l'articolo apparso sull'Huffington Post. Alla fine lo stesso Huffington Post ha deciso di cancellare l'articolo; il che non ha avuto altro effetto che di ampliare ulteriormente il rumore mediatico sui social.
Una prima considerazione; questo è il metodo Junker: buttiamo lì una provocazione, se nessuno protesta troppo la mettiamo in agenda e la applichiamo.
G. "(...) Si tratta di un accordo riguardante la formazione duale che conferma la cooperazione in materia iniziata tra i due Paesi già nel 2012, che firmerò con il Ministro dell'educazione e della ricerca tedesco Johanna Wanka. Esso riguarda la formazione professionale e si pone in continuità con il Jobs Act e la riforma della Buona Scuola per colmare la discrepanza che divide l'Italia con altri Paesi competitivi, come la Germania. Quelle da me citate sono riforme che incideranno profondamente in tutto il Paese che la Germania ha già attuato da oltre 10 anni con il governo Schroeder e che hanno permesso al Paese di non subire la crisi economica come la sta subendo l'Italia. La crisi, in Italia, è preesistente rispetto a quella scoppiata nel 2008, perché il Paese non ha attuato le riforme necessarie, come invece la Germania ha fatto per tempo. (...)"
Traduzione: stiamo collaborando con le istituzioni tedesche affinchè i nostri migliori giovani (preparati dalla nostra scuola -- che per ora ancora in molti ci invidiano -- cioè a spese degli italiani) possano essere inseriti stabilmente nel "nuovo" sistema tedesco riformato, mentre il loro posto verrà preso da manovalanza impreparata quindi a bassissimo costo, proveniente da paesi più arretrati a cui non verranno riconosciute tutte quelle tutele e quei diritti che già voi in Germania avete eliminato per i nuovi subentri nel mondo del lavoro.
G. (...) "L'Italia paga un'impostazione eccessivamente teorica del sistema d'istruzione, legata alle nostre radici classiche. Sapere non significa necessariamente saper fare. Per formare persone altamente qualificate come il mercato richiede è necessario imprimere un'impronta più pratica all'istruzione italiana, svincolandola dai limiti che possono derivare da un'impostazione classica e troppo teorica."
S. "L'istruzione italiana è però quasi sempre il motivo per il quale gli studenti italiani trapiantati all'estero eccellono rispetto ai propri coetanei stranieri. Io stesso ho vissuto questo privilegio in prima persona e sono sicuro che chiunque si sia trovato in questa situazione possa essere d'accordo. (...)"
Traduzione: Stiamo cercando di fare in modo che le nuove generazioni non si formino a livello umano, ma che abbiano solo una visione tecnocratica della società e che non sappiano da dove siamo arrivati (se destrutturo parte del passato do una certa forma al futuro).
G. "Certamente non dobbiamo rinnegare le radici classiche del sistema italiano, è però necessario stare al passo coi tempi e colmare la lacuna che ci divide dai Paesi competitivi. "
Traduzione: Il mercantilismo dei capitalisti tedeschi ha rotto ogni possibile convergenza collaborativa europea, ed essendo noi solo dei garzoni non possiamo fare altro che adattarci alla loro linea (non ci sono alternative -- ma se la libertà è scelta: è la morte della Libertà).
Queste sono alcune delle risposte date dalla Giannini a Luca Steinmann, (freelance svizzero, in contatto con il Corriere del Ticino che a questo punto gli ha offerto la possibilità di chiarire una volta per tutte cosa gli abbia detto il ministro Giannini, che peraltro non ha smentito l'incontro).
G.= Giannini
S.= Steinmann
Corsivo = me
Questa è la premessa, tratto da il Corriere del Ticino:
(...) Il mondo del web in Italia è in subbuglio per un'intervista rilasciata dal ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Stefania Giannini al giornalista Luca Steinmann a Villa Vigoni il 4 maggio scorso a margine dell'incontro con l'omologa tedesca Johanna Wanka e pubblicata sull'Huffington Post. Intervista che ha suscitato vivaci reazioni per alcune affermazioni del ministro sugli immigrati, sul precariato e sul futuro della famiglia. Alcuni siti hanno ripreso l'articolo, il ministero ha pubblicato un breve comunicato stampa di precisazione, smentendo alcune frasi, in gran parte riferiti ad altri articoli apparsi sul web che avevano impropriamente citato l'articolo apparso sull'Huffington Post. Alla fine lo stesso Huffington Post ha deciso di cancellare l'articolo; il che non ha avuto altro effetto che di ampliare ulteriormente il rumore mediatico sui social.
Una prima considerazione; questo è il metodo Junker: buttiamo lì una provocazione, se nessuno protesta troppo la mettiamo in agenda e la applichiamo.
Ma andiamo avanti e leggiamo alcune delle "perle" della ministra "scesa dall'alto":
G. "(...) Si tratta di un accordo riguardante la formazione duale che conferma la cooperazione in materia iniziata tra i due Paesi già nel 2012, che firmerò con il Ministro dell'educazione e della ricerca tedesco Johanna Wanka. Esso riguarda la formazione professionale e si pone in continuità con il Jobs Act e la riforma della Buona Scuola per colmare la discrepanza che divide l'Italia con altri Paesi competitivi, come la Germania. Quelle da me citate sono riforme che incideranno profondamente in tutto il Paese che la Germania ha già attuato da oltre 10 anni con il governo Schroeder e che hanno permesso al Paese di non subire la crisi economica come la sta subendo l'Italia. La crisi, in Italia, è preesistente rispetto a quella scoppiata nel 2008, perché il Paese non ha attuato le riforme necessarie, come invece la Germania ha fatto per tempo. (...)"
Traduzione: stiamo collaborando con le istituzioni tedesche affinchè i nostri migliori giovani (preparati dalla nostra scuola -- che per ora ancora in molti ci invidiano -- cioè a spese degli italiani) possano essere inseriti stabilmente nel "nuovo" sistema tedesco riformato, mentre il loro posto verrà preso da manovalanza impreparata quindi a bassissimo costo, proveniente da paesi più arretrati a cui non verranno riconosciute tutte quelle tutele e quei diritti che già voi in Germania avete eliminato per i nuovi subentri nel mondo del lavoro.
G. (...) "L'Italia paga un'impostazione eccessivamente teorica del sistema d'istruzione, legata alle nostre radici classiche. Sapere non significa necessariamente saper fare. Per formare persone altamente qualificate come il mercato richiede è necessario imprimere un'impronta più pratica all'istruzione italiana, svincolandola dai limiti che possono derivare da un'impostazione classica e troppo teorica."
S. "L'istruzione italiana è però quasi sempre il motivo per il quale gli studenti italiani trapiantati all'estero eccellono rispetto ai propri coetanei stranieri. Io stesso ho vissuto questo privilegio in prima persona e sono sicuro che chiunque si sia trovato in questa situazione possa essere d'accordo. (...)"
Traduzione: Stiamo cercando di fare in modo che le nuove generazioni non si formino a livello umano, ma che abbiano solo una visione tecnocratica della società e che non sappiano da dove siamo arrivati (se destrutturo parte del passato do una certa forma al futuro).
G. "Certamente non dobbiamo rinnegare le radici classiche del sistema italiano, è però necessario stare al passo coi tempi e colmare la lacuna che ci divide dai Paesi competitivi. "
Traduzione: Il mercantilismo dei capitalisti tedeschi ha rotto ogni possibile convergenza collaborativa europea, ed essendo noi solo dei garzoni non possiamo fare altro che adattarci alla loro linea (non ci sono alternative -- ma se la libertà è scelta: è la morte della Libertà).
S. "Un modello di questo tipo è, per esempio, quello americano, la cui economia americana si fonda sulla flessibilità, quindi su quello che viene chiamato precariato, anche se è spesso pagato molto meglio rispetto all'Italia. Il responsabile economico del Pd Filippo Taddei ha detto che il massimo modello al quale l'Italia può aspirare è quello americano.Condivide tali posizioni?"
G. "Sì, purché si ricordi che nessun modello è esattamente replicabile e che l'Italia ha le sue particolarità che vanno mantenute. E' comunque necessario procedere nella direzione di rendere il mercato più flessibile. La rigidità novecentesca va abbattuta. Le persone devono potersi muovere e spostarsi a seconda di ogni evenienza umana e lavorativa."
Traduzione: come al punto più sopra; gli italiani devono convincersi che il loro futuro sta altrove, per l'Italia abbiamo altri progetti (economia agricola e turismo). E aggiungo sulla flessibilità che è utile a non permettere, com'è stato dalla metà alla fine del secolo scorso, che gli operai accumulino grandi cifre di liquidazione, cioè non possano accumulare capitale intoccabile che potrebbe dargli la possibilità di emanciparsi e migliorare le proprie condizioni di vita (anche se abbiamo visto che una soluzione per rubargli quei soldi si trova sempre, vedi bail in)
S. "Sempre Taddei ha dichiarato che bisognerebbe"tassare ciò che è immobile per favorire ciò che è mobile". In un tale sistema per gli individui è sicuramente più difficile avere delle certezze. Penso soprattutto alle donne, che solo per motivi biologici hanno bisogno di forse maggiori garanzie nel breve o medio periodo rispetto agli uomini, anche per avere il tempo per decidere serenamente se avere o meno dei bambini. E' d'accordo?"
G. "Sì, sono d'accordo. Io stessa, appena avuto il primo figlio, ho lasciato geograficamente casa mia per andare a lavorare lontano, lasciando al padre il compito di occuparsi quotidianamente del bambino. Il mio è stato un comportamento atipico per quel tempo, ma dovrà rientrare nella normalità in futuro, perché anche le donne devono potersi spostare. Certo è che quella delle donne è una delle più grandi sfide all'interno del nuovo sistema a cui andiamo incontro."
Traduzione: stiamo cercando di smembrare la famiglia in ogni modo, in quanto per poter innestare nel corpo sociale i nuovi paradigmi (che aumenteranno le disuguaglianza di classe), essa risulta essere l'ostacolo più grande in quanto è portatrice "materiale" e sostanziale di tutti quei valori, reali o astratti, che hanno fatto divenire l'uomo ciò che è ora.
S. "Un elemento di novità sarà sicuramente rappresentato anche dalla famiglia. In un sistema flessibile come quello descritto, difficilmente ci sarà spazio per la famiglia come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi, che difficilmente verrà intesa come forma di stabilità e di sicurezza per l'individuo."
G. "E' vero, io stessa ho avuto la fortuna di ricevere stabilità e sicurezze da parte della mia famiglia. Il modello che è stato promosso dalla generazione dei miei genitori, nati entrambi negli anni 20, è però destinato a mutare inevitabilmente con la società che, diventando più flessibile, necessita che lo siano anche i nuclei famigliari. Mi piacerebbe che in futuro la flessibilità venisse considerata come sinonimo di apertura.
Traduzione: appunto, lo abbiamo appena visto sopra. Poi l'articolo si chiude con alcune riflessioni.
(...) In occasione dello stesso evento il Ministro tedesco Wanka ha detto pubblicamente – e forse provocatoriamente – che l'unico settore in cui la Germania sta vivendo un calo di produttività è quello della natalità, sottolineando come l'Italia e la Germania abbiano dati di decrescita demografica praticamente uguali, nonostante i dati economici pongano i due Paesi alle estremità opposte delle classifiche. Così dicendo ha evidenziato che la competitività figlia di un mercato flessibile non si traduce automaticamente in un aumento delle nascite. Le parole del ministro Giannini ne spiegano esattamente il perché: il concetto di flessibilità si fonda su una mobilità che rende più difficile la creazione di una stabilità, famigliare o individuale, almeno prima dei trent'anni. In questi termini è prevedibile che la famiglia come l'abbiamo conosciuta cessi di esistere; che anche in caso di miglioramento della situazione economica italiana il cosiddetto 'inverno demografico' si prolunghi; e che la fascia di persone più colpita in negativo dal progresso che stiamo vivendo rischino di essere le donne.
Il Ministro Wanka ha dichiarato pubblicamente, sempre in occasione dell'evento in questione, che la crisi demografica tedesca può essere controbilanciata dall'arrivo dei migranti. In questi termini, ha spiegato, l'arrivo di nuove persone va ad assumere una importante funzione economica e sociale. Le politiche di accoglienza potrebbero quindi non avere solo una funzione umanitaria, cioè quella sacrosanta di aiutare chi fugge da guerre o situazioni difficile, ma che risponda anche ad una necessità economica alla quale i Paesi flessibili e competitivi vanno incontro. Ciò è un riconoscimento da parte di chi governa che la Germania abbia bisogno dei migranti. Dobbiamo dunque prendere in considerazione il fatto che se l'Italia colmerà la discrepanza con i Paesi più produttivi – come la Germania - le politiche di accoglienza potrebbero andare a rivestire una funzione sempre più economica e non solo umanitaria.
Ora; se ci mettiamo che l'instabilità del medioriente è in gran parte responsabilità delle politiche U.S.A ma anche NATO, che le "primavare arabe" hanno potuto devastare quel poco di stabilità sociale che vi era in quell'area grazie all'afflusso di ingenti capitali "investiti" proprio a questo scopo, e il prossimo venturo accordo commerciale atlantico a trazione nordamericana (ne stiamo facendo uno anche col Canada), non dovrebbe essere difficile inserire i tasselli del puzzle per iniziare a comprendere l'immagine che ne deriva (non dovrebbe...).
Ma gli appartenenti all'area PD (che dovrebbero, dico dovrebbero, essere schierati a difesa delle parti più deboli della società, (e quì prendo un bel respirone...) ma che cazzo c'hanno che gli gira per la testa? Quando pensano di doversi mettere a confronto con la loro etica? (sempre che ne siano provvisti, ovvio, e occhio a Bazaar. Visto Baz' che gia lo avevo capito?)
Possibile che vent'anni di "berlusconismo" li abbiano devastati fino a questo punto?
Possibile che vent'anni di "berlusconismo" li abbiano devastati fino a questo punto?
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